Statistiche giudiziarie 2025: un’attività molto intensa accompagnata da una riduzione della durata dei procedimenti

Il numero di cause promosse dinanzi ai due organi giurisdizionali nel 2025 è pari a 1 878 (1 706 nel 2024).
Per quanto riguarda il numero di cause trattate, la Corte di giustizia e il Tribunale hanno definito in totale 1 898 cause nel 2025, con la precisazione che, in tale conteggio, una serie di 404 cause riunite, sostanzialmente identiche, è considerata come un’unica causa (a titolo di confronto: 1 784 cause sono state definite nel 2024, il che costituiva già un numero eccezionale rispetto agli anni precedenti; 1 687 nel 2023 e 1 666 nel 2022).
Il numero di cause pendenti dinanzi ai due organi giurisdizionali è pari a 2 489, a conferma del calo osservato lo scorso anno (2 509 nel 2024 contro 2 587 nel 2023).

Corte di giustizia

L’anno appena trascorso è stato caratterizzato da un notevole afflusso di nuove cause, con 889 cause promosse. Tale numero segna un leggero calo rispetto all’anno precedente, durante il quale erano state presentate 920 cause. Tuttavia, in assenza della riforma dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, con la quale la competenza pregiudiziale della Corte di giustizia è stata trasferita al Tribunale in sei materie specifiche, lo scorso anno sarebbero state sottoposte alla Corte di giustizia 954 cause, un numero simile al record raggiunto nel 2019, quando erano state iscritte a ruolo 966 cause.
Il 2025 ha inoltre dato luogo a un’intensa attività giurisdizionale, in quanto la Corte di giustizia ha definito 774 cause, ossia un numero comparabile a quello degli anni precedenti (792 nel 2020, 772 nel 2021, 808 nel 2022 e 783 nel 2023), ad eccezione del 2024, il cui risultato (862 cause) era legato alla necessità di definire un numero significativo di cause prima della partenza dei giudici giunti alla fine del mandato.
Per quanto riguarda la durata media dei procedimenti, essa si è attestata a 16,7 mesi, per tutti i tipi di cause, rispetto ai 17,7 mesi dell’anno precedente. La riduzione riguarda tutti i tipi di cause: da 17,2 a 16,9 mesi per le cause pregiudiziali, da 21,5 a 20 mesi per i ricorsi diretti e da 18,4 a 15,1 mesi per le impugnazioni.
A causa dello squilibrio tra il numero di cause promosse e il numero di cause definite, il numero di cause pendenti al 31 dicembre 2025 è aumentato rispetto all’anno precedente. Esso ammontava infatti a 1 322 cause, contro le 1 207 dell’anno precedente.

L’analisi dell’origine geografica delle domande di pronuncia pregiudiziale presentate alla Corte di giustizia nel 2025 rivela che esse provengono dalla quasi totalità degli Stati membri, con un numero significativo di domande di pronuncia pregiudiziale proposte dai giudici italiani (110 domande) e polacchi (63 domande).

Tribunale

Nel 2005, il Tribunale ha definito il maggior numero di cause della sua storia nel corso di un anno civile. Nonostante il numero record di cause promosse, esso ha ridotto la quantità di cause pendenti al livello più basso degli ultimi 18 anni.
Con 989 cause promosse e un aumento pari a +26% rispetto all’anno precedente, il Tribunale ha conosciuto il livello di cause nuove più elevato della sua storia. Anche a prescindere dalle 65 domande di pronuncia pregiudiziale proposte nei settori trasferiti al Tribunale a fine 2024, il numero di 924 ricorsi diretti e procedimenti particolari supera quello degli ultimi cinque anni.
Per quanto riguarda i ricorsi diretti, si osserva una lieve diminuzione del numero di cause promosse rientranti nel contenzioso relativo ai diritti di proprietà intellettuale (257 contro 268 nel 2024, pari a -4%).
Le cause di funzione pubblica promosse nel 2025 registrano un aumento significativo (109 contro 76 nel 2024, ossia +43%). Tale materia rappresenta l’11% di tutte le cause promosse nel 2025.
Nel settore degli aiuti di Stato, il numero di cause promosse nel 2025 (27) – benché leggermente superiore a quello del 2024 (23) – resta al di sotto dei livelli elevati che il Tribunale ha potuto conoscere in passato. Infine, le cause in materia di concorrenza restano a un livello equivalente a quello degli anni 2023 e 2024, con dodici nuove cause nel 2025. Il contenzioso in materia di misure restrittive ha continuato ad alimentare l’attività del Tribunale, con 105 nuove cause promosse nel 2025 (contro 63 nel 2024). Le nuove cause relative a tale materia riguardano in gran parte (84 su 105) la serie di misure restrittive adottate dall’Unione europea in relazione alla guerra della Russia contro l’Ucraina, ivi comprese quelle derivanti dal coinvolgimento della Bielorussia, della situazione in Moldavia, del sostegno militare dell’Iran alla Russia o delle sue attività destabilizzanti nei confronti dell’Unione o dei suoi Stati membri.
Le cause relative alla politica economica e monetaria, settore che comprende in particolare il diritto bancario, continuano a subire un forte calo (12 ricorsi proposti e una causa rinviata nel 2025 contro 33 cause proposte nel 2024 e 56 nel 2023).
Il numero lordo delle cause definite nel 2025 è di 1 527, ma se si conta come una sola unità la serie delle 404 cause, sostanzialmente identiche, promosse nell’ottobre 2023 e concluse nel dicembre 2025 (da T-620/23 a T-1023/23), esso si attesta comunque a 1 124, ossia un aumento del 22% rispetto al 2024. È il livello più elevato nella storia del Tribunale, nettamente superiore al precedente record di 1 009 cause definite, che risaliva al 2018.
Nonostante un afflusso senza precedenti di nuove cause, il Tribunale è così riuscito a ridurre la quantità di cause pendenti a 1 167, ossia il livello più basso dal 2007.
Gli sforzi hanno permesso di ridurre in modo significativo la durata dei procedimenti. Infatti, se tale durata è di 18,9 mesi in termini lordi, essa è in realtà pari a 16 mesi (contro i 18,5 del 2024) se si considera come una unica causa il gruppo delle 404 cause sostanzialmente identiche sopra citate.

Per quanto riguarda le questioni pregiudiziali, il 2025 segna il primo anno completo dalla riforma dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, con la quale la competenza pregiudiziale della Corte di giustizia è stata trasferita al Tribunale in sei materie specifiche.
65 domande di pronuncia pregiudiziale sono state presentate al Tribunale nelle materie di sua competenza. 24 di esse riguardano il sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA), 18 la compensazione pecuniaria e l’assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco o di ritardo o cancellazione di servizi di trasporto, 8 il codice doganale, 7 i diritti di accisa, 7 la classificazione tariffaria delle merci nella nomenclatura combinata e una il sistema di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra.
Le domande di pronuncia pregiudiziale sono state presentate da 17 Stati membri diversi. La Germania, con 21 rinvii, contribuisce in misura maggiore al totale, seguita dall’Austria e dalla Polonia, con 7 rinvii, e dalla Bulgaria, con 6. Va inoltre sottolineato che, in totale, 13 organi giurisdizionali supremi di 13 Stati membri diversi hanno effettuato rinvii di competenza del Tribunale.