WWF: I CAPOLAVORI DELLA NATURA SONO MUSEI A CIELO APERTO. L’INVITO A SCOPRIRLI E PROTEGGERLI

Esistono capolavori che non si trovano nei musei, ma all’aperto, immersi nei paesaggi d’Italia. Sono opere vive, in continua evoluzione, modellate da acqua, vento, luce e ricchi di biodiversità. Con la Primavera delle Oasi WWF, il WWF Italia invita il pubblico a scoprire questi straordinari capolavori di natura, custoditi nelle oltre 100 Oasi, veri e propri musei a cielo aperto. Come nell’arte e nell’architettura, anche in natura esistono opere iconiche e per questo il WWF ha creato una gallery per raccontarle in modo ironico ed evocativo.

I paesaggi delle Oasi WWF diventano quadri e monumenti: il tramonto sulle Saline di Trapani è il nostro Monet, mentre la prateria di Posidonia è un grande paesaggio impressionista sommerso, fatto di luce e movimento. La cascata di Su Bacinu, in Sardegna, è la nostra Fontana di Trevi, e il cratere degli Astroni vicino Napoli, il nostro Colosseo, imponente testimonianza della storia naturale del territorio.

Anche la fauna richiama i grandi capolavori dell’arte. Nelle Oasi WWF, infatti, si possono incontrare la moretta tabaccata, la nostra Gioconda, simbolo delicato e raro degli uccelli di palude; il pendolino, la nostra archistar, un piccolo uccello capace di progettare nidi sospesi dalla precisione straordinaria. Poi ci sono il nibbio reale, che è la nostra Vittoria Alata, un rapace elegante nel volo; il fenicottero rosa, una ballerina di Degas, sospesa tra grazia e armonia; il cervo sardo ricorda un bronzo di Riace, potente e arcaico; l’iconico orso bruno marsicano è il nostro Mosè di Michelangelo, monumentale e simbolo di resilienza; mentre la grande sughera monumentale, con la sua esasperata verticalità, è la nostra Torre di Pisa, icona del paesaggio mediterraneo.

Da 60 anni, il WWF Italia protegge e custodisce questo patrimonio comune, tutelando oltre 24.000 ettari di territorio. Un lavoro che richiama da vicino la conservazione dei beni culturali: non solo protezione, ma anche cura, restauro e rigenerazione degli habitat, quando necessario, per garantire la sopravvivenza delle specie e l’integrità degli ecosistemi.

Alcune delle Oasi WWF custodiscono anche autentici tesori artistici, architettonici e archeologici. Tra gli esempi più significativi troviamo i casini di caccia borbonici degli Astroni e di Bosco San Silvestro, in Campania, quest’ultimo impreziosito dalla presenza di un tratto dell’Acquedotto Carolino. In Toscana spiccano invece il Casale Spagnolo e la Torre di Buranaccio, testimonianze di un patrimonio storico strettamente intrecciato al paesaggio naturale.

Le Oasi WWF ospitano inoltre importanti architetture difensive e insediamenti antichi, come le torri storiche di origine “saracena” delle Cesine e di Torre Guaceto, insieme agli insediamenti rupestri e alle chiese scavate nella roccia dell’Oasi WWF del Monte Sant’Elia, a Massafra (TA). Di grande rilievo archeologico è anche il santuario italico dedicato a Ercole a Campochiaro, mentre nell’Oasi di Monte Arcosu, in Sardegna, è stato rinvenuto uno dei più grandi bronzetti nuragici mai scoperti sull’isola, straordinaria testimonianza della civiltà nuragica.

Durante la Primavera delle Oasi, queste aree diventano luoghi di incontro tra natura, cultura e comunità: visite guidate, eventi, attività per famiglie e momenti di approfondimento permettono di conoscere questi capolavori da vicino e di comprenderne il valore ecologico, storico ed emotivo.

Nel 2026, anno in cui il WWF Italia celebra 60 anni di impegno per la natura, l’invito è a riscoprire questi luoghi con lo stesso rispetto e stupore che si riserva a un’opera d’arte. Perché sono capolavori che nessun museo potrebbe contenere, ma che tutti siamo chiamati a proteggere.