“Bisogna morire tre volte per conoscere il vero significato della vita. La prima volta è morta la mia leggerezza, la seconda la mia innocenza e la terza la mia rabbia”.
Con queste frasi, ispirate a un’antica leggenda sinthar, Vania Pirillo fa il suo ingresso nel panorama editoriale con un’opera che sfida le etichette di genere. Pubblicato da NeP Edizioni, il romanzo è un potente esordio che fonde il fantasy epico, il thriller investigativo e la riflessione filosofica.
La storia si apre sulla città di Rosenhaven, secondo fonti ufficiali incendiata e distrutta dalle fiamme per interrompere il dilagare della peste. Un uomo, sfuggito alla tragedia, è stato preso prigioniero ma si rifiuta di parlare. L’impero ha bisogno di risposte e il comandante dei servizi segreti Konrad von Mairpentainer è stato inviato dalla capitale per condurre l’interrogatorio. È noto che nessuno possa resistere ai suoi metodi. Sarà proprio la necessità di raggiungere la verità a ogni costo che lo porterà a disvelare realtà ben più oscure. Un gruppo di sbandati, di cui faceva parte il prigioniero, durante il disastro è fuggito rocambolescamente dalla città trafugando il tesoro del conte Eckbert e una preziosa reliquia. Ma è ancora più fitto il mistero che si cela attorno al simbolo dell’Enanthelios, scomparso per anni e riemerso dall’ombra proprio in questa situazione. Un’antica setta ispirata a tale effige, e dimenticata dall’oblio dei secoli, potrebbe riaffiorare e mettere in pericolo l’esistenza dell’impero stesso. Così – tra inseguimenti, intrighi politici, disamine filosofiche e svariati percorsi di redenzione personale – il romanzo racconta come gli uomini siano nient’altro che ignare pedine nella partita a scacchi tra il tempo, il caso e il destino.
“Scrivere questo libro è nato da un’esigenza interiore profonda: il bisogno di riprendere un percorso che avevo abbandonato per dedicarmi alla medicina, varcando finalmente quella porta che avevo lasciato aperta per anni – ha dichiarato l’autore.
La fase della stesura è stata un’esperienza catartica; come pensatore notturno, mi perdevo per ore in una realtà plasmata a misura dei miei pensieri, estraniandomi completamente dal mondo circostante per dare forma alle idee attraverso le parole.
Sebbene l’opera sia catalogata come un fantasy per i suoi elementi fantastici e l’ispirazione all’Europa rinascimentale, la considero un amalgama di generi dove il thriller investigativo si fonde con il saggio filosofico e la componente romantica. Non ho scritto per lanciare un messaggio universale, ma per me stesso, come riflessione personale su temi che mi sono cari. Il mio desiderio è che ogni lettore possa approcciarsi al testo liberamente: che sia per trarne conclusioni profonde o semplicemente per godersi un momento di svago di qualità attraverso un racconto d’avventura.”
Tra complotti, riflessioni filosofiche e battaglie interiori, Vania Pirillo costruisce così un mondo vibrante e profondo: un viaggio tra luce e ombra, fede e potere, dove il fantasy diventa esplorazione dell’animo umano.
Vania Pirillo (Prato, 1977) ha conseguito la laurea in Medicina a Firenze e attualmente vive a Bolzano, dove esercita la professione di neurochirurgo. Enanthelios non rappresenta solo il suo esordio letterario, ma la realizzazione di un sogno serbato tutta una vita. Appassionato di storia, ogni personaggio del suo romanzo è un piccolo frammento di se stesso che riflette il desiderio di esprimere il suo pensiero intimo su molti aspetti della vita e su quel mistero che da sempre l’uomo ha cercato di spiegare con la fantasia.
