Rho: Il Sindaco e Anpi, “Sulla nostra Costituzione antifascista costruiamo il nostro futuro”

Rho – Una piazza San Vittore colma di rhodensi, un corteo sentito e partecipato per celebrare il 78° anniversario della Liberazione dalla dittatura fascista e nazista. Rho ha onorato i caduti della Resistenza e celebrato i valori in cui si riconosce: giustizia, libertà, pace, antifascismo.

La giornata è iniziata alle 9 con la messa celebrata nella chiesa di San Vittore dal superiore dei Padri Oblati, padre Patrizio Garascia, alla presenza delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’arma, del Corpo Musicale Cittadino Parrocchiale e di tante associazioni.

Padre Garascia nella sua omelia ha tratto spunto dalla vita di San Marco, di cui si celebra oggi la memoria: “Il suo cammino ci invita a dare la vita per non essere spettatori ma protagonisti della storia seguendo gli ideali di amore, pace e solidarietà; a riconoscere le risorse di ciascuno; a trovare senso alla propria vita nel servire perché ‘servire è regnare’. La vita trova senso quando non ci si cura del proprio interesse ma di quello di tutti”, come fecero quanti diedero la vita per liberare l’Italia intera.

 

Al termine della messa i cittadini hanno potuto apprezzare la  mostra in ricordo di Agostino Casati, esposta fino alle 18 in piazza San Vittore e assistere alla inaugurazione della mostra “La guerra è sempre una follia devastante. I bombardamenti del 1943 su Milano”, sempre a cura di ANPI Rho.
Il corteo aperto dal corpo musicale si è quindi diretto in corso Europa davanti al Tiro a segno per l’inaugurazione della targa “Memoria e Libertà” dedicata al partigiano Luigi Frigoli, lì fucilato l’11 marzo 1945 a soli 23 anni. E’ intervenuta la nipote Antonietta, che ha espresso il desiderio che “fatti simili non accadano mai più e ha ricevuto in dono la tessera dell’Anpi. Quindi la sosta al cimitero, al Sacrario dei Caduti e al Sacrario delle Partigiane e dei Partigiani per la deposizione delle corone portate dai ragazzi dell’Istituto Anna Frank. Qui è stata inaugurata una lapide dedicata a Luigi Frigoli.  Dopo la posa della corona al monumento ai Caduti per la Resistenza, il corteo è nuovamente approdato in piazza per i discorsi ufficiali.

 

Il presidente di Anpi, Mario Anzani, ha sottolineato l’importanza di onorare in piazza “coloro che hanno pagato con la vita i propri aneliti di libertà, congiunti a quelli per la pace, la fratellanza universale, la giustizia sociale”. “La Resistenza ha posto le basi per l’avvento della Repubblica democratica, sorretta da una Costituzione avanzata, vetta del progressivismo politico, che non solo si fa partecipe di un’idea di società aperta sul futuro, ma traccia le linee programmatiche per costruirla – ha ricordato Anzani, ricordando la composizione variegata delle brigate partigiane – Voi  qui presenti oggi siete sospinti da un sincero attaccamento alla democrazia. L’Anpi conta su un vasto impegno corale per contrastare ogni riscrittura e falsificazione di una storia gloriosa, ogni offuscamento e dileggio della Resistenza, ogni disconoscimento dell’antifascismo quale radice della nostra democrazia, ogni sminuimento dei crimini del nazifascismo (non suscettibili, secondo l’ammonimento del presidente Mattarella, pronunciato ad Auschwitz, di oblio e di perdono. Diffondere, avverso alla verità storica, tesi revisioniste e negazioniste è di per sé grave. Ma diventa un fatto intollerabile quando il revisionismo storico e il negazionismo sono la merce avariata propinata da alte cariche istituzionali, come è avvenuto a proposito dell’eccidio delle Fosse Ardeatine e dell’azione dei partigiani romani in via Rasella, e perfino con l’asserzione che la parola antifascismo non stia scritta nella nostra Costituzione. Impedire questi obbrobri è un dovere morale per preservare e rendere attiva una memoria incancellabile”.

Infine, il ricordo dei partigiani rhodensi: “Erano giovani di vent’anni o poco più. Avevano l’intera vita davanti e molte aspettative, che volevano realizzare in una società e in un mondo liberati dalla guerra e dalla dittatura nazifascista. Non è stato loro consentito. Per noi è obbligatorio mantenerne integra la memoria e raccoglierne l’esempio. Oggi  il mondo è flagellato da troppi episodi di inumanità. L’inumanità innanzitutto delle guerre, con i loro carichi di morti e distruzioni, con l’aggravarsi della situazione in Sudan, con la folle escalation bellica in corso in Ucraina; l’inumanità insita nel trattamento riservato ai migranti che fuggono da situazioni disperate; l’inumanità insita nella negazione della dignità del lavoro, della dignità dei poveri e di tutti indistintamente gli esseri umani. Non so se nel proseguo del nostro cammino, in questa fase difficile, ci guiderà una buona stella. Di sicuro ci farà da guida la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Sia dunque la Resistenza vigilante, come disse il 24 aprile 1965 in consiglio comunale, Agostino Casati, limpida figura dell’antifascismo internazionale, sindaco di Rho al tempo della Liberazione”.

 

E’ quindi intervenuto il Sindaco di Rho, Andrea Orlandi: “E’ stato grazie alla lotta di donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini che sono rimasti fedeli ai più profondi valori umani e affettivi, contro la retorica fascista, gli orrori della guerra civile e la barbarie dell’occupazione tedesca, che noi oggi possiamo festeggiare la liberazione dell’Italia dal fascismo e dall’occupazione nazista”, ha esordito.

Orlandi ha citato l’intervento che Aldo Moro pronunciò All’Assemblea Costituente il 13 marzo 1947 rispondendo all’on. Lucifero, il cui desiderio era una Costituzione afascista e non antifascista. Aldo Moro diceva: “Non possiamo dimenticare quello che è stato, perché questa Costituzione oggi emerge da quella resistenza, da quella lotta, da quella negazione, per le quali ci siamo trovati insieme sul fronte della resistenza e della guerra rivoluzionaria e ora ci troviamo insieme per questo impegno di affermazione dei valori supremi della dignità umana e della vita sociale”.

Su questa base, il Sindaco di Rho ha ripreso: “Una Costituzione antifascista per i nostri padri costituenti, non per presa di posizione ideologica, ma come esito dell’affermazione del vivere civile e democratico e del valore dell’Uomo nella sua dignità a prescindere da qualsiasi altro elemento, sia esso politico, etnico o religioso. Per questo la nostra Costituzione è antifascista. Come ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 18 aprile 2023 in occasione della Marcia dei Vivi ad Auschwitz: “L’odio, il pregiudizio, il razzismo, l’estremismo, l’antisemitismo, l’indifferenza, il delirio, la volontà di potenza sono in agguato, sfidano in permanenza la coscienza delle persone e dei popoli. Non può essere ammesso nessun cedimento alle manifestazioni di intolleranza e di violenza, nessun arretramento nella tutela dei diritti e delle libertà fondamentali, base del nostro convivere pacifico”.

Ed è proprio dalla disumana realtà dei campi di concentramento che dobbiamo ripartire, come quello di Flossenburg dove sono stati deportati attraverso il Trasporto 81 due rhodensi Pietro Meloni e Gaetano Bellinzoni. Domenica scors,a alla presenza di parenti di Pietro Meloni e della consigliera comunale Clelia La Palomenta in rappresentanza della città, si è fatta memoria di questi giovani morti per conquistare la libertà di rivedere senza terrore la propria famiglia e di esprimere il proprio pensiero camminando per le strade e le piazze, come stiamo facendo oggi.

Oggi spetta proprio a noi: siamo chiamati a onorare il loro ricordo e a non perdere la memoria per permettere che continuino a vivere. Siamo tutti chiamati a garantire la Memoria tramite una nuova forma di Resistenza. La nostra memoria collettiva va costantemente rinfrescata, perché è instabile e facile anche da manipolare.

Il 25 aprile non è solo una festa di commemorazione, ma un richiamo all’impegno civico e al senso della partecipazione attiva alla vita democratica. Occorre quindi vigilare affinché la Resistenza non venga annacquata in rivisitazioni storiche o tentativi strumentali attuati solo per dividere il Paese, come accaduto anche di recente. Il valore attuale della Resistenza risiede nel fatto che tutti gli italiani vi si possano riconoscere e, richiamandosi alla Costituzione, possano agire per il bene del Paese”.

Infine, il Sindaco si è rivolto ai ragazzi, affiancato dagli studenti dell’Istituto Anna Frank che hanno poi cantato Bella Ciao e l’Inno nazionale sul palco allestito in piazza: “A voi dobbiamo passare il testimone della cultura del ricordo, trasmettendo con convinzione la memoria del dolore, dei sacrifici, dei periodi oscuri e drammatici che sono stati attraversati, non momenti sterili ma base per la nascita di una consapevolezza che ha portato a Stati democratici e liberi. E allo stesso tempo, come ci insegna la mostra sui bombardamenti di Milano, dobbiamo ricordarci che si può risorgere dalle macerie. Che è possibile un futuro di libertà, di pace e di speranza anche quando sembra non abbiamo più nulla in mano. Milano ce l’ha fatta ed è ripartita nel 1945 da due cose: la solidarietà, mettendo a disposizione case a chi non le aveva più, e la cultura, facendo subito rinascere il Teatro alla Scala. La Città di Rho c’è per continuare e promuovere le iniziative rivolte alle scuole e alla cittadinanza e per infondere i principi del diritto e dei diritti, della legalità, della democrazia e del senso di comunità basato sull’inclusione e sulla ricchezza della diversità.

Viva il 25 aprile, Viva la libertà, Viva la Repubblica, Viva l’Italia!”.