RADIO ZANCA: AL VOTO, AL VOTO, AL VOTO

Un quarto dei messinesi è in candidatura e la metà si dichiara certa di superare l’esame “Voto Amministrative 2013”. Mai come adesso la politica rappresenta per i cittadini dello Stretto un concorso pubblico: occupare la poltrona per non restare a spasso. Una porcheria in nome della democrazia, una vergogna senza precedenti. Dopo aver affrontato tutte le emergenze possibili cittadine – dalla spazzatura al traffico, dalla salute ai servizi sociali, passando dagli stipendi dei dipendenti comunali – la cosiddetta società civile, in poche settimane, si è finalmente seduta al tavolo e ha rifatto la mappatura delle candidature. Niente più destra né sinistra, ma solo tanti piccoli contenitori di gagliardi candidati uniti… non dalle idee, non dai valori, ma dalla personale ricerca di potere. Ieri con Berlusconi, oggi con Crocetta & Lumia; l’altro ieri con il Pd oggi con il Pdl. Destra e sinistra, sinistra e forzisti, grillini con democristiani, comunisti con missini: tante anime perse che si incontrano e fanno scintille. Impareggiabili attori di una politica che non c’è più: i messinesi si dovranno o no rassegnare a essere guidati da questi imbroglioni dei santi valori? Eppure Messina potrebbe essere una bella città se non fosse assediata da banchetti politici che di etica hanno poco o nulla, eppure Messina potrebbe essere bella se non fosse inquinata dal cemento selvaggio su coste e colline, occupata dalle auto sui marciapiedi, ingolfata dalle isole pedonali taroccate. E soprattutto Messina potrebbe essere bellissima se non fosse disinformata da una falsa voglia di legalità che non è ricerca di trasparenza, bensì di ricatto a scopo affaristico. Ma per capire i termini di questo suo segreto accordo non è stato necessario ricorrere alla prosa altera: Messina è quella che uno produce. La politica che rischiamo di ritrovarci, se non poniamo presto dei paletti, sarà peggiore di quella di cui vorremmo liberarci anche perché sul menù che serviranno ai cittadini, il SISTEMA ha ordinato di tacere. Ma sulla raccolta porta a porta possono dire tutto. Grazie a loro sappiamo ora, con assoluta certezza, che la rivoluzione civile di cui tanti a Messina si vantano di perseguire, è una commedia. La verità è che come fu nel 1994 la politica si ricicla per non scomparire attraverso le sofferenze del popolo e da quei dolori trae la sua forza. Così non possiamo dirci stupiti se il debito di Palazzo Zanca provocato dalla cattiva politica sociale diventa il fattore X per non disperdere risorse, energie e poltrone. E seppur viviamo nell’epoca delle grandi domande, nella comunicazione globale, alla fine votiamo per coloro che risposte non danno.