Riciclaggio auto: sequestrati beni per due milioni

Un sequestro patrimoniale di beni per circa due milioni di euro è stato eseguito, su proposta del Questore di Roma e a seguito degli accertamenti dei poliziotti della Divisione anticrimine di Roma, nei confronti di un uomo attivo nel riciclaggio di autovetture.

L’indagine patrimoniale ha evidenziato la collaudata e continua operatività del destinatario del provvedimento, nel settore di disbrigo di fittizie pratiche funzionali alla nazionalizzazione ed immatricolazione di veicoli usati, intestati a “privati”, con l’obiettivo di eludere la normativa e non versare l’Iva.

Le imprese coinvolte effettuavano un acquisto fittizio all’estero, sottraendosi di fatto al versamento dell’imposta, a causa dell’esclusione prevista per gli acquisti di veicoli usati effettuati in altri Stati membri dell’Ue fuori dall’esercizio di imprese, arti e professioni.

L’uomo, rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale, perché delegato per lo Sportello telematico dell’automobilista, agevolava l’immatricolazione in Italia di veicoli provenienti dal mercato principalmente spagnolo e tedesco radiati dai relativi elenchi che ne abilitavano la circolazione e, dunque, di fatto inesistenti.

Il sequestro di beni, eseguito da agenti della Divisione anticrimine della questura di Roma, dei Commissariati Casilino, Lido e Frascati, del Gabinetto provinciale Polizia scientifica del Reparto prevenzione crimine Lazio e del Compartimento Polizia stradale Lazio-Umbria, ha riguardato due società aventi le proprie sedi a Roma e Pomezia – attive rispettivamente quali agenzia per il disbrigo di pratiche auto e centro revisione di autovetture- cinque unità immobiliari situate in Roma, zona Borghesiana, Finocchio e Montecompatri, e cinque terreni a Frascati, riconducibili ad un sessantatreenne romano, inserito in elevati contesti criminali dediti al riciclaggio di autovetture.