L’avesse detto: L’avanzare trionfante del trash

Chi si azzarda a seguire Eurovision lo fa per il gusto del trash o la curiosità antropologica. Stesso metodo, con l’aggiunta della necessità di tenersi informati per sopravvivere, di chi segue Donald Trump. O che, nello scorso febbraio, si è incuriosito per il primato, financo del vincitore, di alcune canzoni al festival di Sanremo e che – ora – non a caso spadroneggiano sempre all’Eurovision.

Altrettanto per lo scambio di minacce e le proposte di pace e tregua nelle due guerre che, come italiani/europei, più ci coinvolgono in questo momento: Hormuz e Ucraina. Senza sottovalutare le manifestazioni di rito propal che in questi giorni solcano le strade di Vienna per la presenza di Israele all’Eurovision; o i reportage che ci arrivano dai social e dai media anche di Stato, dagli eroi in barca a vela che sfidano le onde per – dicono – portare due pizzichi di sale e alcune zollette di zucchero ai sopravvissuti di Gaza.

Aggiungiamo anche il fior fiore di intellettuali, giornalisti e politici che si attorcigliano per l’elogio del conduttore della Biennale di Venezia che è stato inamovibile per mostrare al mondo l’arte russa con due etichette: quella della  Biennale stessa e quella  del regime dispotico di Putin…. una macedonia come cipolla e fragole. Non possiamo omettere quell’antropologico trash che ci arriva dalle onde e dalle pagine di quei media che aprono le loro edizioni con Garlasco, mettendo in secondo piano i drammi delle guerre e delle povertà in patria e nel mondo, e le loro indagini e intercettazioni che rendono ancora più tragica prassi e credibilità del nostro sistema giudiziario.

Ed è trash anche il senatore filippino, ex capo della polizia che ammazzava i sospettati di avere a che fare con droghe illegali… senatore che, a pistolettate e rincorso dalla polizia, si è rifugiato in Senato per non essere arrestato per un mandato della Corte Penale Internazionale. Vuoi mettere poi i disperati salvati in mare nel canale di Sicilia che, per essere accolti come legge comanda, devono navigare per giorni fino a Trieste o Savona, per poi essere trasferiti in Albania… trash con un pizzico di crudeltà. Come il trash di quel mio amico britannico che ha chiesto una risonanza al National Health Service e gli hanno detto di farsi risentire che al momento non hanno posto nei prossimi due anni, facendomi sentire svizzero per la nostra Mutua, anche quella gestita dai cubani in Calabria e che tanti altri agognano di arruolare.

E non si tratta di essere “radical chic” per evidenziare questo trash, ché anche il più ideologizzato o il più razionale e moderato, in buona fede e ragionante, non potrebbe non percepire al tatto questo trash. E’ il trionfo dell’apparire per l’essere che va a braccetto con incapacità e mala-burocrazia. E più è trash, meglio si distingue, come un cazzotto in un occhio che ti arriva inaspettatamente dalla persona più mite che ti è accanto.

 

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC