Ue e guerra in Medio Oriente. Situazione e prospettive

E’ entrata nell’immaginario collettivo la guerra in Iran e Medio Oriente. Grazie anche ai migliaia di italiani ed europei che hanno abbandonato (o cercano di abbandonare) gli scenari di guerra, Grazie al coinvolgimento di località che abitualmente sono usate/considerate luoghi di evasione/vacanza. Grazie alla massiccia opera di disinformazione che si moltiplica sui social.

Cosa accade in Unione Europea?
Diversi Paesi hanno rafforzato la loro presenza nel Mediterraneo orientale per proteggere Cipro (aggredito dai missili iraniani e membro Ue, soggetto quindi a “mutua assistenza”). Alcuni Paesi stanno rivedendo i rapporti con gli Usa, condizionando l’uso delle basi in Europa. La difficoltà ad una posizione univoca è emersa già nel consiglio straordinario dei ministri degli Esteri, di domenica scorsa e concluso con un invito a moderazione e rispetto del diritto internazionale, senza posizione sull’azione militare. Unico capo di governo a pronunciarsi contro la guerra è stato lo spagnolo Pedro Sanchez, divenuto bandiera di molti pacifisti.

Il prossimo 19-20 marzo se ne discuterà al vertice europeo sulla strategia di sicurezza. I tempi non sono all’altezza dei fatti ma, con un esecutivo senza poteri in materia, non è possibile altro… che possa servire da lezione per il passaggio da un’Unione di Stati ad un soggetto federale e federalista? E’ proprio il caso di ricordare Jean Monnet (1888-1979): “L’Europa si realizzerà attraverso le crisi e sarà la somma delle soluzioni alle crisi stesse”.

A parte le questioni militari, l’emergenza in Europa è quella energetica, dovuta al “rallentamento” del transito nello stretto di Hormuz, e conseguente impennata dei prezzi di gas e petrolio. Da cui ci guadagna la Russia di Putin, anche per il calo di attenzione sull’invasione dell’Ucraina (potrebbe questo accelerare l’ingresso di Kiev nell’Unione?).

Al momento – piccolo segnale ma indicativo – la Commissione europea ha presentato l’Industrial Accelerator Act, progetto di legge sul “made in Europe”: una svolta protezionista dell’industria del Continente fissando criteri sulle basse emissioni di carbonio per l’accesso ad appalti e sovvenzioni pubbliche.

 

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC