Il Parlamento europeo ha approvato ieri in via definitiva, con 440 voti favorevoli, la revisione della direttiva sui diritti delle vittime di reato. Il nuovo quadro normativo rafforza il sostegno, la protezione e l’accesso alla giustizia per milioni di persone che vivono negli Stati Ue, con particolare attenzione alle vittime vulnerabili, alle persone minori, alle vittime di violenza sessuale e a quelle di reati commessi attraverso strumenti digitali. Per la prima volta in modo esplicito, la direttiva include tra le vittime con esigenze specifiche anche le persone che subiscono violenze legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
“L’approvazione al Parlamento Europeo della direttiva aggiornata sui diritti delle vittime di reato – commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay – rappresenta un passo importante anche per le persone LGBTQIA+ vittime di odio e discriminazioni. Alcune novità introdotte da questa direttiva corrispondono a quanto il nostro Paese non è riuscito ad approvare a livello nazionale, come nel caso del Ddl Zan. È amaro prendere atto di come i diritti spesso avanzino non per volontà politica del Governo e del Parlamento italiano, ma grazie alle sentenze dei tribunali o all’azione delle istituzioni europee. Governo e Parlamento italiano restano vergognosamente i grandi assenti, mentre le vittime di odio continuano a pagare il prezzo di un vuoto normativo che oggi l’Europa prova in parte a colmare. Un risultato reso possibile anche dall’impegno dell’onorevole Alessandro Zan, che ha portato in Parlamento il tema delle persone LGBTQIA+ vittime di odio. Ora la palla torna alle istituzioni italiane, alle quali chiediamo di tradurre rapidamente la direttiva in norme nazionali efficaci: formazione per le forze dell’ordine, potenziamento dei centri antiviolenza e protocolli specifici per le vittime LGBTQIA+. Le vittime di odio hanno diritto a una protezione concreta, non solo a parole.”, conclude Piazzoni.
