RADIO ZANCA: SCENDE LA NOTTE SULLA CULTURA

Il segretario generale della CGIL di Messina, Lillo Oceano ci perdonerà se gli rubiamo un pezzetto di nota: “la notte della cultura, ovviamente, non è costata soltanto 40mila euro. Sebbene in questo momento di grande difficoltà per le casse comunali potrebbe sembrare una spesa superflua, i soldi spesi in cultura non lo sono mai. Anzi, sulla cultura dovrebbe esserci uno stanziamento certo, programmato e non per un solo giorno l’anno che per giunta si tenta di trasformare in una occasione di auto celebrazione”. Dunque, mentre Messina affonda il circo di Buzzanca è in piena campagna elettorale. Sì, perché dovete sapere che lo staff del sindaco – onorevole è arciconvinto che lui alle prossime politiche diventerà senatore… dunque, le feste, le attese. Vagheggiate, gioiose. E mentre il circo di Buzzanca si esibisce nella notte della Cultura nessuno ci spiega i bilanci edulcorati, le gravissime responsabilità nelle crisi ATM e Messinambiente e nei conseguenti disagi a cittadini e lavoratori. E’ questa la buona politica che intende l’onorevole Angelino Alfano? E’ questa la classe dirigente onesta? E’ questa la pietra sulla quale edificare a Messina il nuovo PDL? Sembrerebbe di sì, se i bene informati assicurano che dal prossimo congresso cittadino Buzzanca uscirà Beato e con lui saliranno sul carro dei vincitori Enzo Garofalo e Nino Germanà. Ieri il servilismo imperava, oggi ha un volto diverso, ma ce n’è a piene mani. Con i piccoli deputati in testa al corteo. E del dissesto di Messina non si parla più tranne per giustificare i molteplici disservizi. Così ha ragione Oceano quando sostiene: “Nei provvedimenti proposti dall’amministrazione Buzzanca mancano almeno due pagine, forse tre: quelle che illustrano la reale esposizione debitoria dell’Ente. La realtà è stata volutamente edulcorata (eufemismo) in tutte le relazioni e in tutti i documenti. I debiti di Palazzo Zanca sono di gran lunga superiori a quanto indicato e i residui attivi tutt’altro che certi. Tra i debiti vale la pena sottolineare come la decisione, perseguita da Buzzanca, di liquidare l’ATM e la Messinambiente trasferisce l’intero debito, compresa la liquidazione del personale, sulle spalle delle casse comunali e quindi della collettività tutta. Si tratta di un importo di oltre 100 mln di euro. Con altre soluzioni, peraltro avanzate da più parti, la trasformazione dell’ATM e il risanamento della Messinambiente avrebbero consentito una rilevante riduzione della massa debitoria. E la certezza della continuità dei servizi ai cittadini…”. Agli onorevoli Garofalo e Germanà vorremmo dire: voi che sapete tutto su Alfano e su Schifani, siete stati catturati dall’ansia della poltrona. Ma in politica fare il puffo non sempre paga e i conti si devono, prima o poi pagare, con il destino. Come andrà a finire? La messinscena del congresso cittadino è iniziata da settimane, a urne aperte, ed è proseguita, appunto con la notte della Cultura, in una sfrenata serata simpatia che vedeva protagonisti Buzzanca, la bella moglie Daniela e lo staff del sindaco – onorevole. Sorrisi, foto ricordo, gentilezza e morale: onestamente, ci sono salotti (d’attesa) più allegri. E gesti che si commentano da soli. Sulla realtà economica di Palazzo Zanca non s’è mai fatta chiarezza. Sarebbe il caso che un giudice che non sia di Berlino, intervenisse. Oggi, ora, prima del crac.