Lettera aperta dei Magistrati Onorari ai Magistrati Ordinari: Toghe unite alla Manifestazione del 20 luglio a Montecitorio

Il giorno 20 luglio dalle ore 17,00 alle ore 19,00 la Magistratura Onoraria giudicante e requirente si troverà in Piazza Montecitorio per un flash mob. Porteremo con noi quelle toghe che ci identificano come appartenenti all’Unico ordine giudiziario e le bandiere dell’Italia e dell’Unione europea, per rievocare il giuramento prestato di servire fedelmente lo Stato, la sua Costituzione e le sue leggi.

Il 16 agosto la riforma Orlando entrerà in vigore, nonostante negli anni 2015/2017 avessimo avversato con reiterate astensioni e dimostrazioni di piazza l’approccio infingardo seguito dai vari Governi nella gestione dell’emergenza giudiziaria.

La perfetta solitudine delle nostre prime denunce si è stemperata in una crescente condivisione delle nostre battaglie, tanto da trovarci fianchegiati, progressivamente, dai capi dei principali uffici giudiziari e, dopo gli iniziali prudenti tentennamenti, dalla stessa Associazione nazionale magistrati, oggi esplicitamente schierata dalla nostra parte.

Come noto, il punto di caduta di questo sistema impazzito, di cui i magistrati di ruolo sono chiamati a fare buon governo, potrà essere osservato a brevissimo, sin da Ferragosto, quando assisteremo a un progressivo incremento esponenziale del carico di lavoro che rifluirà sulle scrivanie della magistratura professionale.

La strategia del depotenziamento della magistratura onoraria (con cui il CSM e la ANM, in applicazione dell’opaco metodo Palamara, hanno tentato di approcciarne le richieste giuslavoristiche), hanno non solo privato la nostra categoria del necessario  decoro e della imprescindibile indipendenza economica, ma hanno altresì impedito all’intera magistratura ordinaria di rilanciare in modo credibile sia la propria reputazione sia ciò che più di qualsiasi propaganda potrebbe tutelarne l’immagine e la forza istituzionale: l’efficienza e l’inattacabilità della risposta giudiziaria.

Abbiamo provato a riportare ragionevolezza nelle speculazioni dei poteri forti, sopravvissuti al microsisma che ha colpito il Sistema Palamara, senza tuttavia trovare la strada di una costruttiva interlocuzione con le tecnostrutture ministeriali, che resistono splendidamente arroccate in posizione di infruttuosa contrapposizione, niente affatto turbate dalle nubi che si addensano sull’orizzonte autunnale.

Le astuzie si concentrano su come escludere la Magistratura Onoraria dal rilancio della giustizia, anziché su una gestione lungimirante del recovery fund e dei miliardari sforamenti di bilancio.

Oramai discontinui anche dai loro colleghi Magistrati Ordinari, i togati di Via Arenula affrontano la vertenza magistratura onoraria con malcelato fastidio, anziché come l’occasione per dotare i giudici e pubblici ministeri di ruolo di un valido supporto operativo, che li sgravi dal contenzioso di seconda fascia.

La Magistratura Onoraria, ha pertanto ritenuto di scendere nuovamente in piazza il 20 luglio, dopo aver inutilmente atteso un’inversione di tendenza che il nuovo Ministro ha annunciato ma non ha poi attuato con la necessaria premura.

Avevamo sperato e confidato in un effettivo cambio di rotta, coerente con i principi costituzionali, tra cui quelli che differenziano il ruolo dei magistrati onorari, senza garibaldine avanzate verso le funzioni riservate alla magistratura professionale, ma senza escludere proporzionate tutele minime garantite a tutti i lavoratori.

Ora che le speranze stanno evaporando e che si approssima una stagione di nuovi sacrifici per la magistratura di ruolo, sempre meno supportata da quella onoraria, chiediamo ai magistrati professionali di unire la propria voce alla nostra per chiedere al Ministro un intervento serio, tramite decretazione di urgenza, di potenziamento del nostro apporto, con riconoscimento di emolumenti dignitosi e tutele coerenti con la funzione accudita.

Vi aspettiamo martedì 20 luglio alle ore 17,00, in piazza Montecitorio, anche per pesare, con la Vostra presenza, quanto è importante per la magistratura professionale il nostro supporto nell’esercizio della giurisdizione.

Ci riconosceremo facilmente, dalla nostra comune grande passione, che è anche il nostro comune abito da lavoro: la toga.

 

Raimondo Orrù