Referendum governance Giustizia. Poco più di 3 italiani su 10 bocciano la riforma

ll No vince il referendum costituzionale sulla giustizia. Il 53,56% si schiera contro la riforma: circa 14,7 milioni di elettori, oltre 2 milioni in più dei Sì, che sono il 46,41%. 

Il No vince in tutte le Regioni tranne Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia e in tutte le città capoluogo di Regione. Il record del No in Campania e a Napoli. Il primato del Sì in Veneto. 

Affluenza al 58,93%, concentrata al Centro, al Nord e nelle grandi città. Percentuale che tutti i media considerano alta e storica: sei elettori su dieci, col disinteresse di 4. Poco più di 3 elettori – maggioranza sui 6 su 10 che hanno votato – hanno confermato lo status quo. Dicono tutti, vincenti e perdenti, che è la democrazia, la stessa che consente in Italia di avere una maggioranza di governo minoritaria nei voti e nella popolazione.

La riforma era una nuova governance (separazione delle carriere) di chi esercita il potere giudiziario, oggi nelle mani delle correnti politiche di gruppi di magistrati. La democrazia, poco più di 3 italiani, ha deciso che invece va bene lo status quo.

Come dicono in tanti dei vittoriosi “Abbiamo fermato la modifica della Costituzione”, insieme a molte feste di magistrati dell’Anm (Associazione nazionale Magistrati) in locali dei Palazzi di Giustizia. Molti di questi, anche nei tribunali, hanno inneggiato sulle note della canzone partigiana “Bella ciao”. Una sorta di “Alleluia” paragonato al “25 Aprile”, la festa della liberazione dell’Italia dal giogo nazi-fascista.

In questo momento, come in quasi tutta la campagna elettorale del No e di parte del Sì, abbiamo ascoltato e letto cose incredibili, che avevano poco a che fare coi temi della riforma, trasformati (soprattutto dai leader degli schieramenti) in slogan populisti in cui uno accusava l’altro di voler cancellare la separazione del potere politico da quello giudiziario. Il trionfo del detto “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Quindi non è stata cambiata la bugia con una verità ma con una non-verità. Nonostante piccole frange del Sì e del No che non si sono prestate al populismo, se avesse vinto il Sì, non sarebbe stato molto diverso.

Buona Italia a tutti.

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC