Siamo abituati da un po’ a sentire – esempio tra i tanti… quanto autorevole – le “sparate” politiche di Trump, in un’altalena tra sanità e arroganza. Dovremmo quindi essere preparati a tutto, soprattutto da parte di chi esercita potere. Ma sembra che limite non ci sia, tant’è che anche le cosiddette opposizioni sembra che non siano da meno.
Pd, M5S, Avs e +Europa hanno presentato un emendamento all’art.1 del dl referendum che prevede divieto durante le campagne referendarie o elettorali di pubblicare contenuti prodotti mediante intelligenza artificiale. E sembra che non sia una “sparata” come se ne sentono a ripetizione in questi ultimi tempi, dei sostenitori del NO al referendum sulla separazione delle carriere dei giudici, visto che l’emendamento è firmato anche da +Europa che, se abbiamo capito, dovrebbe essere per il SI’.
E’ la conferma del terrore umano per la tecnologia. Non capisco? Non sono in grado di farne uso? Mi fa – forse – sentire inutile rispetto alle mia capacità di speculazione? … Mi aggiorno e studio? Macché! Visto che sono un legislatore, chiedo divieto per tutti.
Per capire – se non si fosse già capito – si tratterebbe di un divieto come se qualcuno, non comprendendo la logica dell’uso di un computer, proponesse di vietarli per quello che lui stesso ritiene importante.
Siamo messi proprio male. Se queste sono le reazioni alle innovazioni tecnologiche da parte della cosiddetta opposizione, cosa potrebbe succedere, per esempio, se ci fosse un cambio di ruoli e i nostri odierni proponenti diventassero governo? Siamo messi proprio male.
Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc
