Da Ragusa a Malta: la Galleria Susanna Occhipinti presenta la mostra “Confluences” dal 17 settembre al Basement Vaults di Malta

Settembre 2026 – Due percorsi artistici differenti trovano nella fotografia un terreno di incontro. La Galleria Susanna Occhipinti, in collaborazione con Malta Society of Art e grazie a Vivaio Ottone presenta Confluences, mostra che riunisce le opere di Giovanna Brogna Sonnino e Fabio Sgroi negli spazi dei Basement Vaults della Malta Society of Arts, a Palazzo de La Salle, Valletta, da giovedì 17 settembre a giovedì 1 ottobre 2026.

Al centro del nuovo progetto espositivo, il dialogo tra due autori siciliani accomunati da una ricerca profondamente personale, sviluppata attraverso esperienze, linguaggi e modalità espressive distinte. Da una parte, l’opera poliedrica di Giovanna Brogna Sonnino, costruita attraverso fotografia, scrittura, collage, assemblaggio e sedimentazione della memoria; dall’altra, lo sguardo di Fabio Sgroi, rivolto alla realtà esterna, alle sue trasformazioni e ai punti di frizione nei quali affiorano precarietà, marginalità e vitalità inattesa. Il titolo della mostra, Confluences, nasce proprio dalla natura della galleria intesa come spazio di passaggio e di relazione: un luogo che mette in comunicazione opere, artisti, percorsi e sguardi diversi e che, accanto alla funzione espositiva, conserva quella originaria di ambiente di transito tra spazi contigui.

“A ben vedere – come scrive Salvo Incardona, autore dei testi critici che accompagnano l’esposizione – si tratta, infatti, di un punto di confluenza, di un crocevia entro cui si intrecciano movimenti, sguardi e propositi diversi: l’itinerario fisico e mentale del visitatore, il percorso storico delle opere e quello curatoriale che le colloca nello spazio. La galleria è dunque uno spazio nel quale la transitorietà del movimento e la stasi della contemplazione coesistono, si richiamano e si caratterizzano a vicenda; oppure, secondo una felice intuizione di Merleau-Ponty, uno spazio che non è soltanto il milieu ove le cose si dispongono ma il mezzo attraverso il quale la disposizione degli oggetti diviene possibile”.

Nata a Catania nel 1955, Giovanna Brogna Sonnino è regista e fotografa, ma la sua ricerca attraversa un insieme molto più ampio di forme e linguaggi. Dopo la laurea a Firenze e il trasferimento a Roma, ha lavorato per la RAI, dedicandosi alla realizzazione di film, docufilm e documentari, alcuni dei quali hanno ottenuto riconoscimenti in Italia e all’estero. Il suo debutto fotografico ufficiale risale al 1986, con due mostre dal titolo Ritratti, allestite a Roma e Catania. Una relazione con Malta è già presente nella storia personale e artistica di Giovanna Brogna Sonnino: una delle lettere raccolte nel volume Lettere al Dott. B. 1979-1987, datata 27 maggio 1982, è stata scritta proprio a Malta, nella stessa occasione in cui l’autrice ha realizzato una delle fotografie inserite nella mostra. Nelle opere esposte in Confluences, immagini, testi e frammenti provenienti da tempi e contesti diversi entrano in relazione, dando forma a una pratica compositiva fondata sull’assemblare e sulla possibilità di generare nuove associazioni e nuovi percorsi narrativi.

Fabio Sgroi, nato a Palermo nel 1965, avvia la propria attività di fotografo nella seconda metà degli anni Ottanta. La collaborazione con il quotidiano L’Ora, sua prima e ultima esperienza strettamente giornalistica, lo porta a documentare i movimenti universitari, i cortei, le manifestazioni contro la guerra e il nucleare, ma anche gli anni più violenti della guerra di mafia a Palermo. Il confronto con la Sicilia si estende successivamente alle feste popolari e religiose, mentre la sua ricerca si apre al sud della Tunisia, all’America e all’Europa, in particolare ai Paesi centro-orientali usciti dalla disgregazione dei regimi totalitari. Superando progressivamente i modelli iniziali del fotogiornalismo, Sgroi costruisce un lavoro coerente e riconoscibile, attento alle identità in trasformazione e ai segni di precarietà, speranza e cambiamento che attraversano i luoghi e le persone.

La compresenza delle opere di Giovanna Brogna Sonnino e Fabio Sgroi non risponde dunque alla ricerca di un’analogia formale, ma alla volontà di fare emergere un terreno comune, sul quale si muovono le loro differenti traiettorie. Entrambi lavorano sulla soglia tra ciò che appare e ciò che rimane nascosto, tra ciò che si manifesta e ciò che deve essere ricomposto. Due percorsi opposti e complementari, come sottolinea Salvo Incardona in conclusione: “L’uno attraversa il mondo per coglierne le potenziali verità, mentre l’altra attraversa se stessa per restituire un’immagine del mondo. Ed è in simili tensioni e cortocircuiti che la galleria trova allora il suo senso più genuino, diventando il punto in cui due traiettorie divergenti possono appunto confluire, non per somigliarsi, ma per rivelare, ciascuna a suo modo, l’intermittenza ondivaga dei loro sguardi”.