Elegia a politicante pre-occupato (o Del pecorone sputacchiante)

Prima del silenzio: elegia a politicante pre-occupato (o Del pecorone sputacchiante).

 

Tutto iniziò a piazza Cairoli.

Ivi, in dì diversi, aia e ovile presero forma.

Tra tram e tran tran

pria gallina razzolò a segnalar l’incuria di

#quellicheancoperpoco;

poscia mesta pecora si propose belante.

 

A guardare la pecora nè buon nè can pastore.

Solo uno pecorone. Ave ‘o pecorone.

Pensò … forse forse

tra ghigno e cipiglio, alimento il cortiglio,

prendo il consiglio, acciuffo il coniglio.

Pensò male.Chi parla male pensa male. Di sinistra.

I gentiluomini parlano di valori e principi; la servitù delle persone. Di destra.

Il pendolo che scandisce il tempo

del dieci prossimo venturo

non ha invidia del mesto tramonto

di liste sacrificate su predellino di villica oscenità.

Lascia pure traccia di colonne e post e video infami.

Concime di pascolo avvelenato.

Scendiletto della casta? Non credo.

Tuttavia, si può accettare il morso di un lupo, non quello di una pecora. È di James Joyce. Buona per un DC doc … come me.

 

Non vi è onore nella bava e nello sputo.

Non vi è stoffa da apprezzare; solo vello da tosare.

 

Torna nel recinto.

Qui non c’è gregge. Non c’è branco.

Qui siamo città.

Qui siamo nella nobile Siciliae caput.

Emilio Fragale