Un classico della nostra memoria visiva approda a una nuova drammaturgia scenica: “Fratello Sole Sorella Luna” debutta in prima Nazionale al Teatro Lyrick il 5, 6 e 7 marzo 2026, alle ore 21.15, segnando una nuova tappa nel dialogo tra linguaggio cinematografico e scena dal vivo.
La celebre opera di Franco Zeffirelli trova infatti una nuova forma nella versione teatrale firmata da Angela Demattè, che rilegge la sceneggiatura originale scritta da Zeffirelli insieme a Suso Cecchi D’Amico e Lina Wertmüller.
La regia è di Piero Maccarinelli, che restituisce la dimensione umana della storia attraverso un cast di forte intensità: Giulio Pranno nel ruolo di Francesco, Ksenia Borzak in quello di Chiara, con la partecipazione speciale di Massimo Wertmüller e Fabrizia Sacchi, affiancati da Gabriele Cicirello, Antonio Iorio, Edoardo Raiola, Andrea Galasso ed Edoardo Sacchi.

Le musiche originali di Riz Ortolani, insieme alle composizioni e agli arrangiamenti di Alessandro Nidi, accompagnano e amplificano l’immaginario del racconto. Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio di San Francesco 1226–2026, Comitato Nazionale per l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi, e nasce da una co–produzione International Music and Arts, Agidi, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro, Oliver and Friends.
Con questa prima nazionale, “Fratello Sole Sorella Luna” restituisce al pubblico un viaggio teatrale di rara intensità, sospeso tra memoria, visione e spiritualità, realizzato in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco. Uno spettacolo che intreccia recitazione e canto, in un racconto corale e poetico, ispirato al celebre film di Franco Zeffirelli del 1972, che ottenne un enorme successo internazionale (David di Donatello nel 1972 e candidatura all’Oscar nel 1974 per la miglior scenografia), lasciando un segno indelebile per la forza poetica delle immagini e per le indimenticabili musiche di Donovan, adattate nella versione italiana da Riz Ortolani, lo spettacolo porta in scena, con un linguaggio teatrale contemporaneo, la storia di Francesco e del suo messaggio universale di fraternità e pace.
Dopo la prima nazionale di Assisi, lo spettacolo sarà in scena al Festiv’Alba di Avezzano il 2 agosto, per poi tornare in tournée a partire da ottobre 2026 nelle città di Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma, Cascina, per poi proseguire in numerose altre piazze italiane.
Sinossi
Lo spettacolo ripercorre la straordinaria parabola umana e spirituale di Francesco d’Assisi, figlio di una ricca famiglia di mercanti, che sceglie di rinunciare ai privilegi della sua condizione per abbracciare la povertà come unica vera ricchezza. Sullo sfondo di un’Italia attraversata da conflitti tra città e da violente lotte commerciali, la sua decisione appare inizialmente incomprensibile: suscita scandalo nella sua famiglia, rifiuto da parte delle autorità religiose e smarrimento nella comunità.
Accanto a lui si schiera solamente Chiara, giovane della stessa estrazione sociale, che ne condivide la radicalità attraverso gesti concreti di solidarietà verso poveri e malati.
Con i piedi nudi e un saio addosso, Francesco intraprende la costruzione di una chiesa aperta a tutti, un luogo di accoglienza per emarginati e diseredati, lontano dalle fastose celebrazioni ufficiali. Nella contemplazione del creato, Francesco esprime una gratitudine profonda e poetica verso il mistero della vita, restituendo al mondo uno sguardo capace di meraviglia; la sua forza d’esempio conquista altri giovani benestanti e dà vita a un movimento che scuote le fondamenta della società e della Chiesa del tempo.
Il viaggio di Francesco lo conduce fino a Roma, dove il Papa riconosce la portata rivoluzionaria della sua scelta e viene toccato dalla sua visione di una fede essenziale e spoglia.
Note di Regia di Piero Maccarinelli
Ispirato dall’omonimo film di Franco Zeffirelli, lo spettacolo pone al centro la figura di Francesco, figlio di ricchi mercanti che ad un certo punto della sua vita capisce che la povertà è l’unica vera ricchezza. All’inizio questo suo pensiero, collegato alle sue azioni, produce scandalo e riprovazione nel mondo mercantile dei suoi genitori e anche indignazione e rifiuto nel vescovo della sua diocesi. È il momento di dure battaglie fra mercanti di diverse città, di azioni militari in cui vengono coinvolti molti dei figli coetanei ed amici di Francesco. Ma Francesco non si cura dello scandalo e della preoccupazione che il suo comportamento, le sue azioni, producono nella sua città. Solo una ragazza – Chiara, anche lei figlia di ricchi mercanti – lo accompagna con gesti e azioni altrettanto forti, portando il pane ai poveri e addirittura ai lebbrosi. Francesco prosegue il suo cammino, vuole costruire una chiesa che sia la casa di tutti, i poveri, i diseredati, quelli che non vengono accolti alle ricche celebrazioni dei mercanti. Inizia, con i piedi nudi e un saio, la costruzione della sua chiesa e con il suo esempio incomincia a trascinare dalla sua parte altri figli benestanti. Il conflitto, quindi, è generazionale oltre che motivazionale. Le feroci discussioni di Francesco con il padre, lo stupore attonito della madre, fanno da contrappunto alla sua ricerca dell’essenzialità e della verità. Ecco perché è ancora necessario raccontare la storia di Fratello Sole e Sorella Luna, titolo della bellissima canzone musicata da Ortolani, come molte delle musiche che useremo nello spettacolo. Spettacolo tanto più necessario nell’anno del Santo Giubileo, anche perché si concluderà con il bacio dei piedi di Francesco nella sede massima della Santa Chiesa da parte del Papa, che riconosce il valore dei principi ispiratori di Francesco e sembra pentirsi dell’opulenza e della ricchezza della Chiesa Romana, che si è allontanata dai principi che muovono Francesco. Materia di scandalo e preoccupazione, benissimo gestiti dalla sceneggiatura di Zeffirelli, che per la versione teatrale si avvarranno della trasposizione e adattamento a cura di Angela De Mattè e della mia regia.
