Con una nota del 13 luglio 2026, il Settore Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali della Regione Marche, Dipartimento Infrastrutture e Territorio – Direzione Ambiente e Risorse Idriche, ha risposto al Comitato PESARO: NO GNL in merito alla procedura di VIA statale V00955 – ID 9218, relativa al progetto FOX Petroli per la “riqualifica da deposito di stoccaggio prodotti petroliferi liquidi ad impianto di liquefazione gas metano di rete (GNL)” nel Comune di Pesaro.
La risposta rappresenta un passaggio importante nella vicenda, perché chiarisce che il Decreto MASE n. 0000001 dell’8 gennaio 2025, pur avendo concluso positivamente la procedura di VIA statale, non rende automaticamente realizzabile il progetto: l’esito positivo resta infatti subordinato al rispetto delle Condizioni Ambientali.
In particolare, la Regione richiama la Condizione Ambientale n. 1 del parere della Commissione PNRR-PNIEC n. 290 del 25 marzo 2024, che impone al proponente, in fase di progettazione esecutiva, di fornire il nulla osta di fattibilità del Comitato Tecnico Regionale in relazione agli effetti derivanti dalla vulnerabilità del progetto a rischio di gravi incidenti o calamità, nonché il parere dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale sul non aggravio del rischio idraulico, sia in fase di realizzazione sia in fase di esercizio dell’opera.
Il passaggio centrale della nota regionale è inequivocabile: “In assenza dell’acquisizione dei titoli sopracitati il progetto non è realizzabile”. La Regione precisa inoltre che la concreta realizzabilità dell’impianto resta condizionata all’acquisizione del nulla osta di fattibilità del CTR e del parere positivo dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale.
Per il Comitato PESARO: NO GNL, questa conferma assume oggi un valore decisivo alla luce del nuovo PAI idraulico distrettuale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 giugno 2026. Il nuovo Piano inserisce l’area della Tombaccia interessata dal progetto in fascia P2, alla quale si applica la disciplina P3, propria delle aree a elevata pericolosità idraulica. Le Norme Tecniche di Attuazione vietano in tali aree nuovi impianti a rischio di incidente rilevante, impianti di stoccaggio di combustibili fuori terra, ampliamenti di depositi esistenti e interventi che comportino aumento della capacità di stoccaggio.
La VIA positiva del gennaio 2025 non può dunque essere letta come un’autorizzazione piena, definitiva e automaticamente sufficiente alla realizzazione dell’impianto. La stessa Regione chiarisce che restano condizioni ambientali ancora decisive e che, senza i relativi atti, il progetto non può essere realizzato. Proprio il nuovo PAI rende ora indispensabile una verifica aggiornata, autonoma e motivata da parte degli enti competenti.
Il Comitato ritiene che pareri, nulla osta e valutazioni resi prima del nuovo quadro pianificatorio non possano essere considerati automaticamente attuali. Le prescrizioni del PAI sono immediatamente efficaci e vincolanti e impongono una nuova valutazione tecnica sulla compatibilità del progetto con la pericolosità idraulica dell’area, con la vicinanza del fiume Foglia, delle abitazioni e delle infrastrutture urbane.
Il nuovo quadro pianificatorio impone inoltre una rivalutazione degli atti istruttori già resi. La legge generale sul procedimento amministrativo, L. 241/1990, attribuisce al responsabile del procedimento il dovere di curare un’istruttoria completa, attuale e coerente con i presupposti di fatto e di diritto esistenti al momento della decisione. In particolare, l’art. 6 richiama il compito di valutare presupposti, condizioni e fatti rilevanti, mentre gli artt. 21-quinquies e 21-nonies consentono il riesame di provvedimenti e pareri in presenza di sopravvenienze rilevanti, mutamenti della situazione di fatto o profili di illegittimità.
Il nuovo PAI costituisce esattamente una sopravvenienza tecnica e normativa tale da imporre una nuova valutazione della compatibilità idraulica e della sicurezza del progetto. Continuare a procedere sulla base di un quadro precedente significherebbe ignorare la realtà attuale del territorio e la disciplina oggi vigente.
«La risposta della Regione conferma un punto decisivo: la VIA positiva non equivale alla realizzabilità automatica dell’impianto», dichiara Roberto Malini, del Comitato PESARO: NO GNL. «Il progetto resta subordinato al nulla osta di fattibilità del Comitato Tecnico Regionale e al parere positivo dell’Autorità di Bacino. Ma oggi il nuovo PAI dice con chiarezza che quell’area è soggetta a una disciplina idraulica incompatibile con nuovi impianti a rischio di incidente rilevante, stoccaggi di combustibili fuori terra, ampliamenti o aumenti della capacità di stoccaggio. Di fatto, il progetto GNL non è minimamente compatibile con l’area della Tombaccia».
«Per questo», prosegue Malini, «le istruttorie non possono restare ferme al quadro precedente. In base ai principi della L. 241/1990, le amministrazioni devono riesaminare pareri, nulla osta e valutazioni alla luce della sopravvenuta disciplina PAI. Anche il CTR, chiamato a esprimersi sulla vulnerabilità del progetto rispetto a gravi incidenti o calamità, non può sciogliere la riserva ignorando un Piano di Assetto Idrogeologico immediatamente efficace e vincolante. Ogni valutazione seria deve ripartire da lì: dal nuovo PAI, dalla pericolosità idraulica dell’area, dalla vicinanza del fiume Foglia, delle case e della popolazione esposta».
Il Comitato chiede quindi che il Ministero dell’Ambiente, la Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, la Regione Marche, il Comitato Tecnico Regionale e l’Autorità di Bacino assumano una posizione chiara e coerente con il principio di precauzione. Un impianto GNL in un’area fragile, urbanizzata e soggetta a disciplina idraulica restrittiva non può essere trattato come un intervento ordinario.
«Autorizzare o rendere realizzabile un impianto di questo tipo senza una nuova istruttoria fondata sul PAI significherebbe procedere contro il principio di precauzione e contro la realtà documentata del territorio», conclude Malini. «La sicurezza dei cittadini, la tutela del fiume Foglia, delle abitazioni, dell’ambiente urbano e della salute pubblica devono venire prima di ogni automatismo autorizzativo».
Comitato PESARO: NO GNL
