STORIE DI VITA QUOTIDIANA: SOGNO DI FUGA NEL CASSETTO

Il demone della fuga, dell’addio, della partenza senza più voltarsi indietro. E se fosse un angelo? Ognuno fugge a modo suo, magari non muovendosi di un millimetro. Ma un sogno aiuta, oggi più che mai. Perché se in questo Paese adesso è dura, lo era anche prima, e dopo lo sarà di più. Quindi, la Libertà. Inseguirla, immaginarla, sapere che prima o poi…

Due settimane dopo l’isolamento, Roberto vuole partire per un posto lontano con un bagaglio leggero.
Un posto in cui per vivere o semplicemente uscire in strada non occorre una montagna di antibiotici, vitamine, bottiglie di gel antibatterici, e soprattutto non servono quelle orribili mascherine.
Quasi certamente Roberto ha aperto la porta al suo demone. Quasi certamente lo ha inseguito da una stanza all’altra. Quasi certamente la televisione ha contribuito.
Per fortuna che dalla casa di Roberto si vede il mare. Prima di scorgere l’acqua, però, lo sguardo deve attraversare una sterminata distesa grigia di cemento che arriva fino alla spiaggia. Qualche politico del posto l’ha definita Water Front. Si conoscono i nomi dei palazzinari che vogliono metterci sopra le mani, e quelli dei boss locali che li aiuteranno nei loro affari.
Di fronte a questo grigio che ritarda la vista del mare, Roberto vive isolato, e da qui vorrebbe fuggire. Non sa nulla di medicina, ma gli piacerebbe potersi rendere utile. Magari in un posto dove non sia necessario spiegare la differenza tra un abbraccio e un contagio, o preoccuparsi di un sistema immunitario basso che ti costringe a rinunciare a un viaggio, a un’avventura.
Ma non siamo qui per parlare di norme sanitarie, di come si senta Roberto senza baci né sesso. Nel luogo in cui desidera fuggire, avrebbe voluto andarci già molti anni fa.
Roberto vive il terremoto di notizie, come tutti. Ora che ha messo da parte le sue paure, sogna di partire senza aver fatto neanche una vaccinazione: un aereo che sorvoli Miami, le case da lusso dei VIP, e lo porti a destinazione in qualche Sud del mondo. Lontano dal caos incredibile di queste settimane. Le notizie, come gli aiuti, sono estremamente scoordinate. Tanto da far pensare a Roberto che nell’era della comunicazione globale è difficile comunicare gli stati d’animo, le paure, l’amore per la vita. La verità.
E poi, dispiace dirlo, non tutti sanno comunicare; moltissimi mettono solo dei like.
Mentre progetta la sua fuga, guarda la TV: reparti di medicina intensiva che scoppiano, ed è un potere orribile dare la priorità a chi ha più possibilità di guarire. Fare una classifica del dolore è impossibile. E poi le norme non rispettate, altri scandali, le RSA… ci si rende conto che, se è complicato essere un uomo onesto nel mondo, è ancora più difficile esserlo oggi in Italia a causa del virus: si ha la sensazione che tutto possa scivolare via da un momento all’altro.
Ecco perché Roberto ha messo insieme una lista delle cose da fare prima, così non dovrà più rimpiangere il tempo sprecato nel non decidere. Alla fine di queste lunghe giornate da recluso, un sogno nel cassetto fa miracoli. Il Covid-19 ha spiegato a Roberto che bisogna stare bene e riuscire anche a sorridere. D’accordo, oggi si dorme male, si dormiva meglio prima del virus. C’è molto da fare e si sta ancora in trincea, disastro si aggiungerà a disastro.
Ma Roberto partirà, prima o poi. Partirà per quel luogo chiamato libertà.
Roberto Gugliotta, giornalista, romanziere, sempre in prima linea. Orgogliosamente: idealista CON illusioni