Emergenza carceri: il MoVI partecipa all’assemblea nazionale del 6 febbraio a Roma

Il Movimento di Volontariato Italiano – MoVI prenderà parte all’assemblea pubblica nazionale sull’emergenza carceri, in programma giovedì 6 febbraio 2026 a Roma, presso l’Università Roma Tre, insieme a reti del volontariato, organizzazioni della società civile, operatori sociali e penitenziari, garanti e cittadini.

La condizione delle carceri italiane rappresenta oggi una grave ferita per la democrazia e per lo Stato di diritto: sovraffollamento strutturale, condizioni di detenzione non rispettose della dignità umana, isolamento crescente degli istituti penitenziari e un carico insostenibile che grava tanto sulle persone detenute quanto su chi lavora all’interno del sistema.

Si tratta di un tema da sempre presidiato dal MoVI, che riconosce nel carcere uno spazio decisivo di tutela dei diritti, di giustizia costituzionale e di responsabilità collettiva. Come più volte ribadito dal presidente nazionale del Movimento, Gianluca Cantisani: «Il carcere è uno dei luoghi in cui più chiaramente si misura la distanza – o la vicinanza – tra i principi costituzionali e la realtà quotidiana.  il carcere non può essere un luogo rimosso dallo sguardo pubblico: la qualità della vita nelle prigioni è una misura della qualità della nostra democrazia. Prendersi cura delle persone detenute significa prendersi cura della qualità della nostra convivenza civile».

 Un impegno concreto che il Movimento di Volontariato Nazionale porta avanti da Nord a Sud –  L’attenzione del MoVI al mondo penitenziario non è solo culturale e sociale, ma si traduce ogni giorno in azioni concrete sui territori, grazie all’impegno delle associazioni aderenti al Movimento. Da nord a sud, il MoVI presidia il tema del carcere attraverso percorsi educativi, culturali, relazionali e di sostegno materiale.

In Friuli Venezia Giulia, l’Associazione ICARO – Volontariato Giustizia opera da oltre trent’anni all’interno della Casa Circondariale di Udine, promuovendo attività di ascolto, tutela dei diritti, alfabetizzazione, laboratori culturali e artistici, sostegno alla genitorialità e iniziative di ponte tra carcere e comunità esterna. Un presidio stabile che accompagna le persone detenute nel loro percorso di rieducazione e reinserimento sociale. In Sicilia, la rete MoVI di Caltanissetta è attiava da anni sia nel carcere per adulti che in quello minorile e nella casa circondariale di San Cataldo. Le attività spaziano dal sostegno educativo e lavorativo dei minori detenuti, ai laboratori artistici e formativi per adulti, fino al supporto materiale alle persone più fragili: dalla fornitura di beni di prima necessità e vestiario per detenuti migranti, alla creazione di spazi per l’incontro tra genitori detenuti e figli, come parchi giochi e momenti comunitari durante le festività.

Esperienze diverse, radicate nei contesti locali, ma unite da una stessa visione: il carcere deve essere un luogo di umanità, responsabilità e possibilità, non di abbandono e mera custodia.

 Una responsabilità che riguarda tutti – Con la partecipazione all’assemblea del 6 febbraio, il MoVI ribadisce la necessità di interventi immediati di clemenza e di riforma dell’esecuzione penale, in coerenza con i principi costituzionali e con gli appelli provenienti dal mondo del volontariato, dalle istituzioni di garanzia e dalla società civile. Uscire dall’emergenza carceri non è solo una questione penitenziaria: è una scelta di civiltà che chiama in causa l’intera comunità nazionale.