I segni della Provvidenza

di Andrea Filloramo

Rispondo all’email inviatami da …………@ hotmail.it

“Carissimo professore, mi scuso se la disturbo. Ho avuto il suo indirizzo di posta elettronica da Padre xxxxxx. Le chiedo: “Perché non scrive più su IMGPress? Mi piace tanto il suo modo di scrivere. Sono ormai vecchio e leggendo la sera i suoi scritti ho riscoperto il piacere della lettura e non pensare agli anni che passano. Scriva ancora della nostra diocesi che ha un nuovo arcivescovo. Le auguro tanta salute. O.P”.

La ringrazio, innanzitutto della sua benevola attenzione. Non ho smesso di scrivere in IMGPress e in altri giornali che mi ospitano. Fermarsi, per qualche tempo, non significa assolutamente interrompere un cammino che ho intrapreso e che intendo ancora portare avanti. Continuerò a dedicarmi ancoraalla scrittura, che considero una via per fuggire dalla noia e dallo stress, che oggi colpisce moltissimi. Per me, infatti, la scrittura è un percorso, che prevede un esercizio costante per la mente che deve essere stimolata dalle riflessioni. Scrivere, pertanto,e non solo per me, èun po’ come prepararsi un buon caffè o un rilassarsi dopo una giornata faticosa; è un’attività che ci fa stare bene.La sua email, carissimo e sconosciuto amico,mi ha obbligato a pensare, assieme a lei, alla vecchiaia che incombe.Essa non è data solo dagli anni e da uno stato fisico, fatto di acciacchi, di debolezze, mache già di per sé è un dono di Dio; essa ècome una situazione che appena arriva e se arriva, fatalisticamente siamo tutti obbligati ad accettare. Se, però, escludiamo Dio dalla nostra vita, diventati vecchi,rimane in noisolo l’angoscia, cioè quel modo affannoso, apprensivo, preoccupato, carico di tensione che è legato a doppio filo alla percezione soggettiva dello scorrere del tempo, all’altro dio, il dio Kronos dell’antica mitologia greca, che influenza pensieri e comportamenti. Queste riflessioni pacate, lei mi dice che le fa sempre particolarmente alla sera,che è l’immagine della vita che si avvia al tramonto.Sì, è proprio così, chi ha raggiunto una certa età vede che si avvia verso l’obbligata fine e conclusione di tutte le esperienze, che costituiscono il sostrato dell’esistenza, sul quale ha costruitola sua personalità e che ha costituito il suo passato che psicologicamente è raffigurabile come un luogo contenente grovigli di ricordi ed emozioni. Cerchiamodi comprendere e individuare le coordinate misteriose che collegano il presente con il passato, la rete di intrecci fra noi stessi ele storie personali, che non possono fare a meno della Storia che abbraccia e condiziona tutti, che ha impresso delle orme indelebili che non si cancellano mai. Sono “Schegge del destino”? no; sono “segni della Provvidenza” difficilmente riducibili, ma che, in ogni caso dobbiamo ricondurre “in unum”, evitando che si aggirino sempre come fantasmi, che scalfiscono solo la superficie delle cose e non riescono a carpire mai l’essenza? Certamente. A ciascuno di noi la scelta che può essere fatta anche con un sorriso che non guasta mai, che regaliamo anche agli altri e particolarmente ai giovani, per far vedere che la vita non è poi così brutta come ce la fanno vedere. Mi chiede di scrivere sul nuovo arcivescovo. Scriverò quando sarà possibile. Distinti saluti.