Commissione europea abbiamo un problema: La rete di sicurezza dell’UE in caso di catastrofi ha qualche falla

rescEU è stata creata nel 2019, nell’ambito del meccanismo unionale di protezione civile (UCPM), come riserva strategica dell’UE di capacità di risposta alle catastrofi e scorte. Nata inizialmente per fornire aerei ed elicotteri antincendio dopo gli incendi boschivi del 2017 che hanno colpito vaste aree d’Europa, è stata poi estesa fino a includere articoli come ospedali da campo, rifugi, forniture mediche e attrezzature per emergenze chimiche, radiologiche, biologiche e nucleari (CRBN). La sua importanza è cresciuta man mano che l’Europa si trova ad affrontare crisi sempre più frequenti e complesse, tra cui catastrofi legate al clima, pandemie come la COVID‑19 e le conseguenze della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Tra il 2020 e il 2024, l’UCPM è stato attivato 657 volte, quattro volte di più rispetto ai cinque anni precedenti. Per il periodo finanziario 2021‑2027, sono stati destinati a rescEU 2,9 miliardi di euro del bilancio dell’UCPM, pari a 3,7 miliardi di euro.

La riserva strategica di emergenza dell’UE, rescEU, ha chiaramente dimostrato il proprio valore fornendo aiuto quando le capacità nazionali erano al limite”, ha affermato George Marius Hyzler, Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. “Tuttavia, affinché la riserva sia più efficace, i futuri finanziamenti dell’UE devono essere indirizzati in modo migliore, i progetti devono essere realizzati per durare nel tempo e le procedure di rimborso per le azioni di risposta devono essere semplificate”.

La Corte ha constatato che, sebbene la Commissione europea abbia generalmente basato le capacità di rescEU sulle lacune individuate, i livelli di finanziamento non erano sempre direttamente collegati ai bisogni stimati. In alcuni casi, la Commissione non disponeva di tutte le informazioni perché, per motivi di sicurezza nazionale, il suo accesso ai dati riservati era limitato.

rescEU ha fornito un contributo prezioso alla protezione civile europea finanziando e impiegando risorse fondamentali per le emergenze. La Corte sottolinea che rescEU ha risposto in modo efficace quando è stata richiesta assistenza e che è stata in grado di adattarsi rapidamente a nuovi tipi di emergenze.

Tuttavia, l’attuazione dei progetti è stata ostacolata da carenze nella pianificazione degli inviti a presentare proposte, ritardi negli appalti e insufficiente attenzione alle modalità di mantenimento di alcuni progetti dopo la loro conclusione.

La Corte ha altresì constatato che la Commissione e gli Stati membri non hanno sfruttato appieno le opportunità di cooperazione per costituire una riserva comune. Gli inviti a presentare proposte erano di natura competitiva e non promuovevano a sufficienza gli acquisti in comune, anche se gli appalti congiunti avrebbero potuto contribuire a sviluppare le capacità di rescEU. Tra i progetti esaminati, gli auditor della Corte hanno individuato un solo caso in cui l’appalto è stato agevolato tramite un accordo quadro.

Inoltre, le autorità nazionali dovevano presentare richieste di rimborso distinte per le singole sovvenzioni destinate alle misure di risposta, rendendo così la procedura farraginosa e ritardando talvolta le richieste di rimborso.