Il figlio del premio Oscar Florian Zeller con Cesare Bocci e Galatea Ranzi protagonisti

Florian Zeller è uno scrittore e drammaturgo francese, autore di una fortunata trilogia – Il padre, La madre, Il figlio – due titoli della quale sono già diventati film: The Father, per il quale Zeller ha vinto il premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale e Anthony Hopkins quello per il miglior attore protagonista, e The Son con Hugh Jackman, Laura Dern e Vanessa Kirby.

Pietro Maccarinelli, già regista di una versione de Il padre con Alessandro Haber, e dopo il successo della produzione CTB Agnello di Dio scritto da Daniele Mencarelli, sceglie oggi Il figlio di Zeller per tornare a confrontarsi con le dinamiche familiari e i conflitti intergenerazionali. Cesare Bocci, Galatea Ranzi, Giulio Pranno, Marta Gastini e Riccardo Floris sono gli straordinari interpreti di questo pezzo di teatro contemporaneo di parola.

In scena per la cinquantesima Stagione del Centro Teatrale Bresciano, intitolata Il mondo nuovo, Il figlio sarà al Teatro Sociale di Brescia (via Felice Cavallotti, 20) il 26 e il 27 marzo 2024, alle ore 20.30.

Il figlio di Florian Zeller è uno spettacolo che vede la traduzione e regia di Piero Maccarinelli, con Cesare Bocci, Galatea Ranzi, Giulio Pranno, Marta Gastini e con Riccardo Floris. Le scene sono di Carlo de Marino, i costumi di Gianluca Sbicca, le musiche sono di Antonio di Pofi e le luci di Javier Delle Monache. Manuel Di Martino è assistente alla regia. Lo spettacolo è prodotto da Il Parioli e dal Teatro Della Pergola.

 

Il figlio è realizzato grazie al sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano e ABP Nocivelli.

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Se ne Il padre venivano analizzati i rapporti familiari in relazione all’Alzheimer, con Il figlio Zeller compie un nuovo affondo nelle implicazioni umane e sociali della sfera familiare, concentrandosi sul terreno delle incomprensioni generazionali.

 

La trama racconta di Nicola, studente dell’ultima classe di liceo che vive a casa con la madre, Anna. I genitori sono separati e il padre, Piero, ha appena avuto un altro figlio con Sofia, la sua nuova compagna. La calma apparente della quotidianità si rompe quando Anna scopre che, da ben tre mesi, Nicola ha abbandonato la scuola.

“Sono le prime scene di un testo capace di conquistare – spiega il regista Piero Maccarinelli – grazie non solo alla bellezza del linguaggio ma alla capacità di introspezione, ai rimandi fra un personaggio e l’altro, al manifestarsi delle loro debolezze e incapacità nel capire se stessi e gli altri. È la vita in tutte le sue sfaccettature, per piantare uno specchio nel cuore a tutti i genitori di un figlio adolescente.  Rappresentato già in moltissimi paesi, è un onore per me dirigere questo testo di Florian Zeller, lucido, intelligente e carico di emozioni”.