Il gatto e la volpe tendono una trappola: Per questa volta non ci sono cascata. Speriamo di continuare a essere vigile

Ogni giorno blocco un paio di numeri sconosciuti, da cui ricevo chiamate sul cellulare. Dalle telefonate mi difendo bene, perché non rispondo – mai.

Ma l’altro giorno, 15 aprile, la trappola è arrivata con un SMS alle 9:46 e devo ammettere che il testo, che riporto integralmente qui sotto, mi ha mandato nel panico, almeno per un istante che però poteva anche essere sufficiente a cadere nella trappola. Per questo ne scrivo.

Poi mi sono ripresa e sono andata sull’app di NEXI, da cui è gestito il mio bancomat, e ho verificato che non c’era alcun addebito. A quel punto mi sono anche ricordata che l’anno scorso la vera NEXI mi aveva inviato uno dei suoi chilometrici messaggi per comunicarmi che, nella nottata, erano stati fatti due tentativi di spillarmi un centinaio di euro per volta, tentativo bloccato dall’operatore. L’indicazione era di andare in banca e di bloccare quel bancomat e farmene rilasciare uno nuovo. Cosa che feci subito.

Ebbene, tornando a l’altro giorno, rileggo per bene il messaggio e constato degli errori pacchiani che, però, lo ripeto, sull’onda dell’emozione, potevano essere ignorati e farmi cadere nella rete dei malviventi.

Ecco qua il messaggio e le grezzate che contiene

“a 3773667468 –

Nexi:  E’ stato richiesto un pagamento di 1.400 euro. Se non è stato lei chiami il servizio clienti al numero 3509715099”.

Prima di tutto il primo numero di telefono che è preceduto da “a” come se quel numero fosse il mio, mentre, correttamente, la preposizione avrebbe dovuto essere “da”, cioè il numero da cui partiva lo SMS.

In secondo luogo, la cifra, che io sapevo di non averci neppure sul bancomat, perché ci tengo sempre due o trecento euro, al massimo.

Infine questa formula “familiare”: “Se non è stato lei, chiami il servizio clienti …”. E qui il numero della trappola. Perché, come ci insegnano banche, polizia, carabinieri, eccetera, se si chiama quel numero, allora sì che ci svuotano il conto.

Tutto qui. Ma non è poco.

Il gatto e la volpe sono sempre in giro a gettare la loro esca ed è quindi bene che noi stiamo sempre in guardia. L’importante è non farsi prendere dall’emotività, dalla paura; al contrario agire con calma, telefonare alla nostra banca, usare le app ufficiali, se ce le abbiamo, per controllare se il nostro conto è stato davvero violato.

E’ facile, troppo facile andare nel panico, ricordiamocelo bene per evitare errori che possono essere drammatici.

 

Annapaola Laldi