Alkantara Fest 2026, Lyr Trio, Hawa e BalkanShe per il secondo giorno al Pigno

«Nel tempo complesso che stiamo vivendo, la cultura può ancora creare connessioni reali tra persone, luoghi e visioni. Alkantara Fest nasce nel cuore del Mediterraneo e ne riflette l’identità: uno spazio di incontro, attraversamento e dialogo tra tradizioni e contemporaneità». Parola di Mario Gulisano, ideatore, direttore e organizzatore, di Alkantara Fest, il festival di folk e world music giunto alla XXII edizione, ormai un grande classico dell’estate siciliana, e punto di riferimento per la comunità internazionale che ama associare tre concetti di bellezza: Sicilia, musica di radice popolare da varie parti del mondo e contatto con la natura.

Fino a domenica 26 luglio l’azienda agricola “Il Pigno” di Pisano, frazione di Zafferana Etnea, è un villaggio green e multiculturale in cui la musica e le attività all’aria aperta la faranno da padrona.

Venerdì 24 luglio, sull’Avocado stage, cominciano le attività diurne e i workshop: ore 9 Yoga & bliss: con Caterina Allegra e Riccardo Gerbino al tabla; ore 10 “Dance the land”, workshop con Bronagh Slevin e Stefania Milazzo; ore 13 Open mic: free session; ore 15 workshop di percussioni africane con Piegiorgio Dugukolò; ore 17 workshop di canto balcanico con BalkanShe; ore 18 workshop di balfolk con Lyr Trio.

I concerti serali iniziano alle 21, sul World Stage, con i francesi Lyr Trio. La formazione: Sylvain Rabourdin violino e voce; Lina Belaïd violoncello e voce; Fabien Bucher chitarra, mandolino e voce.

I Lyr Trio con lo spettacolo “Trad Nomade” celebrano attraverso la loro musica le costellazioni umane, ciò che unisce e fa ballare. Ornamenti sottili, arrangiamenti cesellati, tempeste di archi e giochi vivaci che trasporteranno dai Balcani al Mediterraneo, da una pista da ballo all’immensità di un cielo stellato. Un trio d’archi selvaggio e lirico.

Alle 22, sul Nufolk Stage, seguirà il trio Hawa. Il trio è stato fondato da Mohamed Alnuma, musicista e poeta nato nel 1963 in Kuwait da famiglia irachena e francese d’adozione. Il suo interesse si rivolge fin da piccolo non solo ai colori musicali della sua regione natale, ma anche alla musica occidentale contemporanea. Arriva a Parigi nel 1980 e studia teoria musicale all’Ecole Nationale de Musique e improvvisazione all’American School of Modern Music. Tiene i suoi primi concerti in duo e trio come chitarrista jazz. Qualche anno dopo riscopre l’oud e il canto orientale, tornando alle sue radici e formando diversi gruppi, in vari Paesi: in Francia i Pêcheurs de perles, in Grecia i Roubayyat, in India e Turchia gli Hawa, in Spagna gli Andalusian wind, in Israele-Palestina i Jalajil, tutti con musicisti locali e internazionali.
La musica profonda e colorata di Hawa affonda le sue radici nelle culture e nelle tradizioni artistiche del Medio Oriente, ma i rami di questo albero musicale si estendono fino a diverse parti del mondo. Hawa intreccia concetti ritmici indiani con musica araba contemporanea e tradizionale e jazz, presenta poesie di ispirazione sufi scritte da Mohamed Alnuma, oltre a poesie dei poeti sufi Al Hallaj e Ibn Arabi. La musica è composta principalmente da Alnuma che ha anche riarrangiato parte della musica tradizionale nel suo stile insieme al clarinetto dell’inglese Oliver Dover e al tabla del musicista indo-tedesco Raul Sengupta. Un set acustico, intimo e delicato nella varietà delle intensità, senza filtri né amplificazione. Una musica che danza, un Kama Sutra musicale, dove il desiderio resta desiderabile e il piacere inesauribile.

La serata musicale si chiuderà dalle 23 sul Kaki Stage con il trio serbo-macedone BalkanShe formato da Andriana Takić (chitarra e voce), Nataša Popović (voce) e Maja Jovanovska (violoncello e voce). Nato dall’incontro di tre musiciste provenienti dai Balcani e unite a Milano da amicizia, ricerca e passione per le radici comuni. Canti femminili dai Balcani è un progetto che intreccia musica, memoria e identità femminile in un dialogo vivo tra tradizione e contemporaneità. Le protagoniste provengono da Serbia e Macedonia del Nord, e insieme danno voce a un repertorio che attraversa confini geografici e linguistici: Serbia, Bosnia, Croazia, Bulgaria, Macedonia del Nord, Grecia e oltre. Un repertorio delicato, intimo e narrativo, ogni brano è preceduto da un racconto che ne svela l’origine, il significato e il contesto culturale, creando così un ponte tra lingue e sensibilità diverse.

 

Informazionihttps://www.alkantarafest.it Infoline/WhatsApp: 345.5206150. Biglietto: € 15, € 10 ragazzi dai 12 ai 17 anni, soci Fera Bio e gruppo Balfolk Catania. Abbonamento 4 serate concerti € 50 intero, € 35 ridotto.

Azienda agricola “Il Pigno”: via Pennisi Petrone 15 Pisano, Zafferana Etnea (Ct). 
Media partner: Blogfoolk Magazine (www.blogfoolk.com) nell’ambito di un accordo programmatico per il triennio 2025-2027; SicilyMag (www.sicilymag.it) il magazine on line che parla di tutto quanto “fa” Sicilia.