
L’ennesima strage di animali si è consumata nel Parco dei Giganti a San Giuliano Milanese, dove decine di leprotti sono stati abbattuti con i fucili in un’operazione di contenimento autorizzata dalla Città Metropolitana su richiesta del Comune. Quella che viene presentata come una misura di prevenzione per il presunto rischio di cedimento del terreno a causa delle buche scavate dagli animali appare non solo assurda ma anche tecnicamente inconsistente.
Non esiste alcuna evidenza scientifica che piccole tane di leprotti possano determinare un cedimento strutturale del terreno di un parco urbano, mentre è evidente che il ricorso alle armi sia diventato il metodo facile e brutale con cui la Regione Lombardia affronta ogni problema legato alla fauna.
È ancora più grave il fatto che questa operazione sia avvenuta senza adeguato preavviso alla cittadinanza, mentre ogni decisione di contenimento deve essere trasparente e accessibile, affinché i cittadini possano conoscere modalità, motivazioni e proporzionalità delle scelte adottate.
I residenti, che hanno sentito gli spari per oltre un’ora, si chiedono cosa sarebbe accaduto se in quel momento nel parco ci fosse stata una famiglia con un cane a passeggio. Il sindaco sostiene che gli accessi erano presidiati, ma il Parco dei Giganti è molto esteso e complesso, e non è affatto scontato che ogni ingresso sia stato effettivamente controllato. Pensare che non vi fosse alcun rischio per la cittadinanza è quanto meno superficiale.
La Regione Lombardia, con l’attuale governo, si conferma purtroppo la più spietata d’Italia sul fronte della gestione faunistica. Desta sgomento che una regione come la Lombardia, simbolo di civiltà e modernità, diventi invece teatro di stermini a cielo aperto, dove animali selvatici non possono più vivere liberamente sotto il cielo lombardo.
LNDC Animal Protection ritiene inaccettabile che la fauna venga trattata come un fastidio da eliminare a colpi di fucile. È doveroso aprire un confronto serio e trasparente con i cittadini e con le associazioni di tutela animale e ambientale.
“Quello che è accaduto a San Giuliano Milanese” – dichiara Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection – “è l’ennesima prova di un approccio fallimentare. Non possiamo più permettere che animali indifesi vengano uccisi in silenzio, senza che la popolazione ne sia adeguatamente informata e senza che vengano esplorate alternative non cruente. È arrivato il momento di dire basta: la Lombardia deve fermare questa spirale di morte e scegliere finalmente la via della convivenza civile e della scienza”.
A rafforzare questa denuncia vi sono anche i principi sanciti a livello europeo e internazionale. La Direttiva Habitat (92/43/CEE) impone infatti agli Stati membri di garantire la conservazione della fauna e scoraggia pratiche indiscriminate che possano compromettere la biodiversità. Allo stesso modo, la Convenzione di Berna del 1979, ratificata dall’Italia con la legge n. 503/1981, vieta le forme di controllo crudele e non selettivo della fauna selvatica. È evidente che il ricorso sistematico ai fucili, come avvenuto in Lombardia, si pone in contrasto con tali obblighi, tradendo lo spirito delle normative internazionali di tutela.
Alla luce di tutto questo, LNDC Animal Protection diffida il Comune di San Giuliano Milanese dal continuare a procedere con questi abbattimenti indiscriminati e annuncia che intraprenderà tutte le azioni necessarie, anche in sede europea, per porre fine a quella che consideriamo una grave violazione dei diritti degli animali e un segnale drammatico di arretramento culturale e civile.