Elezione del Presidente. La meraviglia di alcuni “pensatori”

Circola tra alcuni “pensatori” la meraviglia che i cittadini italiani attendevano fiduciosi un accordo tra i gruppi politici per l’elezione del Presidente della Repubblica alla prima seduta del Parlamento. Dal 1948, dicono, su 12 elezioni presidenziali  solo due volte il Presidente è stato eletto prima della quarta votazione. Dunque, perché meravigliarsi di quanto accade oggi?

La risposta è di tutta evidenza: perché siamo in pandemia, perché l’economia è crollata e, perché, la ripresa è minacciata dalle tensioni tra Ucraina e Russia, il crollo delle borse, l’inflazione e il rialzo dei tassi di interesse. Dovrebbero essere questi gli argomenti al centro della agenda politica.

Una classe politica cosciente dovrebbe prendere atto della realtà e comportarsi di conseguenza. Invece, si assiste al balletto di improbabili candidati alla Presidenza della Repubblica e di votazioni che non portano a nulla. Anticipare accordi per arrivare a votare il nuovo Presidente fin dalla prima seduta  era un segnale che ci attendevamo, considerati i problemi elencati. Ci chiediamo dove vivano, e abbiano vissuto negli ultimi due anni, questi “pensatori”.

 

Primo Mastrantoni, Aduc