Si è concluso alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige il congresso scientifico BREBCA dell’Organizzazione internazionale per il controllo biologico e integrato, al quale hanno preso parte ottanta ricercatori ed esperti provenienti da diversi Paesi europei e non solo. Quattro giornate di confronto scientifico che hanno portato in Trentino competenze ed esperienze internazionali, a cominciare da quelle sviluppate in questi anni dalla FEM, su una delle sfide più delicate della moderna protezione delle piante: l’utilizzo dei nemici naturali degli insetti dannosi per proteggere le colture, riducendo il ricorso ai prodotti fitosanitari.
Lunedì scorso ai saluti di apertura sono intervenuti Damiano Gianelle, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione, Gudrun Strauss in rappresentanza della IOBC-WPRS, Chiara Pelloso, sostituto direttore dell’Ufficio fitosanitario della Provincia autonoma di Trento, Giuseppe Stancanelli, responsabile del team per la valutazione del rischio fitosanitario di EFSA.
Damiano Gianelle ha evidenziato che le specie invasive rappresentano una sfida che, per sua natura, non può essere affrontata entro i confini di un singolo territorio o di un singolo Paese. “La ricerca e la collaborazione internazionale – ha evidenziato Gianelle- sono fondamentali non solo per gestire le invasioni già in corso, ma sempre più per anticipare le future minacce e prepararci per tempo alle possibili strategie di risposta. BREBCA rappresenta proprio questo: un’occasione di confronto e condivisione tra ricercatori, servizi fitosanitari e istituzioni di diversi Paesi, per mettere in comune esperienze, dati e competenze e sviluppare approcci condivisi a problemi che richiedono una visione necessariamente internazionale”.
Chiara Pelloso ha spiegato come “la stretta collaborazione tra la Fondazione Mach e il Servizio Fitosanitario della Provincia di Trento è essenziale per rispondere tempestivamente con strategie in grado di combinare prevenzione, monitoraggio, gestione integrata e controllo biologico”.
Il tema del congresso infatti, era strettamente legato anche alle attività di ricerca della FEM, impegnata da anni nello studio e nell’applicazione della lotta biologica classica contro alcune importanti specie invasive che interessano l’agricoltura trentina, in particolare cimice asiatica e Drosophila suzukii, attraverso programmi che prevedono l’individuazione, l’allevamento, il rilascio e il monitoraggio dei loro nemici naturali.
Durante il congresso è stato conferito anche un premio a Claudio Ioriatti, ex ricercatore della FEM per lo straordinario contributo dato nel corso della sua carriera non solo alla disciplina, ma anche alla comunità scientifica internazionale. Nel corso della sua attività, Ioriatti è stato una delle figure di riferimento nella gestione integrata delle avversità delle colture frutticole e della vite, contribuendo in modo significativo allo sviluppo della ricerca sui semiochimici, sul controllo biologico e sulla gestione sostenibile degli organismi nocivi. I suoi risultati sono testimoniati da un’importante produzione scientifica, da numerose collaborazioni internazionali e dai ruoli di responsabilità ricoperti all’interno della Fondazione Edmund Mach e della comunità IOBC.
