Sembra che neanche la Russia non sia esente dalla penetrazione islamica, se, come ricorda l’autore, in vent’anni in Russia sono state costruite 8000 moschee. Anche qui Meotti si avvale dei numeri e delle previsioni future. Ben 7 delle 22 repubbliche russe sono già islamiche e bisognerebbe considerare e valutare, anche dal punto di vista geopolitico, come la Russia possa essere ancora un cuscinetto tra l’Occidente e l’Oriente musulmano.
Come ha ribadito Alexander Maistrovoy, saggista e giornalista, nell’intervista concessa a Giulio Meotti: “Se la Russia sarà tagliata fuori dall’Occidente, diventerà completamente dipendente dalla Cina e, a sua volta, l’Islam cullerà il sogno di realizzare un unico califfato…La Russia avrebbe potuto e avrebbe dovuto diventare un alleato della cristianità occidentale nella lotta contro l’Islam”. Non a caso l’ISIS esulta e afferma: “La guerra ucraina è l’autodistruzione dei crociati, i nemici dell’Islam, e Allah sarà l’unico vincitore che emergerà dalle rovine di questa tragedia”. Inghilterra: Londra è diventata la “Più islamica di tante città del Medio Oriente”, scrive Meotti.
Anche qui riporta alcuni esempi eclatanti di sottomissione all’avanzata islamica nel Regno Unito. Per paura di disordini spesso si fa finta di non vedere e sentire. Giulio Meotti parla espressamente di “codardia dell’establishment” che non vuole rendersi conto della situazione (metà delle moschee britanniche sotto il controllo dei Talebani, l’artista Grayson Perry costretto all’autocensura, sollecitazioni a mandare al macero il libro di Julie Burchill e a sopprimere dal cartellone teatrale per timore di rappresaglie il Tamerlano di Cristopher Marlowe, soltanto per fare alcuni esempi). All’ombra di tutti questi atti di vigliaccheria un fiume di denaro, come ha ben documentato l’autore: “La London School of Economics ha ricevuto milioni di sterline dalla Fondazione degli Emirati Arabi, così come le università inglesi”. Come riporta nel libro l’autore, l’ex capo della missione militare inglese in Afghanistan, Lord Dannatt ha sentenziato: “I Talebani hanno sconfitto l’Occidente”. Anche qui i numeri sono eloquenti: il 15% di Londra è musulmana, il 20% Manchester, il 27% Birmingham. Il compianto filosofo Roger Scruton l’aveva scritto: “Stiamo perdendo la nostra fede cristiana, la nostra cultura, e una nuova fede la sta soppiantando, l’islam”. Anche Robert Redeker, filosofo, saggista è costretto a nascondersi dal 2006 per una fatwa islamica e così ha riferito nell’intervista a Meotti: “Non è solo l’Islam a sfidare l’Europa, c’è anche il wokismo, proveniente dagli Stati Uniti…l’islamizzazione dello spazio pubblico non può essere accettata, è un tradimento della civiltà europea…tra gli “utili idioti” che hanno stretto un’alleanza con l’islam politico c’è una parte della sinistra”.
Svezia: il primo ministro svedese Magdalena Andersson constata che, “La politica svedese di integrazione degli immigrati è fallita, portando a società parallele e alla violenza tra bande”. In molte periferie svedesi la criminalità ha preso il controllo, tanto che l’autore, in forza delle numerose testimonianze raccolte, ha potuto dire che la strada per l’inferno è davvero lastricata di buone intenzioni multiculturali. Nell’intervista a Srda Trifkovic, autore de: La spada del Profeta, egli ha condensato in poche parole quanto espresso da William Muir (1819-1905), il più grande orientalista di tutti i tempi: “La spada di Maometto e il Corano sono i nemici più fatali di civiltà, libertà e verità che il mondo abbia conosciuto”. Come espresso liberamente da Trifkovic: “Il rifiuto dell’élite dominante di proteggere l’Europa dalla conquista islamica è il più grande tradimento nella storia del mondo…L’ostacolo principale alla sopravvivenza è spirituale. L’attuale forza tecnologica e finanziaria dell’Europa è una facciata. Nasconde una sottostante debolezza morale e demografica”.
Alcuni precisi dati dell’autore dovrebbero inquietarci: il 30% della popolazione svedese evita la metropolitana per timore di aggressioni; in sei anni 829 attacchi contro chiese cristiane; i Fratelli Musulmani sono riusciti a penetrare nelle istituzioni e nei partiti politici della sinistra e dei Verdi in Svezia; gli autisti di ambulanze e dei vigili del fuoco devono attendere la scorta della polizia per entrare in alcuni quartieri svedesi; il passaggio di un intero popolo, quello svedese, dal cristianesimo all’ateismo. Il libro di Meotti continua il suo viaggio per l’Europa. Anche in Olanda, non solo è naufragato il multiculturalismo come in tante altre parti d’Europa, ma si è imposto il “multi legalismo” (poligamia, matrimonio infantile, ecc.), si è sviluppata una società parallela islamica, attesta Meotti. Ad affermare che nelle moschee si insegna l’odio è la fondatrice di Femmes for Freedom, la pachistana Shirin Musa, una delle più famose attiviste per i diritti delle donne nel mondo islamico. Una nuova traduzione della Divina Commedia di Dante ha rimosso Maometto dall’Inferno. A colloquio con Bruce Bawer, autore del best seller While Europe slept, alla domanda di Giulio Meotti su quanto l’Islam sia compatibile con l’Europa, ecco cosa rispose Bawer: “Libertà e Islam sono incompatibili, uguaglianza e Islam sono incompatibili…a causa della natura stessa dell’Islam-la combattività, la spinta alla conquista-…”. Anche l’omosessuale libertario, morto assassinato, Pim Fortuyn scriveva queste cose nel libro: “Contro l’islamizzazione della nostra cultura”. Ricorda Meotti che Pim amava le libertà consegnateci dalla tradizione giudeo-cristiana e, in particolar modo, l’Italia, dov’è sepolto.
Nelle Conclusioni del libro, spicca un’intervista a Michel Onfray, filosofo francese ateo, che nel massiccio volume Decadence (500 pagine) cerca di spiegare le cause di questa decadenza: “Quello che stiamo vivendo si chiama semplicemente nichilismo dove la sinistra ideologica lavora a questa Grande Sostituzione…La forza dell’Islam viene dalla debolezza del Cristianesimo, il crollo della bussola giudaico-cristiana porta a un nichilismo, dove uno dei segni è l’odio verso se stessi”. Questo colare a picco che richiama il Titanic o, più recentemente, la Costa Concordia, per l’autore può essere quantomeno frenato attraverso alcune misure: chiudere i confini esterni dell’Unione Europea restringendo il diritto di asilo; selezione l’immigrazione su base culturale e religiosa , inserire il riconoscimento delle radici giudaico-cristiane nell’Unione Europea, fermare il flusso di denaro dalle dittature islamiche, così come fermare la cancel culture, incentivare le politiche demografiche, mettere al bando i simboli dell’Islam politico (burqa, minareti, muezzin.
Anche la postfazione di Richard Millet (scrittore libanese-francese), che conclude la ricerca di Giulio Meotti, riprende e sintetizza i temi dell’ampio volume, come ad esempio quello della penetrazione islamica: “Questa cecità europea ha un nome: diritti umani. In nome dei diritti umani, l’Islam si è stabilito in Europa attraverso un multiculturalismo diventato quasi una dottrina di Stato […] la Commissione Europea lavora apertamente per estirpare ogni traccia del cristianesimo ufficiale, in nome della “tolleranza”, del “multiculturalismo”. Conclude Millet la sua lucida disamina con una frase eclatante che dovrebbe essere maggiormente sottolineata: “Il multiculturalismo…cresce sulle rovine del cattolicesimo. L’Islam lavora insieme al “woke”, all’ideologia LGBT […]”. Ho utilizzato in questa mia lunga presentazione del libro di Meotti, la recensione di Fabio Trevisan 28 agosto 2023 apparsa sul sito vanthuanobservatory.com/Osservatorio Internazionale Cardinalem Van Thuan sulla Dottrina sociale della Chiesa.
a cura di DOMENICO BONVEGNA
