IL VANGELO SECONDO ANDREA FILLORAMO: A Medjugorje la Madonna non è mai apparsa

di ANDREA FILLORAMO

A chi fa osservare che le apparizioni di Maria a Medjugorje sono autentiche  e che sull’autenticità si è pronunciato anche un inviato di Papa Francesco, rispondo con le stesse parole del vescovo di Mostar Mons. Peric, sotto la cui giurisdizione rientra anche la località bosniaca meta di pellegrinaggi che dice chiaramente: “A Medjugorje la Madonna non è mai apparsa”. Aggiungo che e mai c’è stato un inviato del Papa con il compito di riconoscere o no l’autenticità delle apparizioni di Maria.

Ricordiamo, innanzitutto, che Peric non è uno qualsiasi; egli, oltre ad essere stato il vescovo di quella località, è uno specialista di diritto canonico e le sue valutazioni sugli accadimenti sono sempre state tenute in seria considerazione dalla Congregazione della dottrina della fede che, secondo il Diritto Canonico, si pronuncia sulle apparizioni dovunque esse si presume che avvengano.

E’ vero che nel 2017, Papa Francesco, ha inviato a Medjugorje Monsignor Henryk Hoser, vescovo polacco della diocesi di Varsavia-Praga, con il compito, però,  non di verificare se c’erano state delle apparizioni ma, dato che quel luogo era diventato ed è un luogo di pellegrinaggi provenienti da tutto il mondo, di “acquisire più approfondite conoscenze sulla situazione pastorale di quella realtà”. Non può, infatti, la Chiesa non tenere conto di milioni di persone che pregano illudendosi, magari o credendo che lì appaia Maria.

Mons. Peric, oltretutto, conosce bene come è nato e si e sviluppato il racconto delle apparizioni, gestito da 9 ex- Francescani che, pur sospesi a divinis, si comportavano nelle parrocchie “come sacerdoti legali” mentre  altri due, Tomislav Vlasic e Jozo Zovko, erano stati, uno, cioè il primo ridotto dal Papa allo stato laicale, su sua richiesta; all’altro è stato vietato dai suoi superiori “ogni contatto con Medjugorje”.

Certamente Tomislav Vlasic è una figura chiave, perché egli più volte, anche in una lettera a Giovanni Paolo II, si è sempre definito il direttore spirituale dei sedicenti veggenti fin dall’inizio e venne definito nel 1990 dal vescovo Zanic, predecessore di Peric a Mostar, “l’autore di Medjugorje”. Vlasic è stato ridotto allo stato laicale con un provvedimento firmato dal prefetto della Congregazione della dottrina delle fede, il cardinale Levada nel 2009, nel quale per la prima volta si associa il fenomeno di Medjugorje a “sospetti di eresia e di scisma”. E tra le accuse, oltre a quella di divulgazione di “dubbia dottrina” c’era anche quella di “addebiti contra sextum”.

Vlasic era, infatti, accusato di aver avuto rapporti sessuali con una suora “aggravati da motivazioni mistiche”. Ha evitato un processo solo perché ha chiesto di essere ridotto allo stato laicale. Il documento firmato dall’allora segretario della Congregazione della dottrina della fede, Angelo Amato è un documento ufficiale vaticano: Decreto della Congregazione per la dottrina della fede prot. 144/1985 del 25 gennaio 2008.