Povertà, firmiamo un memorandum che dia attuazione al Rei

L’Alleanza di 18 tra associazioni, enti e organizzazioni sociali scrive al governatore affinché anche in Sicilia prenda corpo il Reddito di inclusione. Nell’Isola hanno presentato domanda per il Rei 25 mila 492 famiglie. Di 42 mln 676 mila euro, il budget di competenza regionale per le misure di contrasto. Ma “serve uno slancio di volontà politica”.

 

Un memorandum contro la povertà. Per dare attuazione anche in Sicilia al Rei, il Reddito di inclusione. A richiederlo al governo della Regione, l’Alleanza contro la povertà, il cartello di 18 tra associazioni, enti e organizzazioni sociali, costituitosi in Sicilia a marzo, sul modello nazionale. Nell’Isola le famiglie che hanno presentato all’Inps la richiesta di Rei, sono 25 mila 492. In pratica 80 mila persone, più o meno, che aspirano a ricevere il sussidio. E qualche giorno fa, ricorda l’Alleanza, la Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali ha dato via libera al decreto di riparto delle risorse del Fondo per il finanziamento di servizi e il piano di interventi contro la povertà. La quota di competenza della Regione Sicilia, informa Rosanna Laplaca, portavoce dell’Alleanza, ammonta a 42 milioni 676 mila 800 euro. Insomma, ci sono ora le condizioni, sostiene l’Alleanza tra l’altro all’indomani del grido d’allarme di Save the Children secondo cui il 25% dei ragazzi in Sicilia abbandona la scuola per le condizioni di disagio vissute dalle famiglie, per “una politica organizzata, costruita su una seria infrastruttura sociale capace di generare strategie di inclusione”. “Il piano nazionale – precisa la nota che l’Alleanza ha indirizzato al governatore Musumeci – apre all’elaborazione dei piani regionali, per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà”. Così, “diventa importante che anche in Sicilia si avvii una fase concertativa, per giungere al miglior risultato possibile”. Da Palazzo d’Orleans, spiega Laplaca, “ci aspettiamo la convocazione per definire assieme, come accaduto a livello nazionale, un memorandum che faccia da piattaforma per tutti i provvedimenti legislativi e amministrativi”. I presupposti ci sono, sostengono le diciotto organizzazioni sociali, serve solo “uno slancio di volontà politica nel solco della riforma del sistema regionale del welfare”.

Fanno parte dell’Alleanza: Cgil, Cisl, Uil, Acli, Adiconsum, Arci, Banco alimentare, Caritas, Confcooperative Federsolidarietà, Csvnet, Fondazione Ebbene, Fiopsd, Forum terzo settore, Jesuit social network, Legacoop sociali, Professione in famiglia, Save the children. E l’Anci Sicilia.