L’ECOLOGISMO IL NUOVO “OPPIO DEI POPOLI”

Thermometer against the background of an orange yellow hot glow of clouds and sun, concept of hot weather

Da qualche settimana i tiggi si sono scatenati a comunicarci che la la Penisola italiana sta subendo l’assalto del caldo infernale ed è certamente vero, come in ogni estate dobbiamo fare i conti con il caldo. Ma in tutta questa ossessione giornalistica c’è sicuramente un portato ideologico.

Lo abbiamo capito scrive Il Giornale dal tweet di Greta Thunberg che rinfocola, semmai ce ne fosse bisogno, la polemica: in sintesi la novella Giovanna d’Arco dell’ideologia verde ci dice che abbiamo battuto tutti i record di caldo e quindi siamo in emergenza. Ci vuole un nanosecondo – scrive Francesco Maria Del Vigo –  a passare dai giudizi scientifici ai deliri dei talebani dell’ecologismo che usano il termometro come una clava politica: «Di fronte a questa drammatica emergenza climatica è inaccettabile la sfrontatezza della presidente Meloni che parla di ultrà della transizione ecologica che vogliono mettere in ginocchio l’economia italiana. Il suo non è un comportamento né da premier e tantomeno da madre», firmato Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi. (Il caldo italiano news mondiale. E i “gretini” fanno gli sciacalli, 16.7.23, Il Giornale) E così pare che dai colpi di calore i primi ad essere colpiti sono proprio i fondamentalisti dell’ideologia verde.

E proprio dell’ideologia verde come la nuova religione ne parla oggi anche Nicola Porro, il valido giornalista di Mediaset. “L’Europa, ormai scristianizzata e orfana delle ideologie novecentesche, sembrerebbe aver trovato nell’ecologismo il suo nuovo culto di riferimento. Una vera e propria fede, con i suoi santi e i suoi devoti, i suoi riti e i suoi profeti, i suoi dogmi e i suoi templi. Un’autentica religione civile, fatta di sacrifici, penitenze, rinunce e sanzioni con cui punire eretici e miscredenti. Con tanto di Messia, una giovane attivista svedese divenuta icona del movimento ambientalista mondiale e profetessa di quel «Dio verde» a cui in tanti si prostrano riverenti”. (L’estremismo verde ci lascerà “al verde”, 16.7.23, Il Giornale).

Per Porro questa nuova ideologia, ha sostituito quelle del Novecento, e rappresenta per l’Europa, “Il nuovo oppio dei popoli” . Un’Europa, “priva di anima e di idee, inconsistente politicamente e incapace di fare i conti con sé stessa e con le proprie radici, che rinnega la propria cultura per fare spazio al mondialismo dilagante”, lo scrive Salvatore Di Bartolo in “Overgreen. L’altra faccia della rivoluzione verde (la Bussola editore), chiamando in causa proprio quel Karl Marx a cui così tanto i proseliti del green sembrano volersi ispirare. Sì, perché, come sosteneva Roger Scruton riferendosi al nuovo totalitarismo verde, «l’ecologismo presenta tutti i tratti distintivi di un’ideologia socialista». Utilizzando gli artifici retorici del marxismo, gli ecotalebani sono riusciti a sovvertire i termini della realtà per edificare un nuovo umanesimo in cui l’ambiente, motore di tutto, è posto al centro, e l’uomo, tormentato dai propri bisogni e dalle proprie miserie e ormai incapace di dominare se stesso, è relegato alla periferia”. Secondo la mentalità contorta dei verdi, nella loro società (che non è medievale caro Porro) “l‘essere umano assurge a nemico dell’ecosistema, reo di sfruttarne sconsideratamente le risorse e di minarne la sostenibilità. Un po’ come il capitale nella dottrina marxista. Marxismo ed ecologismo possono pertanto essere considerati due facce della stessa medaglia, essendo l’ecologismo nient’altro che la più moderna e accattivante trasfigurazione del socialismo di stampo marxista. E dunque su tali presupposti ideologici si fonda quel fondamentalismo ambientalista capace di influenzare le decisioni dell’Ue”.

In un recente discorso di Kamala Harris, il professore Eugenio Capozzi ha notato un lapsus freudiano, invece di “pollution”(inquinamento), ha detto “population”, così l’agghiacciante frase si legge così:Quando investiremo in energia pulita e in veicoli elettrici e ridurremo LA POPOLAZIONE sempre più i nostri figli potranno respirare aria pura e bere acqua pulita”. Il professore fa notare che non solo l’oratrice non si corregge, ma la platea non si accorge della ennesima gaffe della vice-presidentessa e applaude convinta. Segno che l’affermazione alle orecchie del pubblico presente non appariva nemmeno strana. Questo aspetto soprattutto fa venire i brividi.

Quel lapsus rivela in maniera imbarazzante come al fondo dell’ideologia apocalittica ambientalista dominante nelle élite occidentali ci sia l’antiumanesimo neo-malthusiano, e l’idea di una separazione tra esseri umani di serie A (i loro figli che vivranno meglio) e di serie B (quelli che affollano troppo il pianeta, consumano troppo, “emettono” troppa anidride carbonica, e vanno impoveriti, disciplinati, o meglio ancora “ridotti”).

Ritornando a Porro, il giornalista seguendo l’efficace e brillante testo di Di Bartolo sottolinea che riesce a cogliere le principali criticità delle «direttive green» contenute nel pacchetto «Fit for 55», mettendo altresì in guardia il lettore dalle possibili conseguenze, potenzialmente devastanti per le economie dei Paesi membri, scaturenti dal recepimento delle stesse. La posta in gioco è dunque altissima: a repentaglio sono l’economia e il futuro del Vecchio Continente. Al pari dei capisaldi della cultura occidentale, che rischiano irrimediabilmente di crollare sotto le apocalittiche invettive dei sacerdoti della nuova ideologia dominante, della religione laica più professata d’Occidente: l’ecologismo.

DOMENICO BONVEGNA

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