CHIESA & FEDE: LE PIU’ IMPORTANTI APPARIZIONI MARIANE DELLA STORIA

Alle singole apparizioni mariane sono state dedicate decine di volumi, ho finito di leggere “I Segreti di Maria. Messaggi, profezie e misteri delle apparizioni mariane” di Saverio Gaeta, edizioni San Paolo (Pagine 313; e 18,00;2017) Gaeta è uno dei massimi esperti e studiosi dell’argomento. Presenta le apparizioni, tutte insieme, permettendo così di cogliere un ideale “filo azzurro” che lega insieme tutte le apparizioni mariane più importanti a partire da Rue Du Bac e per finire con Civitavecchia. I Segreti di Maria, è un percorso affascinante dove è protagonista è la Madre di Dio, con i suoi messaggi e le sue profezie. Emerge chiaramente che la Madonna vuole salvare tantissime anime, portandole a suo Figlio Gesù, strappandole in questo modo dalle mani di Satana. Il testo è introdotto da Gian Matteo Roggio, Docente di Apparizioni e santuari nella Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”. “Le apparizioni nascono dunque dalla ‘preoccupazione’ di Dio per la vita e il futuro dei suoi figli”, scrive Roggio. Le apparizioni sono eventi in cui la Madre del Signore visita determinate terre, attraverso uomini e donne, giovani e anziani, scelti dalla Provvidenza perché vedano Maria e ascoltino e quanto Ella ha da dire con le parole, il silenzio ed eventuali segni.

La prima apparizione dei tempi moderni è quella di Rue Du Bac: 27 novembre 1830, protagonista fu la ventiquattrenne Catherine Labourè, una novizia tra le Figlie della Carità, la congregazione fondata da san Vincenzo de’ Paoli e santa Luisa di Marillac. Celebre l’invocazione rimasta, di questa apparizione: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi!”, impressa nella Medaglia miracolosa. “Non è un talismano, né deve condurre alla vana credulità”. Segue l’apparizione e le profezie di La Salette a cinquanta chilometri da Grenoble. Siamo il 19 settembre 1846 ad ascoltare la “Bella Signora” di La Salette, sono due ragazzini: la quattordicenne Melanie Calvat e l’undicenne Maximin Giraud. Dei piccoli montanari, qualcuno li definì. La giovane poi dirà di aver ricevuto dalla Madonna una serie di immagini più che di parole. Ma ci sono anche le profezie: se non fate penitenza, […] se la faccia della terra non cambia, Dio si vendicherà contro il popolo ingrato e schiavo del demonio. Anche nei messaggi di La Salette ci sono i segreti, che vengono espressi col tempo, riguardano la Chiesa e i suoi ministri, sacerdoti che sono diventati cloache d’impurità. Riguardano il Papa Pio IX, che sia fermo e generoso, combatta con le armi della fede e dell’amore, e non si fidi di Napoleone. L’Italia sarà punita, consegnata alla guerra. Il sangue scorrerà da ogni parte. La terza apparizione, forse quella più conosciuta è Lourdes, prima apparizione: 11 febbraio 1858, quando alla fanciulla Bernadette Soubirous appare la Santa Vergine lungo la riva del fiume Gave de Pau, alla Grotta di Massabielle. In questa apparizione sottolinea padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, c’è “un rincorrersi di segni biblici: l’acqua del Gave che scorre, l’attraversamento di questo fiume, la grotta che ricorda tanti motivi dell’Antico e del Nuovo Testamento […]”. Messori intravide un segno del cielo nella data dell’11 febbraio 1858, proprio nel giorno dedicato alla memoria della santa Genoveffa, patrona di Parigi. A Lourdes la Madre di Dio si dichiara Immacolata Concezione, confermando il dogma che aveva proclamato Pio IX quattro anni prima. Sono quattro i punti individuati da monsignor Renè Laurentin, il maggior esperto delle apparizioni di Lourdes: povertà, preghiera, penitenza e grazia. Interessante l’ultimo aspetto toccato da Gaeta sulla santificazione della sofferenza a Lourdes. In particolare, l’attenzione ai due pellegrinaggi di Giovanni Paolo II, il primo Papa che si è recato personalmente a Lourdes. Nell’ultimo viaggio del 15 agosto 2004 il Papa disse: “questa grotta è diventata così la cattedra di una singolare scuola di preghiera, in cui Maria insegna a tutti a contemplare con ardente amore il volto di Cristo”.

Il 13 maggio 1917 la Madonna appare a Fatima in Portogallo a tre pastorelli, Francesco, Giacinta e Lucia. Anche qui la Signora si presenta a tre insignificanti bambini, dediti a pascolare pecore. E soprattutto sono importanti i messaggi e le visioni che la Madonna offre ai fedeli. Gaeta riesce a sintetizzare magistralmente ogni apparizione seguendo i passaggi più importanti, confidando nei documenti e nelle reazioni popolari. A Fatima c’è un Segreto diviso in tre parti, che è collegato alla conversione della Russia. Suggestivo l’ultimo segreto dove si parla del Vescovo vestito di bianco, pronto a morire sotto i colpi delle frecce dei soldati. Tuttavia, Gaeta riporta il commento del cardinale Ratzinger sull’interpretazione della Chiesa a proposito della curiosità. “Chi aveva atteso eccitanti rivelazioni apocalittiche sulla fine del mondo o sul futuro corso della storia deve rimanere deluso. Fatima non ci offre tali appagamenti della nostra curiosità, come del resto in generale l fede cristiana non vuole e non può essere pastura per la nostra curiosità”. Anche se per Gaeta, le apparizioni di Fatima rappresentano una “fotografiadel Novecento.

Il 25 marzo 1945 la Madonna, “la Signora di tutti i popoli” appare ad Amsterdam. La veggente si chiama Ida Peerdeman. Sin dalla prima apparizione, offrì alcune profezie sul futuro del mondo e della Chiesa. Con gli anni tutto si avvererà. La veggente vide il rosso e il nero che appartengono alla rivoluzione maoista in Cina e ai musulmani che conquistano il Medio Oriente. La veggente ricevette il preannuncio del crollo del muro di Berlino del 1989. Ida Peerdeman riceve diverse premonizioni sui Papi e il Vaticano. In particolare, in riguardo al Concilio Vaticano II. Interessante sul Papa che viene da lontano, riferimento esplicito al polacco Karol Wojtyla, che prese il nome di Giovanni Paolo II. La donna, tra l’altro, aveva visto una splendida lettera “M”, l’inizio di Maria, presente nello stemma di Papa Wojtyla. “La lotta e il combattimento per la vera dottrina sono ancora in atto. Fate attenzione, conservatela e non rinnegatela!”, sono le parole che la veggente ha sentito. L’essenza del messaggio di Amsterdam è racchiusa nell’immagine che la Signora di tutti i popoli ha chiesto alla veggente, da dipingere e diffondere in tutto il mondo: la Vergine davanti alla croce luminosa, con le braccia rivolte verso le pecore che simboleggiano il gregge di Cristo e con i piedi poggiati sul globo terrestre. Dopo il giornalista partenopeo prende in esame la Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane a Roma. Un suggestivo racconto dove il protagonista è un pastore della Chiesa avventista, il trentatreenne Bruno Cornacchiola. Ebbe una vita travagliata, passò dalla militanza anticlericale, di “morte al Papa”, a diventare fedele al Papa, Pio XII, grazie alla Madonna. Addirittura, Cornacchiola aveva giurato di uccidere il Papa con un pugnale. Gaeta racconta numerosi preannunci di eventi che l’ex pastore avventista ha avuto, dal grande schianto dell’aereo che portava la squadra di calcio del “grande Torino” sulla collina di Superga, fino all’attentato a Papa Wojtyla il 13 maggio 1981. Anche in questi messaggi ci sono diverse prove che dovrà affrontare la Chiesa in correlazione con la Salette, Fatima e con i sogni profetici di don Bosco.

“Madonnina, pirchi chiangiti?” (“perché piangete?”) Sono le parole di Angelo Iannuso, marito di Antonina Giusto, che ha pronunciato sabato 29 agosto 1953 nella sua abitazione in via degli Orti di San Giorgio 11 a Siracusa. Mi riferisco alle lacrime versate dalla madonnina di gesso di proprietà dei Iannuso. Quella di Siracusa, scrive Gaeta “è l’unica manifestazione mariana in cui fede e scienza si sono ritrovate concordi nel dichiarare la prodigiosità dell’evento”. Anche per la Madonna delle Lacrime, il giornalista è abbastanza rigoroso nel suo racconto sintetico sui vari protagonisti dell’evento prodigioso di Siracusa. Gli interventi degli uomini di Chiesa, gli operatori scientifici, le forze dell’ordine. Il 9 settembre la commissione medico-scientifica rende nota la relazione analitica del liquido con una precisione straordinaria. Il testo redatto con un linguaggio specialistico definisce che si tratta di lacrime umane peraltro realizzate “in presa diretta”, sia per i filmati, che per le fotografie. La prima miracolata in assoluto fu proprio Antonina Giusto, dal momento delle lacrimazioni non ebbe più problemi di salute. Fino al 28 febbraio 1954, furono segnalati alla commissione medica 325 casi di presunte guarigioni straordinarie. Mi piace segnalare che Karol Wojtyla da cardinale, fu pellegrino a Siracusa, il 2 novembre 1964, durante una pausa dei lavori del Concilio. Trent’anni dopo da papa si stava preparando per una visita pastorale, ma una caduta accidentale glielo impedì. Successivamente a novembre Giovanni Paolo II giunse a Siracusa per inaugurare il tempio superiore del santuario.

Il 24 giugno 1981 cominciano le apparizioni di Medjugorje. La Regina della Pace ha affidato dieci segreti ai sei veggenti: Marija Pavlović Lunetti. Mirjana Dragičević Soldo, Ivanka Ivanković Elez, Vicka (Vida) Ivanković, Ivan Dragičević, Jakov Čolo, Petar Ljubičić. Le apparizioni continuano tuttora. Nei messaggi di Medjugorje, scrive Gaeta, ci sono delle tematiche privilegiate e alcune parole chiave. Al primo posto il tema della Preghiera segue il tema del vivere, il terzo è il tema dell’amare. “In totale le parole ripetute più di una decina di volte sono circa trenta, proposte sin dagli inizi delle apparizioni”. Scrive monsignor Laurentin: “è una pedagogia, e la pedagogia esige del tempo, delle ripetizioni e delle spiegazioni. Ai messaggi di Medjugorje è stato rimproverato di essere ripetitivi. Ma qualsiasi pedagogia è ripetitiva”. Sui Dieci segreti, padre Livio Fanzaga da Radio Maria, ne parla tutti i giorni. “Ce ne sono dei buoni e ce ne sono di spiacevoli”. Non vado oltre, perché voglio fare riferimento all’ultima apparizione mariana, quella di Kibeho, località nel sud-ovest del Ruanda. “La Madre del Verbo” che appare alla sedicenne Alphonsine Mumureke il 28 novembre 1981, all’interno di un Collegio gestito dalle suore “Figlie della Vergine”. Collegio che ospitava centoventi ragazze di etnia hutu e tutsi per prepararle a diventare maestre elementari e segretarie d’ufficio. Successivamente un’altra allieva cominciò a vedere la Madonna, la diciasettenne Nathalie Mukamazimpaka. Ben presto il gruppo delle veggenti si allarga, finchè diventò un’esperienza di popolo, la Madonna si rivolgeva al mondo intero e non solo all’Africa o al Ruanda. Monsignor Laurentin afferma. “Kibeho non è un messaggio particolarista africano, nonostante le sue forme africane. Ciò aiuta a equilibrare le deviazioni dell’Occidente […]”. Le apparizioni di Kibeho sono legate al genocidio del 1994 tra Huti e Tutsi, un massacro di quasi un milione di persone in soli quattro mesi. Un fiume di sangue, ha mostrato la Madonna ad Alphonsine. Un preannuncio di dieci anni prima. Sacerdoti, religiosi, religiose e vescovi sterminati durante il genocidio ruandese. La stessa parrocchia di Kibeho nel 1994 fu teatro di sterminio di migliaia di tutsi e poi per ritorsione di hutu.

L’ultimo evento mariano preso in esame da Gaeta è il pianto di sangue della Madonna di Civitavecchia. Anche qui poi dalla rigorosa analisi si arrivò a dichiarare che si trattava di sangue umano. Una statuetta della Madonna in casa Gregori ha lacrimato sangue. Poi l’evento si è verificato anche in casa del vescovo monsignor Grillo, ma in questa faccenda viene coinvolto addirittura il Santo Padre, Papa Giovanni Paolo II, che ha voluto vedere la statuina. Il testo di Gaeta si chiude con un significativo binomio: Fatima e Civitavecchia: all’inizio e alla fine del ventesimo secolo.

DOMENICO BONVEGNA

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