PARCO DI MONTE CECERI, LA TOSCANA AUTENTICA DI FIESOLE

Deliziosa cittadina alle porte di Firenze, da cui dista solo 5 chilometri, Fiesole è una destinazione ideale per chi è alla ricerca di un angolo della Toscana autentico. Ricca di ville rinascimentali e viali ombrosi fiancheggiati da ciliegi, Fiesole è celebre per la sua importante area archeologica che ospita lo splendido teatro greco ancora oggi utilizzato come location per eventi. Ai margini orientali dell’antica cinta di mura etrusche si trova invece il Parco di Monte Ceceri, sul monte omonimo, che permette di andare alla scoperta di un itinerario tra natura e ricchezze storiche. Con una superficie complessiva di 44 ettari, il Parco del colle di Monte Ceceri è diventato un parco storico naturalistico con percorsi guidati, dove i visitatori possono facilmente trovare adeguati supporti informativi didattici.

Nato storicamente come sede di estrazione di materia prima impiegata per i monumenti fiorentini e manufatti di uso quotidiano, il parco è anche luogo di formazione per il lavoro artigianale vero e proprio grazie alle numerose cave di pietra serena presenti in tutta la zona. Il nome del monte: “Ceceri” deriva probabilmente dai ceceri, ovvero i cigni, o più verosimilmente dai ceci, che un tempo venivano coltivati su questi terreni. Per secoli, inoltre, il colle è stato una preziosa cava di pietra serena, la stessa utilizzata da grandi maestri del Rinascimento come Filippo Brunelleschi e Michelangelo Buonarroti per realizzare alcune delle opere più iconiche di Firenze. Oggi, passeggiando tra i sentieri del parco, è ancora possibile scorgere le antiche cave, dove natura e storia convivono in un paesaggio unico. Le cave sono state utilizzate fino ai primi anni del Novecento, ed ancora oggi ne sono visibili le pareti di estrazione. Intorno al 1929 si è avviata nel poggio una vasta opera di rimboschimento, proseguita fino agli Anni Cinquanta, ragion per cui oggi, ai nostri occhi, la zona si presenta come una grande e rigogliosa area boschiva mentre prima era invece piuttosto brulla. La zona rocciosa, limitata nella profondità del suolo, ha favorito il processo di ripopolamento botanico ed oggi l’area si presenta con le sue conifere, i lecci e ampi spazi di roverelle, oltre ad un sottobosco caratterizzato da mirto, viburno, erica corbezzolo. Non manca la possibilità di ammirare anche nuclei di castagni, specie nella parte settentrionale del parco, cosi come piante di valeriana rossa ed arbusti di cisto. Per quel che riguarda la fauna locale il Parco di Montececeri ospita principalmente cinghiali, istrici, volpi e scoiattoli, ma anche civette, upupe, merli e cuculi. Numerose sono le escursioni da fare, per tutti i livelli. Una delle più celebri è quella lungo il Sentiero degli Scalpellini, che si snoda per circa un’ora e parte da Campe d’Arme, con un tragitto ricco di saliscendi, tratti nel bosco e altri in spazi più aperti.

Lungo il percorso si può ammirare un vasto spazio di rocce di arenaria, da cui si gode una spettacolare veduta panoramica sul territorio circostante. A voler essere attenti e curiosi ci si può mettere alla prova cercando si scoprire le varie iscrizioni presenti durante tutto l’itinerario: quelle più antiche risalgono addirittura al periodo medievale, quando si arrivava qui per le pratiche di eremitaggio. Altri punti di interesse sono la zona dedicata alla coltura di segale, i costoni rocciosi della Buca delle Fate e la Capanna dei Bandoni, luogo di sosta immancabile. Un’altra celebre escursione è quella chiamata Villa Peyron e le botteghe della pietra, che inizia in Piazza Mino a Fiesole e arriva alle cave attraversando luoghi iconici come quello in cui, nel 1506, Leonardo da Vinci collaudò la celebre Macchina del Volo. Sebbene non esistano prove storiche definitive dell’evento, il legame tra Monte Ceceri e il genio vinciano è così radicato che oggi un monumento ricorda quella leggendaria impresa, simbolo dell’eterno desiderio dell’uomo di conquistare il cielo.