Mission Bambini: 2900 bambini operati con “Cuore di bimbi”

In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, che si celebra oggi, Mission Bambini accende i riflettori sul programma Cuore di bimbi, attivo dal 2005 per portare diagnosi e cure ai bambini con cardiopatie congenite nei Paesi in cui l’accesso alla cardiochirurgia pediatrica è più limitato. Un impegno che, accanto agli interventi chirurgici e agli screening cardiologici, comprende la formazione del personale sanitario locale, con l’obiettivo di contribuire a rafforzare nel tempo la capacità degli ospedali di diagnosticare e trattare le cardiopatie in autonomia.

È proprio a sostegno di questo impegno che si è svolta a Milano la seconda edizione di “Uniti per il Cuore”, l’iniziativa organizzata sabato scorso da Mission Bambini e dedicata al programma Cuore di bimbi, che ha riunito oltre 200 tra volontari, sostenitori e cittadini per raccontare il lavoro della Fondazione e sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di garantire cure cardiochirurgiche pediatriche anche ai bambini nati nei Paesi in cui queste non sono accessibili a tutti.

«Con “Uniti per il Cuore” abbiamo voluto raccontare una parte importante della storia di Mission Bambini e, allo stesso tempo, ricordare quanto sia ancora necessario impegnarsi perché anche i bambini nati in Paesi dove l’accesso alla cardiochirurgia è difficile, se non impossibile, possano ricevere le cure di cui hanno bisogno. – dichiara Stefano Oltolini, Direttore Generale di Mission Bambini – In oltre vent’anni, il programma Cuore di bimbi ha permesso di operare migliaia di bambini e di portare avanti un lavoro che va oltre l’intervento chirurgico, attraverso la formazione del personale sanitario e il rafforzamento dei sistemi sanitari locali. Questa giornata è stata un’occasione per condividere il nostro impegno con la città e offrire a tutti l’opportunità di conoscerlo più da vicino e contribuire concretamente a farlo proseguire».

IL PROGRAMMA CUORE DI BIMBI. Filo conduttore della giornata, il programma Cuore di bimbi è attivo dal 2005 nei Paesi in cui l’accesso alla diagnosi e alle cure per le cardiopatie congenite è più difficile, sostenendo screening, interventi chirurgici e formazione del personale sanitario locale. L’obiettivo non è soltanto curare il singolo bambino, ma contribuire a rendere i sistemi sanitari locali progressivamente più capaci di diagnosticare e trattare le cardiopatie in autonomia.

Curare un bambino significa così anche creare le condizioni perché altri bambini possano essere curati in futuro. Per questo, accanto alle missioni chirurgiche, medici e professionisti sanitari volontari di Mission Bambini lavorano insieme alle équipe locali, condividendo competenze e tecniche e contribuendo a rafforzare nel tempo l’autonomia degli ospedali. Quando le cure necessarie non possono essere garantite nel Paese di origine, Mission Bambini sostiene inoltre il percorso di cura in Italia, offrendo accoglienza e supporto ai bambini e alle loro famiglie durante il periodo delle cure.

Dal 2005, il programma Cuore di bimbi ha permesso di operare 2.900 bambini, visitare oltre 38.000 minori e coinvolgere 708 professionisti sanitari locali in attività di formazione.

Nel 2026 le équipe di Mission Bambini sono già state in Zambia, Uganda e Tanzania, dove hanno realizzato interventi chirurgici, screening cardiologici e attività di formazione insieme al personale sanitario locale. In particolare, a marzo in Zambia sono stati operati 7 bambini e valutati altri 20, mentre a maggio in Uganda sono stati operati 6 bambini al Mulago Hospital di Kampala. Nello stesso mese, in Tanzania, la missione a Dodoma ha permesso di sottoporre a screening cardiologico 33 bambini e di operarne 6.

Il lavoro proseguirà nei prossimi mesi con due nuove missioni in Nepal ed Eritrea, per continuare a portare cure specialistiche e formazione laddove l’accesso alla cardiochirurgia pediatrica è ancora limitato.

LA PASSEGGIATA DEL CUORE. Sabato 26 settembre, nella sede di Mission Bambini in via Ronchi 17, i partecipanti di “Uniti per il Cuore” hanno avuto l’opportunità di dedicare un momento alla prevenzione cardiovascolare grazie alla presenza della Croce Verde di Bosisio, che ha messo a disposizione elettrocardiogrammi a fronte di una donazione libera a sostegno del programma Cuore di bimbi.

Alle 15.30 ha preso il via la Passeggiata del Cuore, aperta a tutta la cittadinanza, che ha accompagnato i partecipanti dalla sede della Fondazione fino a Parco Lambro, lungo un percorso semplice e adatto a tutte le età. A conclusione della passeggiata, i partecipanti hanno dato vita a un  flash mob formando, con i palloncini in mano, un grande cuore: un gesto simbolico per ricordare, tutti insieme, l’impegno di Mission Bambini al fianco dei bambini con cardiopatie congenite.

«La Passeggiata del Cuore ha riunito simbolicamente le diverse realtà che rendono possibile il lavoro di Cuore di bimbi: medici e infermieri impegnati nelle missioni, volontari, sostenitori e cittadini. – prosegue Stefano Oltolini – È un modo per dare visibilità a una responsabilità che condividiamo: fare in modo che i bambini nati con una cardiopatia congenita possano accedere alle cure di cui necessitano. Dietro ogni intervento, ogni screening e ogni percorso di cura c’è infatti una