Transforming Arts è un evento articolato in due giornate di incontri e discussioni, organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Catania e dedicato a esplorare come le tecnologie digitali e il creative coding stiano ridefinendo il modo di pensare, produrre e condividere le arti.
L’iniziativa rientra nel progetto più ampio ART.IT – Art in Transition, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca per le Istituzioni AFAM, e finanziato nell’ambito del PNRR. Il progetto vede come capofila l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ed è realizzato con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Catania, dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, dell’Università di Bologna e dell’Università di Macerata.
Programmato per il 15 e 16 gennaio 2026, Transforming Arts è pensato come un forum di ricerca e formazione, che riunisce curatori, designer, artisti, ricercatori e studenti con l’obiettivo di costruire un lessico comune con cui muoversi con lucidità nella nuova realtà tecnologica, mettendo in dialogo pratiche di progettazione, modelli di curatela e forme emergenti di autorialità aumentata e distribuita.
La giornata del 15 gennaio, dedicata al tema Arti e digitale. Nuovi strumenti, nuovi tipi di fruizione, nuovi pubblici e curata da Ambra Stazzone, affronta le trasformazioni già in atto: dalle ricerche artistiche che inglobano pratiche digitali alle installazioni interattive ed esperienze ibride per musei e istituzioni. L’apertura è prevista alle ore 9.00 con l’accoglienza degli ospiti e i saluti istituzionali di Lina Scalisi (Presidente Accademia di Belle Arti di Catania), Gianni Latino (Direttore Accademia di Belle Arti di Catania), Sergio Brancato (Presidente Accademia di Belle Arti di Bologna), Enrico Fornaroli (Direttore Accademia di Belle Arti di Bologna), Maria Rita Bentini(Responsabile scientifico del progetto ART.IT – Art in Transition) e Umberto De Paola (Presidente della Conferenza dei Direttori delle Accademie di Belle Arti).
La sessione mattutina (9.30–13.00), moderata da Ambra Stazzone, coordinatrice di progetto di ART.IT e docente dell’Accademia di Catania, si apre con il suo intervento introduttivo, che prepara il terreno ai contributi dei relatori invitati. Ernesto Voltaggio, interaction designer attivo nello Studio Arduino (Milano), affronta il passaggio dal prototipo al pubblico, illustrando la pipeline dello sviluppo di un’installazione interattiva basata su microcontrollori e sistemi di sensing, integrazione di AI/LLM e criteri di manutenzione in contesto espositivo. Segue Federica Mandelli, content strategy & storytelling director dello studio dotdotdot (Milano), che introduce i Narrative Environments, muovendosi dalla narrazione espositiva all’engagement, e mostrando come progettare flussi, interfacce e ritmi di fruizione per spazi museali ibridi. Enzo Lo Re, multimedia artist e docente, co-fondatore di Neolithic Evolution (Catania), offre una panoramica sulla multimedialità per i musei, analizzando pipeline AR/VR e criteri di sostenibilità tecnica.
Nel pomeriggio (15.00–19.00), la giornata prosegue con il duo artistico M+M (Marc Weis e Martin De Mattia), attivo a Monaco, che approfondisce il tema del digitale oggi tra arti visive, architettura e cinema. Interviene poi Gino Gianuizzi, curatore e fondatore di Neon (Bologna), che ripercorre gli inizi del digitale in Italia, tra pratiche, sperimentazioni e spazi indipendenti. Nikoleta Kerinska, artista e docente, esplora i passaggi dalla VR all’AI considerato come ambiente di scrittura, ponendo l’accento su protocolli di valutazione dell’esperienza e sulla didattica. Il regista e docente Samuel Gantier presenta un’analisi su UX degli I-doc per le arti: tipologie d’interazione, casi e criteri per l’usabilità narrativa. Tahnee Drago, filmmaker e dottoranda dell’Accademia di Catania, relaziona sulle nuove forme del documentario alla luce delle trasformazioni dei media contemporanei, concludendo il programma della prima giornata.
La giornata del 16 gennaio, intitolata The Coming Wave of Art e curata da Marco Lo Curzio, sposta il focus su arte generativa, pratiche phygital e comunità decentralizzate/DAO (Decentralized Autonomous Organization) che trasformano il sentire collettivo in una forma di governance creativa. L’introduzione, alle 9.30, è affidata a Marco Lo Curzio, responsabile scientifico di ART.IT per l’Accademia di Catania.
La sessione mattutina (10.00–13.00), introdotta e moderata da Domenico Distilo, regista, sceneggiatore e AI artist, si articola in tre nuclei tematici. Il primo, dedicato a Estetica e linguaggio del codice, vede l’intervento dell’artista generativo Stefano Contiero, che approfondisce la pratica su identità e appartenenza tramite sistemi algoritmici usando il codice come medium espressivo. Si passa poi al tema Phygital – Unire fisico e digitale, con il contributo della galleria/studio parigino TRAME, che mette in relazione artigianato, artisti generativi e product design “craft+code”. La mattina si conclude con il focus su DAO e comunità artistiche, guidato dall’artista tedesco Mario Klingemann, che presenta un’indagine sulle forme di autorialità distribuita e sulle logiche di governance creativa a partire dal caso emblematico di Botto, artista decentralizzato sviluppato all’interno di una DAO, di cui è co-ideatore e portavoce.
Nel pomeriggio (15.00–19.00) prende la parola Francesco Spampinato, docente dell’Università di Bologna e storico dell’arte, che analizza la Seamless Condition, ovvero la continuità crescente tra schermi, spazi espositivi e pratiche post-pandemiche. Segue Francesco D’Isa, filosofo, scrittore e artista digitale, che riflette sul ruolo dell’autore come “curatore di processi”, indagando gusto, criteri e responsabilità nell’utilizzo dei modelli generativi. A chiudere la giornata è Claire Silver, artista attiva nel panorama internazionale, che discute i temi ricorrenti dell’innocenza, del trauma e dell’accessibilità radicale.
