“Con l’approvazione definitiva di oggi al Senato della legge sul Consenso informato tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni…”, Sono le parole del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, dopo l’approvazione della legge che introduce il consenso informato a scuola sull’educazione alla sessualità.
Questa legge, quindi, è stata concepita ed approvata in base ai parametri non della sessualità degli individui, ma quella del ministro Valditara e quelli che sono d’accordo con lui, preoccupati per quella che chiamano propaganda gender (omosessualità e dintorni), nonostante queste sessualità non siano bandite da leggi ma “solo” da alcune culture religiose. E anche qui fino ad un certo punto, ché la confessione dominante in Italia, la cattolica romana, non crea muri nei confronti delle sessualità cosiddette non convenzionali. Nel nostro caso, sembra che “i fedeli siano stati più realisti del re”…. una consuetudine nella storia dell’umanità.
Da questo ne è derivato il divieto per i bambini fino alle elementari incluse di sapere cosa sia la sessualità, e la possibilità di essere edotti solo dalle scuole medie in poi dopo il consenso dei genitori. La scuola, quindi, viene meno alla sua funzione pubblica (informazione ed educazione su tutto e per tutti, omosessualità inclusa visto che non è reato), diventando strumento di alcune persone ossessionate dall’omosessualità, e terrorizzate al punto che vedono nell’informazione sull’esistenza stessa di questa sessualità un pericolo per tutti. Quindi la scuola pubblica se ne lava le mani e demanda la decisione ai genitori, come se questi ultimi potessero sindacare di mandare o meno i propri figli a scuola e, essendo obbligati a farlo, decidere su cosa devono essere informati/educati. Non regge neanche il paragone con l’ora di religione cattolica, visto che quest’ultima viene comunque imposta a meno che non se ne chiede l’esenzione e non insegnata se viene chiesto di farlo; non solo, ma nonostante l’articolo 7 della Costituzione che stabilisce un privilegio per la religione cattolica romana, le altre religioni sono legittime e incentivate con il supporto economico dell’8xMille. L’educazione alla sessualità è una cosa diversa, è materia primaria e di base: insegnare l’igiene (sanità) e il rispetto verso gli altri (educazione civica).
Vaglielo a spiegare a questi politici che ragionano istituzionalmente rispetto ai desideri o meno che provano dentro le proprie mutande.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
