Con il progetto “Previsioni della popolazione e delle famiglie”, Istat esplicita che la popolazione residente continuerà a diminuire nel periodo 2025-2080. L’invecchiamento della popolazione è la prospettiva più certa. Il saldo migratorio con l’estero resterà positivo, ma non dovrebbe essere sufficiente a compensare il divario nascite/decessi. I centri urbani cresceranno a dispetto delle aree interne. Ci saranno più famiglie, ma con sempre meno componenti, quindi invecchiamento popolazione e diffusione persone sole. Dovrebbe diminuire la disponibilità di forza lavoro.
Insomma una bella sfida al sistema economico e al welfare. Dove, se fotografiamo la situazione attuale, non ci riesce essere positivi.
Le uniche iniziative istituzionali per il calo della fecondità sono i bonus per chi fa più figli. Che ci sono da anni, ma donne e famiglie continuano a fare sempre meno figli. inadeguati e non all’altezza di un costo della vita incontrollato.
Invecchiamento popolazione, con crescita di soggetti soli, bisticcia con un sistema sanitario inadeguato, non solo per mancanza di fondi ma di organizzazione e capacità. Eclatanti le crisi per le liste d’attesa; la mancanza di personale (talvolta rimpiazzato con medici cubani); le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) tanto insufficienti quanto ingiustamente costose; politiche sui migranti (accoglienza e forza lavoro) soggette a razzismo e sostituzione etnica.
Tutto questo in un’economia dove la produzione di reddito è molto bassa e si basa sull’aumento del debito pubblico, complici le mancanze di politiche liberalizzatorie, contrastate dalla crescita di monopoli e controlli statali.
Sicuramente responsabilità del governo in carica, ma con chi si candida a sostituirlo che sullo specifico non sembra brillare in modo diverso.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
