Lorenza Rodio: mi affascina raggiungere l’immaginazione e l’emozione degli altri attraverso la scrittura, la fotografia e l’arte

Lorenza Rodio è nata a Crotone, sulla costa ionica calabrese. Operatrice turistica, docente/supplente di scuola primaria e dell’infanzia, e soprattutto scrittrice. Con la CSA editrice ha pubblicato nel 2009 il romanzo Il fiore della passione e la raccolta di poesie L’Amore va oltre; con la stessa casa editrice nel 2015 ha pubblicato la raccolta di racconti Le cose che restano presentandolo presso il Salone del libro di Torino.

Dove credi che sarebbe Lorenza se non avesse incontrato l’arte?

Nasciamo con una scintilla dentro. Credo che ognuno di noi abbia un talento ed è nostro dovere assecondarlo, ascoltare quella voce che chiede di trovare un canale per esprimersi e non essere repressa o restare incompresa. Più che incontrare l’arte, penso di essere nata con questa propensione alla scrittura; mi è stata donata e non posso ignorarla, è un atto d’amore.

Nel tuo bagaglio professionale ci sono tanti percorsi: a quale sei particolarmente legata?

Professionalmente ho avuto esperienze di varia natura, quella alla quale sono più legata contestualmente alla scrittura è la collaborazione con una piccola casa editrice per circa tre anni, durante la quale ho svolto il ruolo di Editor confrontandomi quindi con i testi di altri autori, emergenti e non. In quel frangente ho imparato e capito molte cose riguardo allo scrivere e all’importanza dell’umiltà dell’espressione, per evitare di voler incarnare a tutti i costi un talento che non rappresentiamo. Dal punto di vista umano invece sono state le mie esperienze nel campo del turismo a regalarmi incontri e amicizie che tuttora considero parte della mia famiglia.

 

Quanta creatività occorre per avere successo? 

Il successo è una cosa che mi interessa poco. Piuttosto mi affascina la facoltà di raggiungere l’immaginazione e l’emozione degli altri attraverso la scrittura, la fotografia e l’arte in generale; credo che questo sia interessante e anche sorprendente perché ciò che nasce dentro di te può raggiungere e accendere un’altra scintilla. Si tratta di un vero e proprio incontro. Tuttavia penso che la creatività, quella vera e genuina, sia scevra da qualsiasi intenzione, anche e soprattutto quella di impressionare il prossimo.

Per la scrittura creativa non è solo un lavoro: è un modo per svilupparsi come essere umani e sfidare i luoghi comuni. Come dire: impara l’arte e affronta la vita con l’emozione. Il tuo pensiero in proposito? L’Italia è un Paese per vivere di arte?

L’arte pura sfida sempre i luoghi comuni, soprattutto quando non sei interessato ad affascinare o arrivare. In modo rivoluzionario, affermo che scrivere è vivere, perché fa parte di te, o meglio di chi possiede questo speciale modo di creare. Materialmente immagino sia complicato dipendere esclusivamente dalla creatività, in Italia o in qualsiasi altro paese e, se non riusciamo, credo sia essenziale comunque assecondare questa spinta creativa che abbiamo dentro e darle lo spazio che merita. Possiamo lavorare e occuparci di altro e nello stesso tempo alimentare questo nostro fuoco, questo motore che spinge la nostra esistenza. Se non scrivessi non sarei io. Scrivere è la realizzazione della parte di me che non si vede.

Nella vita quotidiana vincono sempre le scorciatoie?

Le scorciatoie ci portano in realtà dove non vogliamo arrivare. Non servono a nulla. Personalmente mi sono sempre guadagnata tutto, parafrasando Pablo Neruda: “mi sono sgualcita le scarpe ma sono cresciuta lungo la strada”.

 Parliamo di progetti: c’è una cosa che vorresti fare su tutte? 

La cosa a cui tengo particolarmente in questo momento è terminare la mia raccolta di poesie che curo da anni come una piantina preziosa e poi, magari, pubblicarla.

C’è un prima e dopo una esperienza. Cosa hai imparato dalle sconfitte? 

Le sconfitte sono state necessarie per essere la donna che sono oggi. Le ringrazio quasi, paradossalmente senza quelle esperienze non avrei capito pienamente me stessa e non avrei scoperto quella forza alla quale attingo quotidianamente, essendo una sorgente inesauribile. Alle difficoltà oggi dico: ” Eccomi, ce la farò anche questa volta, con una consapevolezza rinnovata”.

Il valore dell’amicizia secondo te?  

I miei amici sono miei fratelli, e credo con questo di aver risposto pienamente alla domanda. Il concetto di amore che mi è così caro investe con potenza e dolcezza tutte le persone che entrano nel mio microcosmo per restare.

Cosa stai inseguendo in verità? 

In realtà nulla, credo che la cosa più importante sia possedere il senso della felicità, nonostante le difficoltà oggettive. E anche quando quel senso è un po’ appannato, la felicità fa capolino nelle piccole cose, nelle istantanee di questa vita così veloce, basta fermarsi un attimo a osservare o lasciarsi incantare dalla magia della semplicità.

Il messaggio di Lorenza ai posteri: il libro che vorresti scrivere? 

Sono due: una raccolta di poesie che celebri la bellezza di questa vita; un romanzo sulle avventure di eroine semplici ma coraggiose e resilienti, di quelle donne che alle difficoltà più incredibili rispondono con la forza ereditata o imparata, con passione e persino quella ironia che ti strappa un sorriso. Eroine che ho avuto modo di conoscere e donne che ho solo immaginato per poter incarnare esempi altissimi di umiltà, amore, passione, allegria e vittoria.

 Chiudiamo con una suggestione: immagina di essere un nascituro, colei che deve entrare nel mondo e lo vede da dentro una pancia.

Nuoto serena e protetta per il momento, nel mio piccolo mondo, ma so che qualcosa sta per cambiare, lo sento. Percepisco dei piccoli mutamenti e una energia che prescinde dalla mia volontà sta per trascinarmi nel mondo, in questo mondo così grande; sono piccola e indifesa, ma sono pronta.