Obesità: con “endosleeve” lo stomaco si riduce con una gastroscopia, senza tagli e cicatrici

Medical concept with stethoscope on keyboard

L’innovativo intervento è in grado di aiutare il paziente obeso a perdere fino al 20% del peso corporeo per 2-3 anni. La procedura avviene in anestesia generale e richiede solo un paio di giorni di degenza. In alcuni casi può essere considerata un’alternativa alla chirurgia bariatica tradizionale…

 

Le procedure di chirurgia bariatrica diventano sempre più sofisticate e meno invasive. Si sta infatti facendo strada un nuovo intervento di riduzione dello stomaco che avviene totalmente in via trans-orale, come una gastroscopia, e che è in grado di far perdere tra il 15 e il 20% del peso corporeo. Si chiama “endosleeve” ed è una gastroplastica verticale endoscopica che avviene senza incisione e quindi senza cicatrici. Questa è una delle numerose novità discusse in occasione della 26esima edizione del congresso mondiale dell’International Federation for the Surgery of Obesity and Metabolic Disorders (IFSO), che si chiude oggi a Napoli e che sta registrando record di presenze: oltre 3 mila partecipanti da 158 diversi Paesi di tutto il mondo. 

 

“Effettuata in pochi centri selezionati, la endosleeve è una recentissima procedura bariatrica endoscopica, chiamata anche Gastroplastica endoscopica o plicatura gastrica trans-orale, che consente di ridurre il volume gastrico usando come accesso la bocca, proprio come avviene in una gastroscopia – spiega Luigi Angrisani, presidente del congresso IFSO e professore associato in Chirurgia Generale all’Università Federico II Napoli –. Questa procedura evita quindi l’incisione chirurgica della cavità addominale consentendo una riduzione del peso in eccesso, seppur più modesta rispetto alla sleeve gastrectomy tradizionale, che può durare circa 2-3 anni”.

 

I pazienti candidabili alla endosleeve sono coloro che hanno un indice di massa corporea (BMI) tra 30 e 40, che non vogliono o che non possono, per età e comorbidità, sottoporsi a procedure chirurgiche, o pazienti con BMI maggiore di 40, come “ponte” alla chirurgia tradizionale. In Italia si stima che le persone obese siano 4 milioni e che siano solo 30mila gli interventi di chirurgia bariatrica eseguiti ogni anno. “La endosleeve si esegue in anestesia generale e in sala operatoria utilizzando un gastroscopio, che si fa passare attraverso la bocca, e una cucitrice endoscopica – aggiunge Angrisani –. Una volta posizionato l’apparecchio nello stomaco, si procede alla sutura. La procedura, che è reversibile e ripetibile, richiede una degenza postoperatoria ridotta e un ritorno rapido alle attività quotidiane dopo solo qualche giorno”.

 

L’endosleeve rappresenta dunque un’opzione terapeutica mini-invasiva sicura ed efficace che integra e complementa la chirurgia bariatrica. “Ma, in alcuni casi, può essere considerata un’alternativa per quei pazienti non candidabili all’approccio chirurgico tradizionale – evidenzia Angrisani –. Oltre a ridurre le dimensione e il volume dell’organo, consentendo quindi di avvertire il senso di sazietà precocemente, l’endosleeve procura un effetto di regolazione sugli ormoni dell’appetito”.

 

Come per le altre procedure per la perdita di peso, la gastroplastica verticale endoscopica richiede un importante impegno per uno stile di vita più sano. “Per garantire il successo a lungo termine della procedura è dunque sempre necessario apportare modifiche salutari permanenti alla dieta e fare esercizio fisico regolare”, conclude Angrisani.