“Il dato sull’inflazione diffuso oggi dall’Istat, dal quale emerge che i rialzi dei prezzi nel 2025 hanno pesato di più sulle famiglie con minori livelli di spesa, è allarmante e rende sempre più necessario mettere al centro dell’agenda politica il contrasto alla povertà minorile, adoperandosi affinché il 2026 sia l’anno in cui si affronta in modo strutturale la povertà minorile”. Lo dichiara Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children.
“Le evidenze sull’aumento dei prezzi sono solo le ultime in ordine temporale che ci ricordano quanto la povertà sia un’emergenza nazionale che penalizza la vita quotidiana e le prospettive future di bambine, bambini e adolescenti – aggiunge Milano – Non è possibile continuare a chiudere gli occhi di fronte alle ingiustizie che affrontano troppi giovani che crescono in famiglie svantaggiate nel nostro Paese”.
Secondo le ultime stime disponibili, le famiglie con minori in povertà assoluta in Italia nel 2024 erano quasi 734mila, pari al 12,3% del totale. Nelle coppie, l’incidenza del fenomeno cresce all’aumentare del numero di figli minori: 7,3% con un figlio, 10,6% con due e 20,7% con almeno tre figli. Anche le famiglie monogenitoriali con minori mostrano valori elevati (14,4%). È su tutti questi nuclei familiari che si abbatte la scure dell’inflazione, colpendo i bambini, le bambine e gli adolescenti che vivono senza il necessario, ben 1,28 milioni nel nostro Paese, il 13,8% del totale.
In Italia, un adolescente tra 11 e 15 anni su 4 (il 26,1%) è a rischio povertà o esclusione sociale, con ampi divari territoriali e anche tra chi ha la cittadinanza italiana (24,2%) e chi non ce l’ha (38%). Un adolescente di 12¬15 anni su 20 (il 5,2%) è in povertà alimentare e l’8,2% dei bambini e adolescenti sotto i 16 anni è in povertà energetica, cioè non riesce a riscaldare adeguatamente l’abitazione. Il rischio povertà inoltre cresce con l’aumentare del numero dei figli e colpisce in particolare le famiglie monogenitoriali.
“Di fronte a questa emergenza, che condiziona le prospettive future di bambine e bambini, è necessario un cambiamento radicale che porti a una strategia di lungo periodo, fondata su misure concrete di contrasto alla povertà e sul sostegno alle famiglie con figli minori, attraverso investimenti certi e garantiti nel tempo. È inoltre indispensabile sostenere l’occupazione femminile, potenziando in modo strutturale l’offerta educativa, a partire dalla prima infanzia, e prevedendo la possibilità per bambine e bambini di svolgere gratuitamente attività sportive, di socializzazione e di apprendimento, con strumenti adeguati e in spazi idonei”, conclude Raffaela Milano.
