Da qualche anno anche il Ramadan è diventato oggetto di discussione nel nostro paese, ormai sono abituali gli interventi che lanciano l’allarme di una possibile sudditanza delle nostre istituzioni all’islam. Il giornale online de LaNuovabussola non è nuovo a rilevare questa sudditanza.
Lo fa Lorenza Formicola, anche “l’Italia dei campanili scuole e diocesi si affrettano a benedire il digiuno islamico”, esagera la giornalista? Per rafforzare la sua tesi porta l’esempio di chiusura di una scuola di Genova (qualche anno fa era una scuola di Pioltello) per l’inizio del digiuno islamico, che quest’anno coincide con la nostra Quaresima (Metamorfosi. Macchè Quaresima, L’Europa sottomessa augura ‘Feliz Ramadan’, 27.2.26, lanuovabussola.it). Mentre a Roma sembra crescere il neopartito islamico, che tra le proposte politiche basate sulla religione islamica, chiede esplicitamente la chiusura delle scuole nella Capitale per favorire il Ramadan, proprio come è avvenuto, qualche anno fa a Pioltello. “Tra menù halal nelle mense scolastiche, polemiche sul crocifisso e lezioni che non disturbino l’islam, il rischio di una totale prostrazione ideologica è palpabile”.
Praticamente per la giornalista, “si tratta di una forma di discriminazione invertita, in cui si pretendono diritti senza rispettare i doveri, tradizione e identità”. Ci stiamo avviando verso scenari europei come la città tedesca di Colonia? Qui di fronte al maestoso duomo gotico, si staglia una Moschea gigantesca con i suoi due minareti da 55 metri e una cupola monumentale, un complesso costato oltre 30 milioni di euro e finanziato dall’Unione turca DITIB. Inaugurata personalmente dal presidente Erdoğan, la moschea è gestita da imam che sono dipendenti pubblici turchi inviati da Ankara come veri agenti governativi in Germania. Nel 2024, persino il club di calcio locale ha inserito la sagoma della moschea sulla maglia ufficiale come «omaggio all’inclusione». Dal 2021, il richiamo del muezzin è diffuso dagli altoparlanti in tutto il quartiere, un segno di rispetto approvato dal sindaco: un richiamo legato all’espansione dell’islamismo che copre tutto il resto.
La Formicola ricorda che a Colonia nel 2015, si consumò una delle pagine più vergognose della storia recente: “oltre 1.000 uomini aggredirono sessualmente 1.200 donne tedesche colpevoli di essere bianche e vestite all’occidentale, quindi violentabili, secondo l’uso islamico, usando la tecnica islamica del taharrush gamea (molestie collettive) poi, importata finanche in Italia. La reazione delle autorità fu la censura e la minimizzazione, accusando chi denunciava di alimentare l’odio razziale. Copione che s’è rivisto tragicamente anche durante le ultime feste di Capodanno in piazza a Milano”. Nel resto d’Europa, per esempio a Londra, la situazione è ancora più avanzata, scrive Formicola. “Sono anni, ormai, che il Ramadan sembra aver soppiantato qualsiasi solennità della cristianità”. Non sto qui ad elencare gli esempi di eventi legati al Ramadan.
Pare che anche il calcio inglese, la Premier League si stia adeguando. Con la scusa dell’inclusione l’Europa si sta trasformando? Qualche anno fa Giulio Meotti, grande studioso dell’islam, ha scritto un interessante libro che già nel titolo è tutto un programma: “La dolce conquista. L’Europa si arrende all’Islam, edito da Cantagalli nel 2023. Il giornalista che scrive su Il Foglio, inizia il libro facendo riferimento a una riunione in una villa di Lugano, di un banchiere egiziano legato ai Fratelli Musulmani, qui, gli inquirenti svizzeri hanno sequestrato un documento rimasto segreto per vent’anni: il “Progetto” questo è il titolo per “stabilire il regno di Allah in tutto il mondo”. Da quando a Roma fu posata la prima pietra della Grande Moschea nel 1984 l’Europa è stata posta al centro di questo “Progetto”. In Francia sono state costruite più moschee in 30 anni che tutte le chiese in un secolo. Bruxelles è stata trasformata nella “base dei Fratelli Musulmani” del Vecchio Continente e l’Italia è il paese dove hanno investito di più. Giulio Meotti racconta questo “Progetto” di conquista organizzato dai regimi islamici ai danni di un’Europa di cartapesta pronta alla sottomissione. Ne riparliamo in un prossimo intervento.
DOMENICO BONVEGNA
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