SIRIA, UNA GUERRA DIMENTICATA

Il conflitto siriano, da "guerra dimenticata" a priorità dell’Occidente raccontata attraverso gli occhi e gli scatti del fotoreporter di guerra Alessio Romenzi. Il fotografo italiano, vincitore del World Press Photo 2013 nella categoria General News con un reportage proprio sugli scontri in Siria, sarà presente al Teatro Sociale di Luino il 30 Settembre, dalle ore 10, per raccontare ai numerosi cittadini e studenti della scuola secondaria di secondo grado invitati per l’occasione, le storie di uomini, donne e bambini nella loro "battaglia” quotidiana per la sopravvivenza.

Romenzi racconterà alcune esperienze di quei giorni drammatici all’interno di città e villaggi cristallizzate con immagini selezionate da mostrare ai giovani, fotografie pubblicate dai più importanti giornali e periodici del mondo tra cui il Los Angeles Times, il New York Times, il Washington Post, la rivista Time, Paris Match, 6 Mois, Newsweek, la rivista Polka, Le Monde, Le Figaro, El Mundo, El Pais, La Repubblica, Corriere della Sera, Internazionale, L’Espresso, Der Spiegel, Verdens Gang (VG), The Guardian e The Telegraph.

Una guerra difficile da raccontare quella siriana e che solo in queste settimane ha trovato una vera eco sui media internazionali, con un escalation di violenza che dal 2012, secondo i dati forniti da Reporter Senza Frontiere, solo in quel Paese è costata la vita a 25 giornalisti, l’ultimo in ordine di tempo il 20 agosto scorso.
Ma a farne le spese non sono solo i coraggiosi reporter internazionali e quelli locali ma anche la categoria più debole, i bambini.

L’UNICEF – presente all’incontro con un proprio rappresentante – registra nel Paese un tragico record: salgono ad un milione i bambini rifugiati. "Il milionesimo bambino rifugiato non è solo un numero – come ha dichiarato Anthony Lake, Direttore dell’Unicef – ma è un bambino reale strappato alla propria casa, forse anche alla propria famiglia e costretto ad affrontare orrori che noi possiamo comprendere solo in parte". Antonio Guterres – a capo dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha ribadito pochi giorni fa che "ciò che è in gioco adesso non è altro che la sopravvivenza ed il benessere di una generazione di innocenti".

Molti di questi bambini, come illustrerà il fotoreporter italiano a Luino, hanno raggiunto Turchia, Libano, Giordania ed Egitto e molti altri fuggono con adulti verso il Nord Africa o l’Europa. Altro dato allarmante è l’abbandono della scuola di questi piccoli, un dato che, secondo l’Unicef riguarderebbe 1,9 milioni di bambini costretti ad abbandonare la scuola dell’obbligo.

Il prossimo 30 settembre gli studenti del Nord della provincia di Varese potranno guardare dentro questo conflitto grazie all’obiettivo di uno dei pochi fotografi al mondo che è entrato in Siria attraverso le condutture dell’acqua, ospitato, protetto ed aiutato dai civili. Grazie a lui, grazie ad un italiano di Colle Sant’Angelo, piccolo borgo di poche anime in Umbria, la Siria è finita sulla prima pagina dei più importanti giornali del mondo. Gli studenti dibatteranno sul cambiamento in atto nei media nel raccontare fatti tragici come la guerra, sarà chiarito se e quanto è diverso il ruolo della fotografia nel testimoniare in tempo reale quanto accade in un conflitto e per mano di chi. Una parte del programma sarà dedicato all’ultimo report dell’Unicef, illustrato da alcuni rappresentanti dell’organizzazione internazionale. Ad ascoltare il fotografo italiano arriveranno dal Cairo a Luino due registi e documentaristi della casa di produzione americana Boga Films – già collaboratori della BBC, di Al Jaazera e della RAI ed interessati alla storia di Romenzi.

Anche il Sindaco di Luino Andrea Pellicini ritiene questo un importante incontro per tutti i giovani. “Auspico – ha dichiarato – che le ragazze ed i ragazzi del nostro territorio apprezzino questa iniziativa unica. Ci siamo adoperati per fare un dono bellissimo: una testimonianza speciale di uno dei più apprezzati fotoreporter di guerra che emoziona con scatti tra i più intensi al mondo. La collaborazione con l’Unicef conferma che Romenzi immortala la guerra per “portare” la pace”.
Corrado Nazario Moro, Sindaco di Dumenza, altro Comune che ha patrocinato l’evento, ritiene che questa visita possa avere una duplice valenza per i ragazzi del territorio. “Sarà importante per tutti noi ascoltare e vedere da un testimone oculare cosa è questo conflitto che si combatte poi relativamente vicino a noi. Credo che sia poi di stimolo per i giovani conoscere l’esperienza di vita di chi, dal profondo Appennino italiano, decide di partire, mettersi in gioco in una professione così difficile fino ad essere riconosciuto a livello mondiale”.

L’incontro al Teatro Sociale sul Lago Maggiore, moderato dal giornalista de "Il Sole24 Ore" Alessandro Galimberti, è stato patrocinato dal Comune di Luino, dal Comune di Dumenza, dalla Proloco di Luino in collaborazione con il Centro Culturale Frontiera. Il Comitato Provinciale UNICEF di Varese aderisce all’iniziativa.

BIOGRAFIA BREVE

Alessio Romenzi è nato in Italia, a Colle Sant’Angelo nel 1974.
Ha iniziato la sua carriera come fotografo a Gerusalemme.

Dopo un anno di lavoro in Palestina e Israele è andato a documentare la primavera araba, con una particolare attenzione per l’Egitto e la Libia. In seguito è stato uno dei primi fotografi a lavorare e scattare in Siria.

Le sue fotografie sono apparse in diverse pubblicazioni tra cui il Los Angeles Times, il New York Times, il Washington Post, la rivista Time, Paris Match, 6 Mois, Newsweek, la rivista Polka, Le Monde, Le Figaro, El Mundo, El Pais, La Repubblica, Corriere della Sera, Internazionale, L’Espresso, Der Spiegel, Verdens Gang (VG), The Guardian e The Telegraph.

Collabora regolarmente con le più importanti organizzazioni internazionali tra cui Amnesty International, FAO, UNICEF, UNESCO, Comitato Internazionale della Croce Rossa, Save the Children, Terre des Hommes e War Child International. Vive in Medio Oriente ed il suo lavoro è prodotto da Corbis Images ed Emblema.