I cristiani sono il gruppo più perseguitato nel mondo, lo sanno ormai pure le pietre. Sono anni che viene denunciato questo fenomeno. Recentemente un gruppo di parlamentari europei, Laurance Trochu (Francia), Paolo Inselvini (Italia), Jadwiga Wisniewska (Polonia), Stephen Nikola Bartulica (Croazia) e Bert-Jan Ruissen (Paesi Bassi) hanno lanciato una petizione per far nominare un Coordinatore UE per la lotta contro la cristianofobia. L’UE già ha dei coordinatori per combattere l’antisemitismo e l’islamofobia. Per questo i parlamentari appartenenti al Gruppo dei conservatori intendono rimediare alla discriminazione in atto. Il giornalista Wlodzimierz Redzioch ha intervistato l’onorevole Jadwiga Wisniewska. (Cristiani! Non restiamo una maggioranza silenziosa! 21.4.26, exaudi.org/it).
È importante avere un coordinatore per la lotta contro la cristianofobia, per superare la disparità di trattamento con le altre comunità religiose. “È incomprensibile che ai cristiani non sia garantita la stessa protezione, pur costituendo la più grande comunità religiosa in Europa e diventando sempre più spesso bersaglio di atti di aggressione. Pertanto, la nomina di un Coordinatore per la lotta all’odio contro i cristiani sarebbe un passo importante per monitorare efficacemente la portata del fenomeno, sostenere le vittime e tutelare concretamente la libertà religiosa nell’UE”. La parlamentare polacca evidenzia lo scandalo che i media mainstream ignorano la persecuzione dei cristiani nel mondo. “Oltre 380 milioni di persone subiscono repressioni unicamente a causa della loro fede. Un cristiano su sette vive in un Paese dove la persecuzione è una crudele realtà quotidiana”. La persecuzione non avviene solo nei Paesi musulmani, ma anche in quelli cosiddetti “democratici”, in particolare in Europa.
La Wisniewska riporta dei dati allarmanti. “Migliaia di atti di odio contro i cristiani sono stati segnalati nei Paesi europei: ogni anno vengono denunciati centinaia di casi di violenza, atti di vandalismo, profanazione di luoghi di culto e discriminazione basata sulla fede. Secondo i dati ufficiali, nel 2023 sono stati documentati 2.444 casi di questo tipo. Ma, nonostante queste cifre, le istituzioni europee rimangono in silenzio”. Tra l’altro, pare che la stragrande maggioranza di questi crimini non venga mai denunciata, il che significa che la reale portata del fenomeno è molto maggiore di quanto indichino le statistiche ufficiali. Naturalmente avere un coordinatore sarebbe un atto politico e simbolico importante. Tra le sue responsabilità rientrerebbero, in particolare: l’identificazione e la documentazione di atti di odio, vandalismo, violenza e discriminazione contro i cristiani e i luoghi di culto. Sensibilizzare le istituzioni europee sulla portata e la natura di questi fenomeni, e soprattutto, la promozione della dovuta visibilità politica al problema, che spesso al momento manca.
Per sostenere l’iniziativa, occorre visitare il sito web https://www.stop-christianophobie.eu/it e poi firmare la petizione. Per l’Italia ha preso l’iniziativa l’onorevole Paolo Inselvini di FdI-ECR, “Abbiamo avviato la più grande raccolta firme in Europa contro gli attacchi verso i cristiani e per chiedere all’Unione europea l’istituzione di un Coordinatore europeo contro la cristianofobia,”. (La cristianofobia esiste, 2.4.26, lavocedelpopolo.it) Inselvini, ha ricordato una recente presa di posizione di Papa Leone XIV, esiste anche ‘una sottile forma di discriminazione religiosa nei confronti dei cristiani, che si sta diffondendo anche in Paesi dove essi sono numericamente maggioritari […] dove talvolta si vedono limitare la possibilità di annunciare le verità evangeliche per ragioni politiche o ideologiche’. Pertanto, secondo l’eurodeputato, “Non possiamo più restare in silenzio di fronte a una deriva che colpisce milioni di cittadini europei. Difendere i cristiani significa difendere la libertà religiosa, la libertà di espressione e uno dei pilastri fondanti della nostra civiltà”. Inselvini invita a firmare e a condividere l’iniziativa. Serve un segnale chiaro e forte.
a cura di Domenico Bonvegna
