LA LIBERTA’ RELIGIOSA NON ESISTE NELLA TURCHIA DI ERDOGAN

Il tema della libertà religiosa è sempre attuale perché ci sono sempre più Paesi che non la rispettano, vedi quelli dove vige il fondamentalismo islamista o la persecuzione comunista. Il 12 febbraio scorso il Parlamento Europeo ha approvato a Strasburgo una Risoluzione che condanna fermamente le espulsioni mirate di giornalisti e di cristiani stranieri dalla Turchia, espulsioni che vengono effettuate sistematicamente per «ragioni di sicurezza nazionale», senza evidenze e senza processo.

La Turchia di Recep Erdoğan non è un Paese per giornalisti né per cristiani, categorie che rischiano quotidianamente l’espulsione, se non la vita, a causa del loro lavoro o della loro fede. Come si legge in un autorevole report dell’European Centre for Law and Justice (ECLJ) i cristiani in Turchia sono passati da circa il 20% nel 1915 a meno dello 0,3 % attuale, pari a 257.000 persone. Si tratta di cristiani cattolici, armeni, greco ortodossi, siriaci e protestanti che sono quotidianamente oggetto di brutale repressione. (Elisa Gestri, Ankara contro cristiani e giornalisti, interviene Strasburgo, 16.2.26, lanuovabussola.it) In un Paese al 99% musulmano sunnita, chiese ed edifici di culto vengono periodicamente dati alle fiamme o trasformati in moschee: secondo il Rapporto 2025 dell’associazione Aiuto alla Chiesa che soffre, tra il gennaio 2023 e il dicembre 2024 «in Turchia si è registrato un deterioramento della libertà religiosa. Le minoranze affrontano ostacoli legali, discorsi d’odio e ingerenze statali. Pastori protestanti sono stati espulsi, chiese chiuse e celebrazioni cristiane vietate».

La nuovabussola ha intervistato per approfondire la portata della risoluzione, l’europarlamentare di FdI Carlo Fidanza che spiega la Risoluzione del 12 febbraio appena approvata. («Libertà religiosa, sfida urgente per l’Unione Europea», intervista di Elisa Gestri, 4.3.26), «Il caso della Turchia ci richiama a una questione più ampia – ha dichiarato Fidanza – la libertà religiosa è oggi una sfida che riguarda l’Europa non solo all’esterno, ma anche al proprio interno […] La possibilità di professare liberamente la propria fede è una condizione essenziale della convivenza pacifica e della qualità democratica delle nostre società. Quando questa libertà viene limitata, attraverso persecuzioni o discriminazioni, si indeboliscono le basi stesse della pace e della democrazia. Per questo la libertà religiosa rappresenta oggi un banco di prova per l’Unione europea: la sua credibilità nel dialogo con Paesi come la Turchia dipende dalla coerenza che saprà dimostrare innanzitutto al proprio interno». La Risoluzione spiega Fidanza, nasce da un’iniziativa sostenuta dal centrodestra europeo, in particolare dal Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE) e dai Conservatori e Riformisti europei (ECR).

Certamente la risoluzione non resterà una lettera morta, anche perché la commissione sembra intenzionata a nominare un inviato speciale dell’Unione Europea per la libertà religiosa a livello internazionale, una posizione che resta vacante da troppo tempo. Intanto, il Parlamento Europeo ha inviato un segnale chiaro denunciando ancora una volta le pressioni e le forme di persecuzione che colpiscono le comunità cristiane e limitano l’esercizio della libertà religiosa. Si tratta di un tema urgente, come confermano i principali rapporti internazionali — dal World Intanto Watch List  di Open Doors al rapporto Religious Freedom in the World di Aiuto alla Chiesa che Soffre — che indicano come i cristiani restino il gruppo religioso più perseguitato a livello globale, con gravi violazioni documentate in numerosi Paesi, tra cui Corea del Nord, Afghanistan, Iran, Pakistan, Nigeria, Somalia, Eritrea, Siria, Iraq, Cina, India e Myanmar, oltre che in diverse aree dell’Africa subsahariana.

Per questo l’Unione Europea non può permettersi ambiguità: la difesa della libertà religiosa deve restare una priorità della sua azione internazionale. Il tema della Libertà religiosa merita essere approfondito per la pacifica convivenza della società, per la dignità e la libertà della persona umana. Recentemente la casa editrice Cristianità ha pubblicato un testo di Giovanni Cantoni, “Scritti sulla libertà e sulla religione” (2025; pag.214; e.20). A breve farò una presentazione.

DOMENICO BONVEGNA

dbonvegna1@gmail.com