Pesaro – È entrato nella sua fase operativa il ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche contro la Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico dell’area denominata “Paesaggio collinare di Riceci e Montefabbri”, approvata dalla Regione Marche con Deliberazione n. 1407 dell’11 agosto 2025. Il ricorso è stato promosso da 14 cittadini residenti nel Comune di Petriano e riguarda un atto pubblico regionale adottato ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004).
In questi giorni EveryOne Group ha ricevuto notifica del prosieguo formale del procedimento. Il Presidente del TAR ha infatti autorizzato i ricorrenti al superamento dei limiti dimensionali dell’atto introduttivo, riconoscendo la complessità e il rilievo della controversia. Il ricorso, nella sua versione estesa e articolata, è ora stato depositato e dovrà essere valutato dal giudice amministrativo nel merito.
È importante chiarire lo stato dei fatti. Il vincolo paesaggistico oggetto di impugnazione non è un atto riconducibile ad associazioni o soggetti privati, ma un provvedimento pubblico adottato dalla Regione Marche, a conclusione di una istruttoria formale condotta con il coinvolgimento della Commissione Regionale per la Tutela del Paesaggio e degli organi competenti del Ministero della Cultura. La difesa dell’atto spetta ora alle istituzioni pubbliche chiamate in giudizio – Regione, Provincia e Ministero – che dovranno costituirsi e depositare il fascicolo amministrativo completo, dimostrando la correttezza procedurale e la solidità delle motivazioni paesaggistiche.
EveryOne Group figura nel procedimento come controinteressata, avendo svolto nel 2023 un ruolo di impulso civico e documentale, segnalando alle istituzioni il valore storico, paesaggistico e identitario dell’area Riceci–Montefabbri. Tale attività rientra nel diritto-dovere della società civile di partecipare alla tutela del territorio, riconosciuto dall’ordinamento costituzionale e dal diritto europeo, ma non incide sull’autonomia dell’atto regionale, che resta un provvedimento pubblico a tutti gli effetti.
Il procedimento è tuttora pendente e non può essere considerato concluso. Il TAR è ora chiamato a esaminare il ricorso nella sua formulazione estesa, ma allo stato non emergono elementi tali da mettere in discussione il vincolo paesaggistico, fondato sulla rilevanza oggettiva dei valori tutelati. Nel frattempo, la cittadinanza, la società civile e le istituzioni sono chiamate a mantenere alta l’attenzione, ribadendo la contrarietà a progetti incompatibili con un paesaggio riconosciuto di interesse pubblico.
La tutela di Riceci–Montefabbri non è una questione privata né una disputa ideologica: è una scelta di interesse generale, che riguarda la sicurezza ambientale, l’identità culturale del territorio e il diritto delle comunità locali a non vedere compromesso un bene paesaggistico di valore straordinario.
