Corsi, ricorsi e rincorsi (assicutati)

Preg.mo Direttore,
sottopongo alla Sua cortese attenzione la riflessione che segue. Gradirei integrale pubblicazione. Ringrazio anticipatamente per lo spazio che mi verrà riservato
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L’indagine denominata "Corsi d’oro" genera in me amarezza e sgomento. Il notorio personale rapporto di amicizia con diverse persone coinvolte sottointende che il lettore è invitato a discernere con beneficio di inventario quanto vado a esternare, tra manifestazioni di sentimento e analisi razionale. Procedo, raccogliendo lo spunto offerto dalle prime dichiarazioni del sig. Sindaco prof. Renato Accorinti che (mi) sembrava alludere a una verità (quella delle urne) anticipata rispetto all’altra verità (quella della inchiesta). No Renato. Non confondere i piani.
E’ vero che il risultato elettorale è inequivocabile. Messina voleva cambiare pagina. Messina, ha chiaramente detto – in particolare – a Francantonio (e a tutti noi che abbiamo assunto responsabilità di governo) che i cittadini erano stanchi, delusi, disincantati, "incacchiati" (per usare un eufemismo). Tuttavia, il giudizio degli elettori non può essere sovrapposto con un verdetto giudiziario che ancora non c’è … ripeto non c’è! Il processo politico è in atto (probabilmente si e’ anche concluso). Il processo – dinnanzi a questa indagine – non è neppure iniziato. Rispetto il lavoro degli inquirenti (che non escludo sia stato serio, certosino, ortodosso). Le conclusioni degli organi di polizia non coincidono – per definizione – nè con il verdetto della storia, nè con il verdetto "divino", nè con il verdetto giudiziale, nè con il verdetto del popolo.
E io … a quanto va emergendo – infischiandomene di prese di posizioni di comodo, invettive rancorose, pseudosentenze, tattiche fughe o ipocrite spallucce – sono tra coloro che affermo NON CI CREDO.
Credo – come tante volte sostenuto – nella sufficienza, nella superficialità, nella supponenza che si è dimostrato (o almeno non si è riusciti a dimostrare il contrario) militando nei partiti e ricoprendo ruoli nelle istituzioni. Credo nella questione morale. Credo nella "P"olitica.
Credo e difendo una giustizia "che faccia il suo corso". NON CREDO che le ipotesi ricostruttive del pool di P.M. riceveranno conferma in sede dibattimentale. NON CI CREDO, NON CI POSSO CREDERE, NON CI VOGLIO CREDERE. Il mio "non credere" non è indizio di spirito garantista, tentativo di difesa d’ufficio, invito alla memoria del principio costituzionale di presunzione di innocenza, desistenza acritica, cecità umorale, indulgenza buonista, batteria d’attacco, retroguardia di onestà intellettuale.
NON CI CREDO e basta …
Non ci credo perché sono stato il Direttore Generale di un Sindaco che non mi ha mai chiesto nè persuaso nè indotto a istruire iter procedimentali in contrasto con il programma o che celavano interessi meschini o piccini (da mascherare con una "forma di comodo"). Non ci credo perché prima della (mia) nomina Franco Rinaldi temendo per la complessità dell’incarico mi chiedeva solo di stare attento e di curare solo il bene del Comune e della Comunità (il solo modo di volere bene a Francantonio). Franco Rinaldi in quasi due anni non mi ha mai chiamato o visitato per "favori" o "cortesie". E … si stava sulla terra. Sicuramente avremo commesso errori, sbagli, sviste ma non dolosi o preordinati a perseguire profitti illeciti attraverso lo schermo gestionale e amministrativo. In questo senso, invito esorto e sfido chiunque (avversari e alleati, detrattori e compagni di viaggio) a testimoniare il contrario. Ovviamente (politicamente) è stato peccaminoso non volare dove osano le aquile. E allora … io a questo credo … che quello sopra riferito era paradigmatico di un atteggiamento che non può essere così palesemente (tremendamente) smentito con le condotte che direttamente e/o indirettamente vengono ascritte e che confido (cum – fides) possano essere scongiurate con la totale estraneità perché il "fatto non sussiste o non e’ stato commesso" e … spero già in fase preliminare con un "non luogo a procedere". Infine, da avvocato non plaudo a queste misure (parlo di quelle restrittive della libertà personale). Infatti, mi sembra che si vada confondendo il rischio di reiterazione con l’assunto della aggravante della continuazione. Ora mi interrogo (su piano squisitamente tecnico) …che rischio di pericolo di fuga, di inquinamento delle prove, di reiterazione del reato vi poteva essere dopo l’articolo di Panorama, il servizio di Report, le ispezioni dei commissari europei, le picconate di Crocetta, la rotazione dei funzionari e dirigenti ministeriali e il chiacchiericcio diffuso e amplificato da mesi e mesi in ogni dove? E da cittadino comunque … non leggo l’espressione del sig. Procuratore Capo in ordine alla "complessità della inchiesta" come "c’è dell’altro" ma come esigenza di ferma obiettiva serena ricerca di elementi probatori che possono rintracciarsi nelle pieghe documentali non necessariamente rinvenendo piaghe da stigmatizzare penalmente. Concludo con uno sguardo (distante ma non distratto) con quanto in queste ore ore avviene in consiglio comunale e nel PD.
E’ stata eletta Presidente del Consiglio Comunale Emilia Barrile. Auguri Emilia.
1) Signori consiglieri … non è stata eletta la persona che ha preso più voti ma quella che meglio può rappresentare il civico consesso? Vero? VERO?
2) E’ stata indetta una conferenza nel Partito Democratico. Dal giorno seguente alla elezione del Presidente Crocetta non sono più nel PD. Da anni non componevo organismi dirigenziali. Da tempo mi muovo con inquieta istanza di costruzione di un nuovo soggetto-partito popolare, liberale, riformista. Promotori di "questo mare di idee" – il caso vuole siano – componenti dell’ultimo esecutivo cittadino e fautori delle primarie … di quelle primarie che volevo "scombinare" con la mia provocazione precisando che " ?… non sono strumento per selezionare classe dirigente, per prenotare ruoli in giunta, per ricevere ritorno di immagine ripiegando sul consiglio comunale, per posizionare bandierine nei partiti o nelle Istituzioni". Continuo a registrare vagiti e rigurgiti. Dico soltanto che movimenti spediti in avanti senza capacità o volontà di guardarsi attorno, dentro, dietro sono passi verso il baratro. Mi pare che "siamo proprio a mare". Una ultima parola … al mio amico Francantonio … convoca, ripeto, convoca una conferenza stampa perché la tua storia personale e familiare non merita l’angolo della gogna mediatica e del confino politico.

Emilio Fragale