di Andrea Filloramo
Rispondo a chi mi chiede che cosa – a mio parere – potrà succedere nell’arcidiocesi di Messina Lipari e Santa Lucia del Mela, dopo la nomina di Cesare Di Pietro a vescovo della diocesi di Locri-Gerace e principale collaboratore dell’arcivescovo Giovanni Accolla e vicario generale.
E’ indubbio che la nomina di Di Pietro a vescovo di Locri – Gerace apre una fase molto delicata per l’arcidiocesi di Messina- Lipari- Santa Lucia del Mela.
Da rammentare che Accolla, nato nel 1951, compirà 75 anni nell’agosto 2026, età nella quale i vescovi presentano al Papa la rinuncia al governo pastorale della diocesi secondo il diritto canonico.
Questo significa che Messina potrebbe entrare nel giro di pochi mesi in una doppia transizione: la sostituzione del vicario generale e quella dell’arcivescovo.
Che cosa potrebbe accadere adesso.
- Nomina di un nuovo vicario generale
La prima mossa quasi inevitabile sarà la scelta di un nuovo vicario generale da parte di Accolla. È una figura fondamentale perché coordina la Curia e governa molti aspetti ordinari della diocesi. Dopo l’uscita di Di Pietro, l’arcivescovo dovrà probabilmente affidarsi a:
- un sacerdote già esperto di Curia;
- oppure a un vicario episcopale già operativo nella diocesi.
Questa nomina sarà importante anche per capire chi avrà peso nella futura successione episcopale.
- Fase di “traghettamento”
Con Accolla vicino ai 75 anni, è probabile che il Vaticano eviti grandi riforme strutturali e privilegi una gestione di continuità. In questi casi spesso si entra in una fase di amministrazione prudente:
- minori cambiamenti;
- consolidamento degli uffici;
- attenzione agli equilibri interni del clero.
- Possibile arrivo di un coadiutore o di un nuovo arcivescovo
Dopo la rinuncia di Accolla, il Papa potrà:
- accettarla subito;
- lasciarlo ancora per qualche tempo;
- oppure nominare direttamente un successore.
Non è esclusa nemmeno la figura di un arcivescovo coadiutore, cioè un vescovo destinato a succedergli automaticamente. Tuttavia, nelle diocesi italiane oggi si preferisce spesso attendere la nomina diretta del nuovo titolare.
- Fine di una “linea messinese”
La partenza di Di Pietro ha anche un valore simbolico. Per anni è stato considerato l’uomo di fiducia di Accolla e una figura molto radicata nel clero locale. A Messina è nato, nella città dello Stretto ha operato. La sua uscita può segnare la fine dell’attuale assetto di governo della Curia messinese e aprire una fase nuova, con equilibri differenti.
Gli scenari più probabili
Tre possono essere le ipotesi realistiche:
- Continuità interna. Un sacerdote della diocesi assume il ruolo di vicario generale e accompagna Accolla fino alla pensione.
- Transizione pilotata dal Vaticano. Roma potrebbe inviare una figura esterna già prima del pensionamento, per preparare il ricambio.
- Rinnovamento completo della Curia. Con il nuovo arcivescovo potrebbe arrivare una revisione degli incarichi diocesani, soprattutto dopo quasi dieci anni di episcopato Accolla.
In ogni caso, la diocesi di Messina sembra ormai avviata verso un passaggio storico: la conclusione del ciclo iniziato nel 2017 con l’arrivo di Accolla, che è venuto dopo le tormentate dimissioni dell’arcivescovo La Piana e ben due amministratori apostolici in poco tempo.
In questo quadro, Accolla rappresentò in questi anni una figura di “normalizzazione”: un uomo di Curia, con esperienza amministrativa e considerato equilibrato, chiamato più a ricucire che a rivoluzionare.
La scelta di Papa Francesco sembrò indicare la volontà di riportare stabilità dopo mesi di tensioni, polemiche e smarrimento nel clero e tra i fedeli.
Certo, c’era anche chi si aspettava una figura più “di rottura”, maggiormente capace di imprimere un cambio di passo pastorale e sociale in una città complessa come Messina. Però il Vaticano, in quel momento, pare abbia privilegiato la continuità istituzionale e la pacificazione interna rispetto a scelte più innovative.
In sostanza, l’arrivo di Accolla fu percepito meno come l’inizio di una nuova stagione “forte” e più come la fine di una lunga fase di commissariamento e transizione.
