Separazione coniugale. In assenza di figli la casa rimane al proprietario

Una delle domande più frequenti che vengono poste ad un Avvocato quando si è in fase di separazione è cosa succede alla casa, chi ha diritto di rimanere a viverci.

La risposta cambia sostanzialmente se la coppia ha figli o meno.

In caso di figli, infatti, la casa è lasciata a loro e il Tribunale poi deciderà quale tra i due genitori è quello più accudente, quello che deve rimanere con loro.

Quando, invece, non ci sono figli allora semplicemente la questione non si pone.

La casa rimane al legittimo proprietario o al titolare del comodato d’uso oppure del contratto di locazione.

Si tratta di un principio ormai consolidato da parte della giurisprudenza anche se, ancora oggi, ci sono numerose richieste e pretese che sfociano poi in inutili giudizi.

Va, quindi, ribadito che il coniuge non proprietario, non è titolare di un diritto di possesso o compossesso sul cespite, ma soltanto di un diritto personale di godimento, come componente del nucleo familiare, di natura atipica e fondato sull’esistenza dell’unione familiare (anche in caso di convivenza more uxorio: cfr. Cass. Sez. U, Sentenza n. 11096 del 26/07/2002 ; Cass. Sez. 2, Sentenza n. 9786 del 14/06/2012 ; Cass. Sez. 1, Sentenza n. 17971 del 11/09/2015 ) o in termini di detenzione qualificata, avente titolo in un negozio giuridico di natura familiare (cfr. Cass. Sez. 2, Ordinanza n. 23882 del 03/09/2021).

Venuta meno l’esistenza dell’unione familiare si perde il diritto di rimanere in casa che, quindi, deve essere lasciata immediatamente e ciò anche se si è il coniuge più debole.

Sara Astorino
legale, consulente Aduc