di Andrea Filloramo
Rispondo alla e-mail di R.F, lettore di IMGPress, che, partendo dall’idea che gli americani non amano la genealogia, chiede quali possano essere i veri motivi per i quali Papa Leone XIV, che è americano, pur sapendo che suo nonno paterno era nato a Milazzo e che all’inizio del secolo scorso, a 27 anni, è emigrato, come tanti altri siciliani, negli Stati Uniti d’America, nasconda le sue origini siciliane.
Credo innanzitutto che non si possa dire in senso generale che “gli americani non amano la genealogia”. Sul silenzio del Papa della propria ascendenza siciliana attraverso la linea paterna, si può anche pensare che questa possa essere una lettura possibile, ma occorre formularla con molta cautela, in quanto per gli americani – e il Papa è americano – il peso identitario che la genealogia ha in Italia non è facilmente attribuibile alla propria origine familiare”.
Il non parlare mai delle proprie origini da parte di Papa Leone, inoltre, non può essere poi dedotto automaticamente dal fatto che egli voglia nasconderla o minimizzarla: potrebbero esserci ragioni biografiche, semplicemente personali, che appartengono a lui e alla sua famiglia.
Una cosa è certa: Leone XIV non ha fatto della propria ascendenza un elemento pubblico importante della sua identità. Egli è il Papa di tutti e, proprio per questo, le sue radici appartengono alla sua storia; il suo ministero, invece, si rivolge al mondo intero.
La notizia accertata dell’origine siciliana di Papa Leone non l’ha diffusa – come sappiamo – neppure il Vaticano che, però non l’ha negata. Sono stati i media in tutto il mondo che l’hanno fatto conoscere. La scoperta” è emersa soprattutto attraverso ricerche genealogiche, effettuate dopo la sua elezione nel 2025.
Il Comune di Milazzo si è attivato e ha pubblicizzato tutte le certificazioni relative e si è persino proposto di inviargli ufficialmente gli atti che documentano la nascita del nonno, come se lui non lo sapesse o lo volesse dimenticare.
Proprio qui c’è una storia ancora più interessante sulla quale occorre riflettere. Da alcune ricerche veniamo a sapere che il nonno del Papa non si limitò a emigrare dall’Italia negli Stati Uniti ma dovette cambiare progressivamente nome e identità pubblica, passando da Salvatore Giovanni Riggitano a John Prevost.
È questo quasi un piccolo caso di studio dell’assimilazione degli immigrati italiani negli USA tra Otto e Novecento. Non abbiamo semplicemente un italiano, quindi, che “americanizza” il proprio cognome ma abbiamo un immigrato siciliano che, in seguito a una vicenda familiare, finisce per trasmettere ai propri figli il cognome di una famiglia francese.
Per questi motivi, il cognome Prevost che oggi porta il Papa, non è il cognome originario del ramo paterno. Egli dalla biografia vaticana viene presentato come Robert Francis Prevost, nato a Chicago, figlio di Louis Marius Prevost e Mildred Agnes Martínez. La sua biografia pubblica è, quindi, comprensibilmente, quella di un americano di Chicago e non quella di un discendente di una famiglia di Milazzo.
E’, dunque, da evitare la spiegazione generica “gli americani non amano la genealogia” o quella che il Papa nasconda la sua origine siciliana. La formula più interessante potrebbe essere la seguente: il cognome Prevost assunto dal nonno paterno dell’attuale Pontefice, racconta il processo americano di assimilazione degli immigrati molto più della semplice loro origine. È questa una storia molto più forte del semplice “il Papa ha origini siciliane”, che invita ancor oggi a riflettere sul fenomeno dell’emigrazione di ieri e di oggi.
