Alleate preziose della salute umana e della lotta all’inquinamento. Per questo, nella seconda parte del suo report “Effetto Oasi”, il WWF Italia si concentra sulle foreste. Il report, pubblicato a puntate in occasione della Primavera delle Oasi WWF, l’iniziativa nazionale che riapre al pubblico oltre 100 aree protette, racconta il ruolo centrale che le Oasi WWF svolgono da oltre mezzo secolo nella tutela di questi ecosistemi fragili.
Dal forest bathing allo stoccaggio di CO2
Nello specifico le foreste svolgono dei servizi ecosistemici importantissimi, a partire dall’assorbimento della CO2. In totale si stima che oltre 3 milioni di tonnellate di carbonio siano stoccate nelle Oasi WWF, con un assorbimento di circa 100.000 tonnellate di CO2 ogni anno. Questo ruolo prezioso viene giocato in particolar modo dalle foreste, che rappresentano quindi un nostro fondamentale alleato nella lotta all’emergenza climatica, così come per la filtrazione e purificazione dell’acqua e il contrasto al dissesto idrogeologico. O servizi ancora più importanti in contesti antropizzati, dove i boschi urbani abbattono gli inquinanti atmosferici e riducono l’effetto delle isole di calore, contribuendo letteralmente a salvare migliaia di vite umane ogni anno. È questo il motivo per cui il WWF tutela, tramite le proprie Oasi urbane, decine di aree anche in contesti cittadini, in particolare in grandi città come Milano e Bologna.
Infine, c’è un altro beneficio a cui possiamo accedere mettendo piede, con rispetto, nella magia di un bosco ben conservato: è quello psicologico e fisiologico, ormai sempre più documentato a livello scientifico, reso possibile dalle “immersioni in foresta”, meglio note come forest bathing, che il WWF ha cercato di promuovere rendendone possibile lo svolgimento, accompagnato da personale appositamente formato, in numerose Oasi da nord a sud del Paese. Anche perché le foreste sono state la nostra casa per decine di migliaia di anni, ed è fondamentale che si continui a considerarle tali.
Il ruolo delle Oasi nella conservazione delle foreste
Proprio per la loro importanza, il WWF è da decenni in prima linea negli sforzi per conservare le foreste, anche tramite la gestione diretta rappresentata dalle Oasi.
Negli anni ‘80, grazie ad una simbolica vendita di francobolli, è stata acquistata la grande foresta di Monte Arcosu in Sardegna, oltre 3.600 ettari dell’ancora più grande complesso forestale di Piscinamanna, tra le più intatte ed estese foreste mediterranee residue. Sempre in contesti mediterranei, lo stesso vale per il bosco planiziale di Policoro, scrigno di biodiversità genetica per le querce mediterranee. Tutelate sono anche alcune foreste costiere, come quelle retrodunali di Le Cesine, in Puglia, di Dune Alberoni, in Veneto, sul versante adriatico, e di Macchiagrande e di Burano, sul versante tirrenico. Salendo di quota, sulle colline toscane si trova Bosco Rocconi, tra i più wild del WWF.
Si arriva poi alle grandi foreste appenniniche, come la faggeta di Guardiaregia-Campochiaro, primo nucleo protetto dell’istituendo Parco Nazionale del Matese, o ai castagneti secolari di Montovolo e dei Ghirardi, nell’Appennino settentrionale. Spostandoci sempre più a nord, fondamentali tasselli di biodiversità sono quelli rappresentati dalle ultime foreste residue della Pianura Padana, quali il Bosco Vanzago e quello allagato di Valle Averto. Salendo di quota, si arriva poi alle Prealpi a Valpredina (Bergamo) e alle vere e proprie foreste alpine, purtroppo fortemente impattate a seguito della tempesta Vaia e patogeni susseguenti, con i boschi di Valtrigona, nelle Dolomiti del Lagorai (Trento).
Dal lupo al cervo sardo, i successi nella tutela di specie simbolo e biodiversità
In un Paese densamente abitato come l’Italia, la tutela di foreste in salute è stata determinante per consentire la sopravvivenza o il ritorno di grandi mammiferi e altre specie particolarmente vulnerabili. Le Oasi WWF agiscono come punti di connessione all’interno di paesaggi più ampi, favorendo gli spostamenti faunistici e la vitalità genetica delle popolazioni animali.
Uno degli esempi più emblematici è rappresentato dall’Oasi WWF di Monte Arcosu. Quest’area ha rivestito un’importanza straordinaria per la conservazione del cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), sottospecie endemica della Sardegna e della Corsica che, nel corso del Novecento, ha rischiato l’estinzione a causa della caccia e della perdita di habitat. Grazie alla protezione garantita dall’Oasi, Monte Arcosu è divenuto il principale santuario della specie, ospitando una delle popolazioni più consistenti.
Una storia simile arriva dall’Oasi WWF Gole del Sagittario, in Abruzzo. Questo territorio montano, caratterizzato da boschi, gole profonde e ambienti rupestri, rappresenta un’area di fondamentale importanza per l’espansione dell’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), una delle sottospecie più rare al mondo, con una popolazione ridotta a rischio critico di estinzione.
Più a nord, l’Oasi WWF dei Ghirardi, nell’Appennino parmense, ha offerto al lupo appenninico (Canis lupus italicus) condizioni favorevoli per il proprio ritorno e consolidamento, dopo decenni di persecuzione che ne avevano drasticamente ridotto la presenza. L’Oasi rappresenta oggi un territorio importante per la tutela di questa specie chiave, il cui recupero testimonia la capacità degli ecosistemi forestali protetti di ristabilire equilibri ecologici complessi, e che ha aiutato a contenere in maniera naturale la diffusione della peste suina africana in uno degli epicentri nazionali.
Le Oasi forestali WWF, dunque, rappresentano un modello concreto di conservazione efficace, in cui tutela delle specie, salvaguardia degli habitat e benefici per le persone coincidono.
L’esempio dall’ambientalismo alpino
La tutela delle foreste è stata possibile grazie all’impegno e alla passione di esperti, volontari e attivisti. Tra le figure che hanno dato l’esempio c’è Francesco Borzaga, delegato regionale del WWF, fondatore e presidente del WWF Trentino – Alto Adige, scomparso nel marzo 2025. “La difesa dell’ambiente è faticosa”, ripeteva spesso. E lui quella fatica l’ha affrontata tutta, senza mai arretrare.
Una storia, la sua, fatta di grandi battaglie: come quella per la Val di Genova, una delle ultime valli d’acque libere delle Alpi, incastonata nel Parco Naturale Adamello Brenta. Negli anni in cui si progettava la costruzione di quella che sarebbe potuta diventare la più grande centrale idroelettrica d’Europa, Borzaga comprese subito che la perdita di quell’ecosistema sarebbe stata irreversibile. Si oppose con determinazione e oggi, anche grazie al suo impegno, la Val di Genova è rimasta un luogo integro.
È anche a Borzaga che si deve la nascita dell’Oasi WWF di Valtrigona, la prima Oasi alpina del WWF, situata nel cuore del Lagorai: la sua storia è un esempio di come l’amore per la natura, che dà significato ad una vita intera, possa continuare anche nel futuro.
Gli appuntamenti del fine settimana della Primavera delle Oasi
Il palinsesto della Primavera delle Oasi continua nel weekend del 15-17 maggio. Si parte il 14 maggio, quando l’Oasi WWF Le Cesine, in Salento, organizza un’esperienza di citizen science alla ricerca delle tracce del lupo, con un metodo di monitoraggio che consiste nel percorrere un percorso prestabilito alla ricerca di segni di presenza del predatore. Sempre il 14 maggio l’Oasi WWF le Foppe (Trezzo sull’Adda) festeggia i 35 anni di gestione con una visita notturna alla ricerca delle affascinanti lucciole.
Il 15 maggio appuntamento a Melegnano per l’apertura dell’Oasi Urbana Parco delle Noci: un’occasione da non perdere per visitare questa particolare area verde che ricostruisce un bosco planiziale e le sue zone umide. Il 16 maggio all’Oasi di Serre-Persano (Salerno) si potrà partecipare ad un corso di fotografia naturalistica, oppure ad un bioblitz sulle farfalle all’Oasi di Valpredina (Bergamo), per finire con un aperitivo botanico sulle sponde della Laguna all’Oasi di Orbetello. Il 17 maggio invece si potrà andare alla scoperta del maestoso falco pellegrino nella selvaggia Oasi di Bosco Rocconi (Grosseto), scoprire il mondo delle api all’Oasi di Cà Brigida (Verucchio) o diventare “ranger per un giorno” all’Oasi di Ripa Bianca (Jesi). Ma sono tantissime altre le iniziative legate alla Primavera delle Oasi, che continueranno anche le prossime settimane fino al 2 giugno. Tutte le info su: www.wwf.it/cosa-facciamo/eventi/primavera-delle-oasi/
